Questura di Bologna
Divisione Investigazioni Generali ed Operazioni Speciali
3a Sezione - Antiterrorismo
Bologna, 7 ottobre 1995
OGGETTO: Appunto relativo alle figure di DIGILIO Carlo e "Zio Otto".
DIGILIO Carlo, nato a Roma il 07.05.1937, già residente a Venezia, S.Elena, Calle Locchi n.2/4, ha svolto la funzione di segretario del Tiro a Segno Nazionale ubicato a Venezia Lido.
Tratto in arresto dai CC di Venezia il 10.06.1982 a seguito di perquisizione domiciliare nel corso della quale furono rinvenute numerose armi e posto in libertà dopo pochi giorni.
Nei mesi successivi a carico dello stesso furono emessi ordini di cattura dalle A.G. di Milano, Venezia e Bologna, non eseguiti in quanto irreperibile.
Latitante sino al 30.12.92, allorquando è stato espulso dalla Repubblica di Santo Domingo ed associato presso l'Istituto di pena di Rebibbia (RM) in esecuzione al mandato di cattura n. 134/92
emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Venezia.
PRECEDENTI PENALI:
- Detenzione abusiva di armi e munizioni continuata.
Sentenza del Tribunale di Milano del 19.02.86 e della Corte d'Appello Milano del 19.02.1991.
- Violazione della normativa sulle armi, munizioni, aggressivi chimici e congegni micidiali.
Violazione delle norme sul controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi.
Associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico.
Porto abusivo di armi.
Sentenza Corte d'Assise di Venezia del 25.07.1987 e 09.12.88 e della Corte d'Assise d'Appello
di Venezia del 12.06.92.
IDENTITA'CON IL PRESUNTO "ZIO OTTO"
Sulla figura di tale Zio Otto riferiscono:
Sergio CALORE:
-in un interrogatorio segnala di avere avuto notizia da parte di FACHINI e SIGNORELLI di un certo "Zio Otto", esperto in armi, fabbricante e fornitore clandestino di armi al gruppo di FACHINI. CALORE indica Zio Otto come uno "delle parti di FACHINf' (Veneto), collaboratore di SPIAZZI Amos, e coinvolto nella fabbricazione di armi in Spagna nel 1977.
Angelo IZZO:
- al P.M. di Firenze P.L.VIGNA il 18.01.1984 dichiara che l'esplosivo fornito da tale "Zio Otto" o "ZIOTTO" era servito sia per gli attentati ai treni che precedettero Piazza Fontana, sia in quest'ultimo episodio criminoso.
- avanti al G.I di Venezia il 10.03.1984 segnala di aver avuto notizia da Franco FREDA che l'esplosivo usato a Piazza Fontana ed in tutte le stragi della destra proveniva da un grosso deposito nella disponibilità di tale "Zio Otto" persona presumibilmente di una certa età, più anziano di FREDA (nato 1'11.02.1941).
Lo stesso IZZO riferisce di avere avuto notizia anche da CONCUTELLI di tale Zio Otto, il quale avrebbe fabbricato armi in Spagna unitamente ad Amos SPIAZZI.
Vincenzo VINCIGUERRA: in data 5.10.1984 al G.I. di Catanzaro riferisce di aver conosciuto nei primi anni 70, a casa di Carlo Maria Maggi, un camerata appartenente ad Ordine Nuovo, tale “Zio Otto” e di averlo rivisto successivamente a Madrid nel 1975.
In data 18.10.84 il VINCIGUERRA, in una fotografia mostratagli dallo stesso G.I., riconosce lo "Zio Otto per DIGILIO Carlo.
In data 26.10.87 lo stesso VINCIGUERRA dichiara al G.I. Dott. GRASSI e al P.M. Dott. DARDANI, di aver visto a Madrid il DIGILIO, da lui già conosciuto con il soprannome di "Otto", unitamente ad altri ordinovisti.
