TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO
Ufficio Istruzione sez.20^
VERBALE DI CONFRONTO
Artt.364 c.p.
N.721/88F R.G.G.I. N.2643/84A R.G.P.M.
Il giorno 20 settembre 1994, alle ore 17.30, nel Tribunale di Milano, Ufficio Istruzione.
Avanti a Noi, dr. Guido Salvini, Giudice Istruttore,
assistiti dal sottoscritto m.o. Antonio Russo della Guardia di Finanza.
Sono presenti il dr. Savio e il Sovr. Capo Emireni della Digos di Venezia.
Sono altresì presenti il dr. Renato peres, Dirigente della Digos di Perugia e l'Ass. Capo Brunero Valenti della Digos di Perugia.
Occorrendo nel procedimento penale in corso addivenire ad un confronto tra:
1) DIGILIO Carlo, nato a Roma il 7.5.1937, attualmente detenuto.
Avvisato, non presente, il difensore di fiducia, dr. proc. Giovambattista Maggiolo del Foro di Venezia.
2) FACCIA Angelo, nato a Roma l'11.5.1929 e residente a Perugia in Via Cristoforo Colombo n°9.
abbiamo fatto comparire tali persone in nostra presenza.
L'Ufficio dà lettura a DIGILIO Carlo delle dichiarazioni rese da FACCIA ANGELO in data 19.8.1994 al G.I. di Milano e in data 6.9.1994 alla DIGOS di Perugia e di Venezia.
Spontaneamente, entrando, il Sig. Faccia dando la mano a Digilio, a fronte dell'affermazione "Sono Digilio", esclama: Questa è la seconda volta che ci vediamo.
FACCIA dichiara: Ci siamo già visti una volta a Barcellona.
DIGILIO: Non è possibile che il signore qui presente mi abbia visto a Barcellona, al più può avermi visto a Madrid, magari con l'ing. Pomar o con Rognoni in occasioni di manifestazioni di destra. Chiedo inoltre che sia specificata la data della mia presenza a Barcellona.
FACCIA: Escludo di avere visto il signore nelle manifestazioni della destra a Madrid che io non ho mai frequentato ad eccezione di un pranzo a Barcellona fra falangisti al quale mi invitò con insistenza a partecipare il mio consulente del lavoro, Angel Ricote.
Posso aggiungere che io mi recavo a Madrid solo per questioni di lavoro, per far visita a familiari di mia moglie o per vedere il Principe Borghese al quale mi legava una antica amicizia. Colloco la data dell'incontro con questo signore a Barcellona in un momento di poco antecedente l'arrivo a Barcellona di Cicuttini il quale si faceva chiamare Luigi Benetti, detto Gino.
Faccio presente che non ho alcun interesse a dire cose non rispondenti al vero.
DIGILIO: Io ribadisco di avere visto DELLE CHIAIE solo occasionalmente a Madrid durante manifestazioni in ricordo del generale FRANCO nel 1976.
Non ho avuto nulla a che spartire con lui in precedenza nè in precedenza mi ero mai recato in Spagna.
FACCIA: Il signore qui presente non è molto cambiato da quando ricordo di averlo visto se non un po' per i capelli, non ricordo che indossasse gli occhiali. Ricordo che è venuto in casa mia in Calle de Palmes per parlare di affari con DELLE CHIAIE riservatamente.
DIGILIO: Ribadisco che non avevo alcun motivo per conoscere Delle Chiaie nè per essere amico con lui.
FACCIA: Io non ho mai detto che Lei fosse amico di Delle Chiaie. Purtroppo era Delle Chiaie che mi conosceva bene e mi aveva appunto chiesto di poter utilizzare il mio appartamento per l'incontro.
L'Ufficio chiede a Digilio e a Faccia se e in quali circostanze abbiano conosciuto Eliodoro Pomar in Spagna.
FACCIA: Sì, ho conosciuto Pomar.
DIGILIO: Allora mi avrà visto con Pomar!
