CARLO DIGILIO: il primo faccia a faccia con il giudice Salvini

 

 

 

L'anno millenoventonovantadue il giorno 10 del mese di novembre .. ad ore. 19.45

 

Avanti di noi dr. Guido Salvini Giudice Istruttore assistiti dal sottoscritto b. Antonio Russo della Guardia di Finanza è comparso il testimone seguente cui rammentiamo anzitutto, a mente dell’art. 357 del codice di procedura penale, l'obbligo di dire tutta la verità null'altro che la verità e le pene stabilite contro i colpevoli di falsa testimonianza

 

Sig. Carlo DIGILIO, nato a Roma il 7.5.1937, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale  di Rebibbia - Nuovo Complesso.

 

Faccio presente che sono stato espulso da Santo Domingo il giorno 29.10. 1992 e sono giunto all’aeroporto di Fiumicino dove sono stato tratto in arresto. Sono stato dal 1982 a Santo Domingo ove ho sposato una cittadina dominicana e ho laggiù anche una figlia. Ho impiantato un’attività di serigrafia. A Santo Domingo ho cercato di stare lontano dagli altri italiani anche perché fra di loro vi sono molte persone poco raccomandabili come diceva anche la stessa polizia locale.

 

Prendo visione delle fotografie di ENRICO CARUSO e di MAURIZIO GAVAGNIN  e devo dire che questi visi non mi dicono nulla.

 

Poichè l'Ufficio mi chiede se a Santo Domingo io abbia visto ETTORE MALCANGI, devo dire che MALCANGI si è sposato anch'egli con una donna dominicana e che però lo avrò visto là un paio di volte. Abita in una località diversa dalla mia.

 

Sono andato a Santo Domingo nel 1982 passando il confine svizzero con i miei documenti e poi prendendo un aereo per la Spagna e di là uno per Santo Domingo.

 

A domanda dell’Ufficio, sono stato in Spagna una volta, da solo, qualche anno prima del 1982 per motivi turistici, a Madrid, credo di non avere proprio incontrato italiani.

 

A domanda dell’Ufficio, non ho mai conosciuto VINCIGUERRA VINCENZO, non so nemmeno chi sia.

 

A domanda dell’Ufficio, credo di avere conosciuto il dottor MAGGI tra il 1974 ed il 1975. Mi ha invitato qualche volta a casa sua per giocare a carte.

 

Sono stato al massimo simpatizzante di Ordine Nuovo, anche perché nella mia veste di segretario del poligono di tiro mi sembrava inopportuno essere un militante politico.

 

Qualche volta alle partite a casa di MAGGI veniva un suo amico di nome MONTAVOCI. Questo MONTAVOCI era molto legato a MAGGI. C’era poi un certo GIORGIO BOFFELLI, un uomo sui cinquanta anni che era stato, mi pare, in Congo che faceva un po’ da guardaspalle a MAGGI in quanto in quel periodo MAGGI era stato minacciato più volte.

 

Con MONTAVOCI ho avuto occasione di litigare al poligono perché si comportava con maleducazione.

 

A domanda dell’Ufficio, in Spagna ci andai con una donna che era sposata e non voglio dire chi fosse.

 

Voglio ribadire che io mi sono limitato a leggere qualche libro di EVOLA e qualche pubblicazione di ORDINE NUOVO, ma non ho mai avuto una militanza attiva.

 

A domanda dell’Ufficio, io non ho mai avuto soprannomi a Santo Domingo. Mi facevo chiamare PIERO MARTINELLI, nome che compariva su un passaporto che avevo comprato al momento della mia fuga a Lugano.

 

Ho passato il confine con la Svizzera a piedi con un gruppo di turisti e poi ho proseguito per Lugano.

 

Non mi sento in questo momento di aggiungere altro in merito al passato anche perché le mie condizioni fisiche non sono buone.

L.C.S.  Carlo Digilio                         IL GIUDICE ISTRUTTORE Guido Salvini

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