In data 16.06.1992 al G.I. Dott. SALVINI, VINCIGUERRA riferisce che DIGILIO era un elemento di Ordine Nuovo della zona di Venezia Mestre, da lui conosciuto a Venezia in casa di MAGGI e presentatogli come "Otto". VINCIGUERRA asserisce di avere rivisto "Otto" a Madrid nel 1976 in occasione di un suo incontro con Stefano DELLE CHIAIE.
Il VINCIGUERRA evidenzia che il nome di battaglia di DIGILIO, "Otto", sottolinea la sua abilità nell'uso della pistola.
Carlo Maria MAGGI:
il medesimo riferisce al G.I. di Catanzaro che la persona conosciuta a casa sua da VINCIGUERRA come "Otto", poteva identificarsi, ma non era certo, come tale DIGILIO, che alcuni chiamavano "Otto".
SPIAZZI Amos:
In data 11.04.1984 e 19.05.1984, SPIAZZI, sentito dal G.I. di Venezia dichiara che l'unica persona che avrebbe potuto avere il soprannome di "Zio Otto" era un altoatesino arrestato dai Carabinieri di Brescia nell'ambito delle indagini per il MAR, nel 1976.
Il Giudice Istruttore del Tribunale di Catanzaro nella sentenza/ordinanza relativa alla "Strage di Piazza Fontana", depositata il 30.07.1986, dopo avere analizzato le deposizioni di Sergio CALORE, Angelo IZZO e Vincenzo VINCIGUERRA, ritiene che, stante la carenza di elementi di identificazione, non si può attribuire il nome di "Otto" a DIGILIO Carlo.
La Corte d'Assise di Venezia invece, nella sentenza di l° grado relativa alla "Strage di Peteano", emessa in data 25.07.1987, sempre tenendo in considerazione le deposizioni rese dai suddetti CALORE, IZZO e VINCIGUERRA, individua la figura di "Zio otto" con la persona di Carlo DIGILIO.
DIGILIO Carlo
nato a Roma il 7/5/1937 t residente a Venezia-S. Elena, calle Locchi nr. 2, celibe, impiegato amministrativo, già segretario della Sezione del Tiro a Segno Nazionale di Venezia-Lido, latitante.
Precedenti penali:
2/6/1982
A seguito di indagini su un traffico di armi che vedeva implicato TORTA Giovanni nato a Torino il 22/4/1939 e residente a Milano t via Ravenna nr.2 t titolare dell’armeria "Old Gun" di Casalpusterlengo (MI), veniva richiesta dall'Arma di Milano la perquisizione all'abitazione di DIGILIO Carlo.
L'atto veniva eseguito in data 4/2/1982 stante l’assenza dell'interessato e portava al rinvenimento di numerose cartucce, giubbetti antiproiettile, una carabina, un tornio, trapani ed altri accessori per punzonare e riprodurre lettere.
In data 10/6/1982 la Procura della Repubblica di Venezia emetteva Ordine di Cattura nr. 129/82 nei confronti di DIGILIO, eseguito nello stesso giorno.
In data 21/6/1982 veniva posto in libertà provvisoria con l'obbligo di risiedere nel Comune di Venezia.
Subito dopo si rendeva latitante.
In data 9/7/1982 t in base alle indagini sul traffico clandestino delle armi che vedeva implicato TORTA Giovanni veniva emesso Mandato di cattura nr. 607/82F RG sez. 32 T per i reati di cui agli artt. 110, 81 cpv C.P.; art. 10, 12 e 14 della legge 14/10/1974 nr. 497 ed art. 23 della legge 18/4/1975 nr. 110, nonchè art. 416 C.P.
In data 17/11/1983, nell'ambito del p.p. nr. 9816/82 la Procura della Repubblica di Milano emetteva Ordine di Cattura nei confronti di DIGILIO Carlo e DEDEMO Marzio per violazione degli artt. 110 e 81 cpv C.P.; artt.10, 12 e 14 della legge 14/10/1974 nr. 497 ed art.1 della legge 6/2/1960 nr.25.
