TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO
Ufficio Istruzione sez.20-
INTERROGATORIO DELL'IMPUTATO
- artt.366 e 367 c.p.p.-
- art.25 R.D. 602/1931 -
N.2/92F R.G.G.I.
N.9/92A R.G.P.M.
Il giorno 21 dicembre 1995, alle ore 16.20, in Arco, presso la casa di cura "L'Eremo di Arco".
Avanti a me, dr. Guido Salvini, Giudice Istruttore, assistito dal sottoscritto m.c. Antonio Russo della Guardia di Finanza.
Avvisato, non presente, il Pubblico Ministero dr.ssa Grazia Pradella.
è comparso DIGILIO Carlo il quale, ammonito sulle conseguenze cui si espone l'imputato che rifiuta di dare o dà false indicazioni sulla propria identità personale (artt.651, 495 c.p.) ed avvertito che ai sensi dell'art.78 c.p.p. ha la facoltà di non rispondere alle domande che gli saranno rivolte sui fatti per cui è processo, ma che in ogni caso l'istruttoria proseguirà, risponde:
Sono Carlo Digilio, già generalizzato.
Regolarmente avvisato, è presente il difensore di fiducia, dr.proc. Giorgio Barbesti.
Interrogato sui fatti di cui al proc.pen.2/92F, dichiara:
Si dà atto che, in osservanza delle recenti disposizioni di legge, il presente atto viene registrato con idonea apparecchiatura fornita dall'Ufficio.
Ricevo lettura integrale dell'interrogatorio reso in data 10.11.1995 e posso confermare che tale verbale corrisponde esattamente al mio pensiero, ma posso aggiungere qualche particolare in più che mi è venuto in mente.
ATTENTATO AL MONUMENTO ALLA PARTIGIANA A S.ELENA
Mi sono ricordato di avere appreso da Marino GIRACI l'attentato al monumento alla Partigiana a Sant'Elena era stato compiuto da Gianni DE COL, elemento facente parte del gruppo del Lido di Venezia.
Questo gruppo faceva capo, in passato, ai fratelli DORIA, gente molto decisa e portata alla violenza.
Il gruppo del Lido aveva dimostrato sempre una certa autonomia.
Mi riservo di fornire ulteriori precisazioni sul punto.
RAPPORTI CON GILBERTO CAVALLINI
Un giorno, alla fine degli anni '70, e quindi verso il 1978/1979, il dr. MAGGI mi chiamò per telefono e mi chiese di incontrare in Piazzale Roma un giovane che aveva bisogno di far valutare una partita di armi.
Io non sapevo chi fosse e comunque mi incontrai con MAGGI e con quel giovane che dalle fotografie pubblicate sui giornali poi mi resi conto essere Gilberto CAVALLINI.
In seguito, dietro mia insistenza, lo stesso MAGGI fu costretto a confermarmi che si trattava proprio di CAVALLINI.
Dopo il primo incontro a Piazzale Roma, ci vedemmo ancora probabilmente tre volte io MAGGI e CAVALLINI in un parcheggio presso il Cavalcavia di San Giuliano.
CAVALLINI veniva in macchina e in una valigia trasportava ogni volta un certo numero di armi cioè pistole e fucili mitragliatori.
Io ogni volta valutavo tecnicamente queste armi e ne indicavo anche il valore di mercato possibile.
CAVALLINI ci dava una somma corrispondente al 10% del valore che avevo indicato.
La somma veniva incamerata dal MAGGI e veniva da lui usata per dare un aiuto ai camerati di destra detenuti.
In seguito CAVALLINI venne anche a casa mia, a Sant'Elena, senza che io gli avessi dato il mio indirizzo e senza alcun preavviso. Era stato MAGGI, imprudentemente, a dargli il mio indirizzo. Si presentava a casa mia quando aveva bisogno di aiuto per la riparazione e manutenzione delle
armi.
