TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO
Ufficio Istruzione sez. 20^
INTERROGATORIO DELL'IMPUTATO
- artt.366 e 367 c.p.p.-
- art.25 R.D. 602/1931 -
N.2/92F R.G.G.I.
N.9/92A R.G.P.M.
Il giorno l0 novembre 1995, alle ore 16.45, Ospedale Borgo Trento, in Verona,
Avanti a me, dr. Guido Salvini, Giudice Istruttore, assistito dal sottoscritto m.c. Antonio Russo della Guardia di Finanza. E’ presente il capitano Massimo Giraudo del R.O.S. Carabinieri di Roma.
Avvisato, non presente, il Pubblico Ministero dr.ssa Grazia Pradella.
è comparso DIGILIO Carlo il quale, ammonito sulle conseguenze cui si espone l'imputato che rifiuta di dare o dà false indicazioni sulla propria identità personale (artt.65l, 495 c.p.) ed avvertito che ai sensi dell'art.78 c.p.p. ha la facoltà di non rispondere alle domande che gli saranno rivolte sui fatti per cui è processo, ma che in ogni caso l'istruttoria proseguirà, risponde:
Sono Carlo Digilio, già generalizzato.
Regolarmente avvisato, è presente il difensore di fiducia, dr.proc. Giorgio Barbesti, Via Alcide de Gasperi n.60, Crema.
Interrogato sui fatti di cui al proc.pen.2/92F, dichiara:
Si dà atto che, in osservanza delle recenti disposizioni di legge, il presente atto viene registrato con l'ausilio di un registratore e di una audiocassetta nuova e sigillata che viene aperta alla presenza delle citate persone.
Prendo atto che sono indiziato del reato di cui all'art.378 c.p. in relazione all'ospitalità fornita a Pietro BATTISTON a Venezia nel 1974.
PIETRO BATTISTON
Proseguendo quanto ho dichiarato nel precedente interrogatorio in data 6.11.1985, posso innanzitutto confermare che io ospitai Pietro BATTISTON nella mia casa di S. Elena.
BATTISTON era sopranominato SANDRO e la prima volta in cui lo vidi, in quel periodo in cui appunto aveva bisogno di ospitalità, era in compagnia di un altro milanese che chiamava Francesco ZAFFONI, un giovane alto, magro, che incontrai in una piazza di Madrid, insieme a ROGNONI,
anni dopo.
E' molto probabile che BATTISTON sia stato ospitato dai coniugi titolari dello SCALINETTO di Venezia, trattoria frequentata da elementi di destra e dove anche BATTISTON mangiava.
E' possibile che sia stato anche ospitato da Giorgio BOFFELLI e da Giampietro MONTAVOCI, che abitavano entrambi lì vicino.
A domanda dell'Ufficio, non ricordo che BATTISTON, dopo l'ospitalità a Venezia, si fosse recato in Grecia.
Se ciò è avvenuto è avvenuto grazie all'appoggio di altri camerati.
Poichè l'Ufficio mi chiede se io conoscessi Elio MASSAGRANDE, posso dire che egli mi fu presentato da Marcello SOFFIATI a Verona, tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70.
Ricordo che quel giorno MASSAGRANDE era con Roberto BESUTTI ed entrambi indossavano la divisa da ufficiali dei paracadutisti.
Non sapevo che a metà degli anni '70 MASSAGRANDE fosse in Grecia.
RICERCA DI MASSAGRANDE IN PARAGUAY
Durante una delle mie visite a Caracas, BATTISTON mi disse che MASSAGRANDE gli aveva scritto dal Paraguay.
Io e BATTISTON pensammo di metterci in contatto con MASSAGRANDE, ma sapevamo solo, dalla lettera di MASSAGRANDE, che egli era reperibile presso l'aereoclub di Asuncion, ma non avevamo il numero di telefono.
Così ci mettemmo in contatto con Lorenzo PRUDENTE in Italia, affinchè, tramite le guide telefoniche internazionali disponibili a Milano, ci potesse fornire il numero dell'aereoclub.
Mi sembra che PRUDENTE sia riuscito a trovare il numero, ma che non fu possibile reperire MASSAGRANDE.
Prima di questo incarico, avevo già visto PRUDENTE a Santo Domingo nell'estate di quello stesso anno.
Era il mio primo anno di permanenza a Santo Domingo.
Prendo visione di due fotografie in bianco e nero allegate all'album approntato dal R.O.S. e riconosco nella persona che vi è effigiata il Roberto che conobbi prima a Venezia con MAGGI e che poi vidi a Caracas (nota Ufficio, è Roberto RAHO) .
A D.R.: Non ricordo che fosse soprannominato “il GUFO”, ma ricordo che non voleva si dicesse a CARUSO e GAVAGNIN che era ancora a Caracas e che ci eravamo incontrati.
ATTENTATO AL MONUMENTO ALLA PARTIGIANA A S.ELENA
Ricordo questo episodio che all’epoca fece abbastanza scalpore e che sicuramente fu commesso da persone dell'ambiente di destra, ma non saprei dire altro. Forse fu commesso da qualcuno di fuori su commissione di qualcuno di Venezia.
Si dà atto che si procede ad una breve sospensione, a richiesta della difesa, anche per far bere qualcosa all'imputato che è sofferente.