In data 6/4/1984 il G.I. di Milano, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, emetteva Mandato di Cattura per i medesimi reati.
In data 25/2/1986, a conclusione del processo di l° grado celebrato a Milano, DIGILIO veniva condannato alla pena di anni 5 e mesi 2 di reclusione e L. 1.200.000 di multa.
Interdizione perpetua dai pubblici uffici.
In data 30/11/1987, nell'ambito del processo di II° grado, la Corte d'Appello di Milano inviava rogatoria
nr. 567/87 a quell' Ufficio Istruzione perchè fosse effettuata una nuova perizia sulle armi. Il procedimento è tuttora in corso.
Coimputati sono:
DEDEMO Marzio, TORTA Giovanni, STRANO Salvatore e MORINI Giuseppe.
4/11/1982
La Procura della Repubblica di Bologna emetteva Ordine di Cattura per violazione degli artt. 81, 110, 305, 314, 477, 482, 497 e 648 C.P. nonchè degli artt.10-12-14 della legge 14/10/1974 nr. 497 ed art. 21 della legge 18/4/1975nr.110, nell'ambito del p.p. nr. 3361/82A.
In data 23/12/1982 il G.I. di Bologna, nell'ambito del p.p. nr.651/82A G.I., emetteva Mandato di Cattura per gli stessi reati.
In data 6/7/1983 l'Autorità Giudiziaria di Bologna inviava gli atti per competenza a quella di Venezia.
24/11/1982
Il G.I. di Venezia emetteva Mandato di Cattura nr.196/82A nell'ambito del p.p.477/82A GI per i reati accertati nel corso della perquisizione domiciliare avvenuta il 4/6/1982 e per i reati di cui agli artt.110 C.P. ed artt.1 e 7 della legge del 1967 nr.895 ed art.4 della legge 22/1/1956.
In data 2/9/1984 il G.I. lo rinviava a giudizio avanti la Corte d'Assise di Venezia per rispondere dei reati di cui è processo.
Contemporaneamente al deposito dell’ordinanza di rinvio a giudizio, il G.I. di Venezia chiedeva giudizio separato nei confronti di Digilio Carlo e dei coimputati TORTA Giovanni e PENZO Gianni avanti al Tribunale di Venezia per rispondere dei reati di cui ai capi n.25, 26, 27, 28, 29, 30 e
31 del capo d'imputazione.
In data 7/1/1988, il Tribunale di Venezia assolveva il Digilio dai reati di cui all'art. 110 C.P. e agli artt.
1 e 7 della legge 895/67 e successive modifiche, nonché dal reato di cui all'art.4 della legge 22/11/1956 nr.1274 per amnistia.
4/8/1986
A conclusione dell'istruttoria del p.p.316/80A G.I., il G.I. di Venezia rinviava a giudizio Digilio per
rispondere dei reati di cui agli artt.1 e 2 della legge 20/6/1952 nr.645, artt.9, 10, 12 e 14 della legge 14/10/1974 nr.497 art.81 C.P., con l'aggravante di cui all'art.1 della legge 6/2/1980 nr.15.
In data 25/7/1987 la Corte d'Assise di Venezia lo condannava alla pena di anni 11 di reclusione e L.7.000.000 di multa.
Interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Veniva condannato altresì alla misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di anni 3 a pena scontata.
30/7/1986
A conclusione dell’istruttoria,di cui al p. p. nr. 9/82A, 1’Ufficio Istruzione di Catanzaro lo proscioglieva per non aver commesso il fatto dai reati di cui agli artt. 61 nr.2, 81, 112 nr. 1 e 2, 422 C.P. nonchè art. 1 e 2 della legge 2/10/1967 nr. 895.
Coimputati erano:
FACHINI Massimiliano, TRINCO Aldo, DELLE CHIAIE Stefano, FREDA Franco, LATINI Sergio e MERLINO Mario Michele.
alla banca dati interforze risulta:
21/1/1988
segnalato per la cattura Registro nr; 117646 dalla Questura di Bologna.