FACCIA: Pomar venne a Barcellona in compagnia di Remo Orlandini e aveva già il mio indirizzo. Erano entrambi coinvolti nel processo Borghese anche se le accuse nei confronti di Pomar, e cioè di avere sottratto del plutonio, mi sembravano francamente esagerate.
Pomar mi chiese di trovargli un appartamento nella zona sul mare fuori da Barcellona per lui e Orlandini. Infatti feci trovare loro un appartamento in località Castel de Fels. per un certo periodo abitarono insieme, ma poi Orlandini acquistò un terreno o una proprietà nella zona di Taragona e andò via.
Accadde più volte di uscire a cena con Pomar, che era una persona educata ed intelligente e si distingueva quindi dalla manovalanza dell'epoca. C'era con lui la sua compagna, con cui non credo che fosse sposato, e ricordo che era una bella donna italiana.
In seguito procurai a Pomar un appartamento in una zona signorile di Barcellona vicino al campo sportivo ove ci furono i campionati mondiali di calcio.
Ad un certo punto, mi sembra quando fu aperto a Madrid il ristorante El Apuntamiento cui egli mi sembra fosse interessato, si trasferì a Madrid e non ci vedemmo più. Ci vedemmo solo in una occasione ed io andai a casa sua anche perchè a casa sua aveva sistemato un letto che a me cresceva e che gli avevo spedito a Madrid.
Quindi per cortesia andai a vedere come si era sistemato e anche per salutarlo. Fu l'ultima volta che lo vidi. Posso aggiungere che Orlandini quando arrivò con Pomar era da solo e senza una compagna.
DIGILIO: Io ho conosciuto Pomar, come ho già detto, nell'autunno del 1976 a Madrid nel periodo in cui c'erano le commemorazioni ad un anno dalla morte di FRANCO. Lei con DELLE CHIAIE avrà visto qualcun altro veneziano, forse MAGGI.
FACCIA: Io non ho mai partecipato a manifestazioni in ricordo con FRANCO perchè mi ero dissociato dalla linea politica di quella destra. Focalizzai bene il veneziano perchè fu l'unica volta in cui egli non volle incontrarsi con un italiano nel solito bar o albergo o nel mio cantiere, ma per motivi di riservatezza in casa.
DIGILIO: L'Ufficio chieda al Faccia se non mi confonda con Maggi.
L'Ufficio mostra la fotografia n.2 dell'album fotografico approntato dalla Digos di Venezia, fotografia che raffigura Carlo Maria Maggi, e chiede al Sig. Faccia se abbia mai visto tale persona.
FACCIA: Neanche per sogno.
DIGILIO: Ribadisco che io non ho mai avuto alcun rapporto con Delle Chiaie.
FACCIA: Faccio presente che non sono un pentito, non sono accusato di nulla e non ho alcun interesse di dire una cosa o un'altra.
L'Ufficio dà atto che il Sig. Faccia produce la fotocopia di una "Solicitud de ingreso" a firma Benetti Luigino, il cui originale, o una copia più leggibile, è stato già prodotto al G.I. di Venezia durante l'istruttoria per l'attentato di Peteano. Il teste precisa che si tratta di un documento che serve per regolarizzare la posizione di lavoro di questo Benetti, che era poi Carlo Cicuttini, e che il teste aveva mandato a lavorare ad Alicante dove all'epoca disponeva di una dipendenza commerciale della sua azienda.
Si dà atto che ciascuno rimane sulle sue posizioni e che alle ore 18.15 si chiude il verbale.
Si riapre il verbale e Digilio chiede che si aggiunga la dichiarazione del Sig. Faccia relativa al fatto che a Barcellona di italiani ne sono passati tanti.
FACCIA: Confermo che è vero che a Barcellona sono passati tanti italiani, ma perlopiù si trattava di giovanotti e in particolare quella che con tutto il rispetto si può chiamare manovalanza. Di persone di un certo livello e di una certa età ricordo ORLANDINI, POMAR, l'avv. NIGLIO, che difendeva molti italiani e il signore qui presente che è la persona che Delle Chiaie incontrò a casa mia.
L.C.S. ANGELO FACCIA, CARLO DIGILIO Il Giudice Istruttore GUIDO SALVINI