VISITA A VILLA D'ADDA DA PARTE DI UN AMICO DI LORENZO PRUDENTE
Negli ultimi mesi della mia permanenza a Villa d'Adda, venne da noi un amico di Lorenzo PRUDENTE e conosciuto anche da MALCANGI, il quale doveva aiutarmi a vendere la casa di Levico che avevo in comproprietà con mia sorella. Fu Lorenzo PRUDENTE a presentarmelo e infatti vennero a Villa d'Adda insieme.
Questo giovane era un commercialista, una persona pratica di origini meridionali e iniziammo a discutere della possibile vendita della casa per suo tramite.
L'idea era di vendere la casa ad un prezzo abbastanza basso viste le mie urgenti necessità e poi questa persona avrebbe potuto rivenderla ad un prezzo un po' più alto.
In sostanza poteva acquistare lui la casa o venderla nel mio interesse a terzi tramite una procura a vendere.
Del progetto non si fece però nulla in quanto io non ero disposto ad abbassare troppo il prezzo.
Questo commercialista venne un paio di volte a Villa d'Adda.
PISTOLA "OTTO" LEBEL
Si tratta del revolver francese, molto vecchio, che io riparai su richiesta di MONTAVOCI, che l'aveva comprato da ROTELLI. Quest'ultimo l'aveva recuperato da una nave affondata insieme ad altro materiale come ancore e bussole che egli collezionava e commerciava.
Il revolver era abbastanza rovinato per l'azione dell'acqua di mare ed io riuscii a ripulirlo e a rimetterlo quasi in efficienza e lo riconsegnai a MONTAVOCI che ne era molto affezionato. Aveva però difficoltà a reperire le cartucce, che erano del vecchio cal.8, da cui deriva appunto il nome del revolver.
A domanda dell'Ufficio, il revolver aveva dei residui di nichelatura.
Non mi risulta che MAGGI abbia avuto interesse a questo revolver, pur essendo il MONTAVOCI a lui molto legato.
Del resto, nella prima metà degli anni '70, MONTAVOCI era per MAGGI un po' il suo factotum e da guida in motoscafo.
E' possibile che MONTAVOCI, a seguito di questo mio buon intervento di riparazione, abbia cominciato ad usare e diffuso, anche a mia insaputa, nei miei confronti il soprannome "OTTO".
CONOSCENZA CON MASSIMILIANO FACHINI
L'Ufficio chiede a DIGILIO quando abbia conosciuto Massimiliano FACHINI, facendogli presente che, in occasione dell'interrogatorio in data 3.8.1993, egli affermò di averlo conosciuto, presentatogli da MAGGI, nel 1980/1981.
In riferimento a quanto ho dichiarato, credo in realtà che il periodo in cui MAGGI mi presentò FACHINI fosse all'inizio degli anni '70 e me lo presentò appunto come rappresentante di medicinali.
A questo punto si dà atto che il DIGILIO appare molto stanco e pertanto si rinvia l'interrogatorio a data da destinarsi e che lo stesso si riserva di focalizzare ogni argomento importante con la massima precisione possibile.
Voglio comunque già accennare al fatto che ROTELLI, il quale teneva la gelignite nella sua casa colonica, trasportò la gelignite in un vecchio bunker abbandonato sul litorale per questioni di sicurezza determinata dal trasudamento dell'esplosivo, come io stesso gli avevo fatto notare quando lui mi raccontò questo particolare, cosa che rendeva l'esplosivo instabile e appunto più pericoloso. Gli consigliai anche di avvolgere la gelignite con segatura e carta di giornale.
Mi riservo di approfondire anche questo argomento.
L.C.S. CARLO DIGILIO Il Giudice Istruttore GUIDO SALVINI
LE DIFFICOLTA' DEL GIUDICE ISTRUTTORE GUIDO SALVINI
TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO
UFFICIO ISTRUZIONE sez. 20^
N.2/92F Milano, 13 novembre 1995
Oggetto: Procedimento penale nei confronti di ROGNONI Giancarlo ed altri
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di Milano - dr.ssa Grazia Pradella
Trasmetto, per opportuna conoscenza, copia delle dichiarazioni rese da Carlo DIGILIO in data 10.11.1995.
L'atto istruttorio non ha dato risultati particolarmente significativi anche perchè l'imputato era assai agitato ed è apparso assai presto molto stanco.
Segnalo tuttavia che DIGILIO, in sintonia con altre recenti emergenze, ha fornito qualche delucidazione sul suo soprannome ed ha arretrato di dieci anni la sua conoscenza con Massimiliano FACHINI.
Anche alla luce delle recenti inziative di altri Uffici e di iniziative di stampa (anche queste originate da scorrettezze di altre sedi giudiziarie e cioè dalla "doppia requisitoria" del dr. Libero Mancuso), La invito ad una più stretta collaborazione che valga a salvare e a sviluppare i risultati sinora raggiunti in un contesto in cui soggetti e fatti delle varie istruttorie sono sovrapponibili o si pongono comunque in rapporto di stretta continuità logico-temporale.
La prego in particolare di segnalarmi se si siano verificate recentemente altre acquisizioni probatorie che permettano di rendere più utili le prossime audizioni di DIGILIO, MAGGIORI, CAMPANER, ROGNONI e CAVALLINI che ho in programma.
Cordiali saluti.
Il Giudice Istruttore
GUIDO SALVINI