2/2/1988
segnalato per l'arresto immediato e ritiro del passaporto dalla Polstrada di Roma.
collegamenti:
Maggi Carlo Maria, Giannotti Alessandro, Di Lorenzo Cinzia, Torta Giovanni, Cicuttini Carlo, Marcuzzi Elsa, Flaugnacco Giancarlo, Trinco Aldo, Fachini Massimiliano, Vianello Giancarlo, Fassetta Giampaolò, Bressan Claudio, Casanova Alessandro, Fasoli Paolo, Quaderni Mario, Spiazzi Amos, Zorzi Delfo, Gobbi Giuseppina, Meli Mauro, De Demo Marzio, Malcangi Ettore.
alias:
- usava il nome falso di "Rag. SPANIO"
Nota
Pacifica l'attività delittuosa nel settore dell'illecito traffico di armi e munizioni, a favore dell' eversione di destra e dei N. A. R. in particolare, svolta unitamente ai milanesi TORTA Giovanni e DE DEMO Marzio (suo cognato), può essere considerato creatura del MAGGI, da cui viene gestito politicamente l'illecito traffico e, quando si rende necessario, la stessa latitanza del DIGILIO.
Dal procedimento penale sulla "strage di PETEANO", emergono altresì suoi contatti in Spagna con VINCIGUERRA Vincenzo, in occasione dei funerali del Generale FRANCO.
Attualmente il soggetto, che consta abbia proseguito negli stretti rapporti con il MALCANGI, si sarebbe stabilito nelle isole caraibiche, avviandovi attività commerciale.
RAGGRUPPAMENTO OPERATIVO SPECIALE CARABINIERI
SEZIONE ANTICRIMINE DI BOLOGNA - Bologna 7/10/1995
Integrazione informativa dell'Arma dei Carabinieri sull'attività criminosa di Carlo Digilio.
DIGILIO Carlo
nato a Roma il 7/5/1937 t residente a Venezia-S. ELena calle Locchi nr. 2 t celibe, impiegato amministrativo, già segretario della Sezione del Tiro a Segno Nazionale di
Venezia-Lido,latitante.
precedenti penali:
2/6/1982
A seguito di indagini su un traffico di armi che vedeva implicato TORTA Giovanni t nato a Torino il 22/4/1939 e residente a Milano t via Ravenna nr.2 titolare dell'armeria "Old Gun" di Casalpusterlengo (MI) veniya richiesta dall' Arma di Milano la perquisizione all'abitazione di DIGILIO Carlo.
L'atto veniva eseguito in data 4/2/1982 stante l'assenza dell' interessato e portava al rinvenimento di numerose cartucce, giubbetti antiproiettile, una carabina, un tornio, trapani ed altri accessori per punzonare e riprodurre lettere.
In data 10/6/1982 la Procura della Repubblica di Venezia emetteva Ordine di Cattura nr. 129/82 nei confronti di DIGILIO, eseguito nello stesso giorno.
In data 21/6/1982 veniva posto in libertà provvisoria con l'obbligo di risiedere nel Comune di Venezia. Subito dopo si rendeva latitante.
In data 9/7/1982 in base alle indagini sul traffico clandestino delle armi che vedeva implicato TORTA Giovanni, veniva emesso Mandato di cattura nr. 607/82F RG sez. 32 per i reati di cui agli artt. 110, 81 cpv C.P.; art. 10,12 e 14 della legge 14/10/1974 nr. 497 ed art. 23 della legge 18/4/1975 nr. 110t nonchè art. 416 C.P.
In data 17/11/1983, nell'ambito del p.p. nr. 9816/82 la Procura della Repubblica di Milano emetteva Ordine di Cattura nei confronti di DIGILIO Carlo e DEDEMO Marzio
per violazione degli artt. 110 e 81 cpv C.P.; artt.10,12 e 14 della legge 14/10/1974 nr. 497 ed art.1 della legge 6/2/1960 nr.25.
