TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO

Ufficio Istruzione sez.20'

 

 

 

INTERROGATORIO DELL'IMPUTATO

- artt.366 e 367 c.p.p.-

- art.25 R.D. 602/1931 -

N.2/92F R.G.G.I.

N.9/92A R.G.P.M.

 

 

Il giorno 18 ottobre 1995, alle ore 16.23, in Verona, Ospedale Borgo Trento,

Avanti a me, dr. Guido Salvini, Giudice Istruttore, assistito dal sottoscritto m.c. Antonio Russo della Guardia di Finanza. E’ presente il capitano Massimo Giraudo del R.O.S. Carabinieri di Roma.

 

è comparso DIGILIO Carlo il quale, ammonito sulle conseguenze cui si espone l'imputato che rifiuta di dare o dà false indicazioni sulla propria identità personale (artt.651, 495 c.p.) ed avvertito che ai sensi dell'art.78 c.p.p. ha la facoltà di non rispondere alle domande che gli saranno rivolte sui fatti per cui è processo, ma che in ogni caso l'istruttoria proseguirà, risponde:

 

Sono Carlo Digilio, già generalizzato.

Regolarmente avvisato, è presente il difensore di fiducia, avv. Giorgio Barbesti, Via Alcide de Gasperi n.° 60, Crema.

 

Interrogato sui fatti di cui al proc.pen.2/92F, dichiara:

 

 

Si dà atto che, in osservanza delle recenti disposizioni di legge, il presente atto viene registrato con l'ausilio di un registratore e di una audiocassetta nuova e sigillata che viene aperta alla presenza delle citate persone.

Preliminarmente l'Ufficio comunica a DIGILIO che è formalmente indiziato, nella presente istruttoria dei seguenti reati:

- artt.110 - 648 c.p. e 476 - 479 c.p. in relazione a due passaporti argentini, provenienti dai servizi segreti uruguayani, ceduti a DIGILIO da Ettore MALCANGI alla fine del 1984.

Tali passaporti risultano personalmente compilati dallo stesso DIGILIO ed uno di essi ceduto a Enrico CARUSO a seguito di una visita di questi a Villa d’Adda in compagnia di Lorenzo PRUDENTE.

- artt. 9, lO, 12 e 14 Legge 497/1974 e art. 23 Legge 110/1975 in relazione all'attività di manutenzione e modifica delle armi appartenenti alla dotazione logistica del gruppo di Ordine Nuovo di Mestre-Venezia, con particolare riferimento alla modifica di canne e alla fabbricazione di silenziatori. Fatti avvenuti a Mestre, Venezia e Milano dal 1965 quantomeno sino al 1981.

Con l'aggravante di cui all'art.l D.L. 625/1979 (finalità di terrorismo.

- detenzione e porto di esplosivi ed altri reati connessi agli attentati del 3/4.10.1969 in danno della Scuola Slovena di Trieste e del cippo di confine di Gorizia.

L'Ufficio fa presente che, in relazione a tali ultimi reati, gli elementi a suo carico si desumono dalle concordanti dichiarazioni di Martino SICILIANO, Ettore MALCANGI, Lorenzo PRUDENTE, Enrico CARUSO e Piero BATTISTON.

L'Ufficio chiede innanzi tutto a DIGILIO di chiarire se Lorenzo PRUDENTE gli abbia fatto visita a Villa d'Adda, gli abbia fornito i dati per compilare i falsi documenti a nome Pierino Martinelli e lo abbia in seguito accompagnato in Svizzera con la propria autovettura al momento della partenza per Santo Domingo.

L'Ufficio chiede inoltre a DIGILIO di chiarire ogni circostanza in merito alla cessione dei documenti da parte di MALCANGI e ai successivi rapporti con Enrico CARUSO.

 

LORENZO PRUDENTE

 

Non ho parlato dell'aiuto che mi ha dato Lorenzo Prudente in quanto, avendomi egli aiutato, creargli qualche problema sul piano processuale mi sarebbe sembrata una ingratitudine.

Devo però confermare che fu PRUDENTE a venirmi a prendere a Villa d'Adda quando io stavo per partire per Santo Domingo e ad accompagnarmi fino al confine di Chiasso.

Dopodichè io attraversai il confine a piedi e ritrovai PRUDENTE oltre il confine, sempre con la medesima vettura. Egli mi accompagnò quindi fino a Zurigo e mi lasciò prima che l’aereo partisse, senza cioè aspettare le formalità di imbarco.

Non ricordo con che macchina mi accompagnò, anche perchè, siccome non guido, sono poco pratico di autovetture, ma era comunque un'autovettura di tipo familiare, cioè grossa.

Posso anche dire che fu PRUDENTE a fornirmi i dati PIERINO MARTINELLI, che erano di una persona che corrispondeva più o meno alla mia età, comunque non gli chiesi dove aveva preso tali dati.

Per quanto concerne i moduli del passaporto e della carta di identità con i quali lasciai l'Italia e cioè quelli a nome PIERINO MARTINELLI, posso aggiungere che fu MALCANGI a mettere nella mia disponibilità questi moduli.

Avevamo vissuto insieme oltre due anni e ci eravamo affezionati anche perchè, dopo l'incidente stradale in cui era rimasto ferito mentre ci allontanavamo dalla casa della DI LORENZO, io lo aiutai molto sul piano pratico.

Mi fu grato di questo e mi diede non solo i moduli ma anche una somma di 2 milioni di Lire che mi servirono per il viaggio a Santo Domingo.

Per quanto concerne la compilazione dei documenti, mi sembra che il nome e i dati furono messi sui moduli in Italia, a Villa d'Adda, e la fotografia fu poi applicata o cambiata a Chiasso, ma non ne sono assolutamente sicuro anche perchè è passato molto tempo.

 

ENRICO CARUSO

 

Per quanto concerne Enrico CARUSO, posso dire che venne varie volte a Villa d'Adda, insieme a PRUDENTE, verso la fine della nostra permanenza nella villetta.

Ricordo che CARUSO aveva già in testa di andare via dall'Italia, non ricordo però che gli sia stato fornito da me o da altri un passaporto argentino.

Mi sembra che dei documenti utili per CARUSO si siano occupati direttamente MALCANGI e PRUDENTE.

 

PIERO BATTISTON

 

Credo di avere visto BATTISTON per la prima volta a Venezia, a metà degli anni '70, e che in quel periodo avesse dei problemi con la giustizia.

Era venuto a Venezia per incontrare il dr. MAGGI, che conosceva.

Andava a mangiare alla trattoria LO SCALINETTO, sulla Riva degli Schiavoni, il locale gestito dalla signora PINA.

Io ricordo una permanenza di una settimana e lo vidi insieme al dr. MAGGI e, appunto, in trattoria.

Ricordo che la famiglia di BATTISTON era datore di lavoro di mio cognato, Marzio DEDEMO, presso un garage.

Vidi BATTISTON, in quei giorni a Venezia, insieme ad un altro milanese.

Ho rivisto BATTISTON in Sud-America, a Caracas, quando fuggì a Santo Domingo.

 

 

Si dà atto che l'interrogatorio viene sospeso anche perché le condizioni di salute di DIGILIO non consentono che egli sia sottoposto ad un interrogatorio troppo prolungato.

 

L.C.S. alle ore 17.40.   CARLO DIGILIO                         Il Giudice Istruttore GUIDO SALVINI

                                                                                        Capitano Massimo GIRAUDO     

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