RAGGRUPPAMENTO OPERATIVO SPECIALE CARABINIERI

REPARTO EVERSIONE

 

 

OGGETTO: processo verbale (vecchio rito) di sommarie informazioni testimoniali rese da: DIGILIO CARLO nato a Roma il 07.05.1937, detenuto in luogo extrapenitenziario noto al Servizio Centrale di Protezione.

 

L'anno 1995, il giorno 14 del mese di Aprile, presso gli uffici del Comando Provinciale Carabinieri di Verona alle ore 13,05. Avanti a noi sottoscritti ufficiali di polizia giudiziaria Capitano Massimo GIRAUDOBrigadiere Cosimo PANO, effettivi al Comando in intestazione, e Brigadiere Marcello IARBA, effettivo al Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Verona, è presente DIGILIO Carlo in oggetto meglio generalizzato, il quale, su delega verbale del G.I. di Milano, dott. Guido SALVINI comunicata in data 13.04.1995, ha spontaneamente risposto, alle domande postegli, come riportato.

Si dà atto che vengono mostrati due album fotografici composti ciascuno da nr. 8 fotografie e viene chiesto al Sig. DIGILIO se in alcuno degli individui effigiati riconosca il giovane che era uscito dall'abitazione dello SPIAZZI in un giorno del 1976 e che è descritto nel verbale del 24.03.1995. Il Sig. DIGILIO in nessuna delle fotografie sottopostegli è in grado di riconoscere con certezza l'individuo di cui sopra a causa del lungo tempo trascorso e del fatto che solo in una occasione ebbe modo di vederlo, tra l'altro essendo concentrato non sul volto dello stesso ma sull'oggetto del discorso.

 

A.D.R.: Il cognome FOSSATO nulla mi dice e ribadisco che l'armiere di cui si avvaleva SPIAZZI era una persona di una certa età certamente non identificantesi nel giovane trentenne che uscì dall'abitazione del Colonnello.

 

A.D.R.: Certamente anche io posso essere stato indicato da qualcuno dell'ambiente di destra come ZIO OTTO per due ordini di motivi: A) innanzitutto l'azione depistante del DELFO ZORZI mirante a coprire la reale identità dello ZIO OTTO e a farmi ritenere coinvolto negli avvenimenti operativi del 12 dicembre. B) In secondo luogo era un nomignolo, come ho già detto, piuttosto diffuso ed è quindi plausibile che anche io, per aver vissuto in quell'ambiente e per la mia competenza nel settore delle armi, sia stato indicato, a mia insaputa, come ZIO o come ZIO OTTO.

 

A.D.R.: Pur non potendo riferire le frasi esatte, ho la certezza che SOFFIATI nel viaggio verso la casa di SPIAZZI per l'incontro con colui che aveva visto lavorare il pezzo dallo ZIO OTTO, mi disse che costui era un "vecchio artigiano".

 

A.D.R.: Non ho mai sentito il soprannome BILLY nè ho mai avuto confidenze dal SOFFIATI sulla detenzione di armi da parte del BANDOLI. Preciso che quest'ultima persona mi fu più volte indicata, o, meglio, era normale per il SOFFIATI qualificarlo come SERGENTE. Io stesso ricordo di averlo visto spesso in mimetica e una o due volte con una divisa da sottufficiale dell'esercito statunitense.

 

Si dà atto che, previa rilettura, alle ore 13,52 in data e luogo di cui sopra il presente verbale viene sottoscritto.

 

CAPITANO Massimo GIRAUDO              CARLO DIGILIO            Brigadiere Cosimo PANO           Brigadiere Marcello IARBA

Preferenze per i Cookies
Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza sul nostro sito web. Se rifiuti l'uso dei cookie, questo sito web potrebbe non funzionare come previsto.
Accetta Tutti
Declina Tutti
Analytics
Strumenti utilizzato per analizzare i dati e per misurare l'efficacia di un sito web e comprenderne il funzionamento.
Google Analytics
Accetta
Declina
Annunci Pubblicitari
Se accetti, gli annunci sulla pagina verranno adattati alle tue preferenze, anche se non facciamo nessun tipo di pubblicità.
Google Ad
Accetta
Declina
Salva