CAVALLINI venne qualche volta solo con un'altra persona, probabilmente milanese che a questa distanza di tempo non saprei indicare.
UFFICIALI AMERICANI MIEI SUPERIORI NELLA C.I.A.
Il mio primo reclutatore fu il capitano David CARRETT della Marina Militare degli Stati Uniti che anche mio padre aveva conosciuto e che infatti egli mi aveva presentato personalmente.
Intorno al 1974 il capitano CARRETT fu sostituito dal capitano RICHARD che io incontravo normalmente sotto la torre a San Marco, come del resto anche il capitano CARRETT.
Il "cambio di guardia" fra i due ufficiali avvenne a Verona dove CARRETT mi presentò RICHARD.
Il capitano RICHARD mi disse di essere in servizio presso la base NATO di Vicenza, mentre CARRETT era in servizio presso la base di Verona.
Era stato CARRETT a insegnarmi come si eseguono i pedinamenti con esercitazioni per strada utilizzando degli estranei sia a Verona che a Venezia.
Mi riservo in un prossimo interrogatorio di spiegare l'operazione "DELFINO ATTIVO" che si svolse nell'Adriatico per controllare la capacità di reazione della Marina Militare italiana.
CONTATTO MINETTO - SPIAZZI
Posso ancora aggiungere che il "contatto" fra MINETTO e il colonnello SPIAZZI era il professor GUNNELLA.
Fu SOFFIATI a indicarmi il nome del professore.
Nei precedenti interrogatori non avevo indicato il nome di questo contatto in quanto ero preoccupato per le possibili conseguenze che possono derivare dallo svelare certi rapporti.
Mi dispiace non averlo fatto prima, tuttavia avevo fornito ogni indicazione utile a identificare effettivamente il professore.
Posso ancora aggiungere che il sistema utilizzato dai componenti della rete per incontrarsi era un sistema postale, consistente nel fatto che si mandava un bigliettino al professor GUNNELLA con l'indicazione dell'appuntamento e GUNNELLA lo mandava alla persona con cui la prima si voleva incontrare.
Questo sistema era utilizzato per città come Verona o Vicenza, mentre a Venezia io, SOFFIATI e il capitano CARRETT ci incontravamo direttamente in quanto a causa della presenza di molti turisti e della presenza di navi americane, e quindi molti marinai e ufficiali americani, era possibile incontrarsi senza essere notati.
OSPITALITA' A LATITANTI DI DESTRA
Poichè l'Ufficio mi chiede se esistesse un locale, a Venezia, ove potevano essere ospitati esponenti di destra che avessero problemi con la giustizia, posso dire che c'era un monolocale sito al pianterreno di un palazzo vicinissimo al ponte dell'Accademia e che dava con la facciata sul canale.
Questo locale era dell'avv. CARLET e io ricordo molto bene il palazzo e sarei in grado certamente di ritrovarlo.
In questo locale aveva dormito certamente il milanese BATTISTON.
A domanda dell'Ufficio, posso dire che all'interno c'erano dei grossi libri e vecchi, non so se erano libri giuridici perchè non me ne intendo.
L.C.S. CARLO DIGILIO Il Giudice Istruttore GUIDO SALVINI
PREOCCUPA LA SALUTE DI CARLO DIGILIO
TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO
UFFICIO ISTRUZIONE sez. 20^
N.2/92F Milano, 22 dicembre 1995
Oggetto: Procedimento penale nei confronti di ROGNONI Giancarlo ed altri.
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di MILANO
dr.ssa Grazia Pradella
Trasmetto copia dell'interrogatorio reso in data 21.12.1995 da DIGILIO Carlo.
Segnalo che, nonostante il trasferimento in un più attrezzato centro di cura grazie all'interessamento del personale del R.O.S. Carabinieri di Roma, le condizioni di salute dell'imputato rimangono tuttora molto precarie anche a causa di una recente e forte influenza.
Cordiali saluti.
Il Giudice Istruttore
GUIDO SALVINI