In data 6/4/1984 il G.I. di Milano, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, emetteva Mandato di Cat tura per i medesimi reati.
In data 25/2/1986, a conclusione del processo di l° grado celebrato a Milano, DIGILIO veniva condannato alla pena di anni 5 e mesi 2 di reclusione e L. 1.200.000 di
multa. Interdizione perpetua dai pubblici uffici.
In data 30/11/1987, nell'ambito del processo di Il° grado, la Corte d'Appello di Milano inviava rogatoria
nr. 567/87 a quell' Ufficio Istruzione perchè fosse effettuata una nuova perizia sulle armi. Il procedimento è tuttora in corso.
Coimputati sono:
DEDEMO Marzio, TORTA Giovanni, STRANO Salvatore e MORINI Giuseppe.
4/11/1982
La Procura della Repubblica di Bologna emetteva Ordine di Cattura per violazione degli artt. 81, 110, 305, 314, 477, 482, 497 e 648 C.P. nonchè degli artt.10-12-14 della
legge 14/10/1974 nr. 497 ed art. 21 della legge 18/4/1975 nr.110, nell'ambito del p.p. nr. 3361/82A.
In data 23/12/1982 il G.I. di Bologna, nell'ambito del p.p. nr.651/82A Gl, emetteva Mandato di Cattura per gli stessi reati.
In data 6/7/1983 l'Autorità Giudiziaria di Bologna invia va gli atti per competenza a quella di Venezia.
24/11/1982
Il G.I. di Venezia emetteva Mandato di Cattura nr.196/82A nell'ambito del p.p.477/82A GI per i reati accertati nel corso della perquisizione domiciliare avvenuta il 4/6/1982
e per i reati di cui agli artt.110 C.P. ed artt.1 e 7 della legge del 1967 nr.895 ed art.4 della legge 22/1/1956.
In data 2/9/1984 il G.I. lo rinviava a giudizio avanti la Corte d'Assise di Venezia per rispondere dei reati di cui è processo. Contemporaneamente al deposito dell'ordinanza di rinvio a giudizio, il G.I. di Venezia chiedeva giudizio separato nei confronti di Digilio Carlo e dei coimputati TORTA Giovanni e PENZO Gianni avanti al Tribunale di Venezia per rispondere dei reati di cui ai capi n.25, 26, 27, 28, 29, 30 e 31 del capo d'imputazione.
In data 7/1/1988, il Tribunale di Venezia assolveva il Digilio dai reati di cui all' art. 110 C.P. e agli artt.1 e 7 della legge 895/67 e successive modifiche, nonchè dal reato di cui all'art.4 della legge 22/11/1956 nr.1274 per amnistia.
4/8/1986
A conclusione dell'istruttoria del p.p.316/80A G.I., il G.I. di Venezia rinviava a giudizio Digilio per rispondere dei reati di cui agli artt.1 e 2 della legge 20/6/1952
nr.645, artt.9, 10, 12 e 14 della legge 14/10/1974 nr.497 art.81 C.P., con l'aggravante di cui all'art.1 della legge 6/2/1980 nr.15.
In data 25/7/1987 la Corte d'Assise di Venezia lo condannava alla pena di anni 11 di reclusione e L.7.000.000 di multa. Interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Veniva condannato altresì alla misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di anni 3 a pena scontata.
30/7/1986
A conclusione delliistruttoria,di cui al p. p. nr. 9/82A, l' Ufficio Istruzione di Catanzaro lo proscioglieva per non aver commesso il fatto dai reati di cui agli artt. 61 nr.2,
81, 112 nr. 1 e 2, 422 C.P. nonchè art. 1 e 2 della legge 2/10/1967 nr. 895.
Coimputati erano:
FACHINI Massimiliano, TRINCO Aldo, DELLE CHIAIE Stefano,
FREDA Franco, LATINI Sergio e MERLINO Mario Michele.
alla banca dati interforze risulta: ,
21/1/1988
segnalato per la cattura Registro nr; 117646 dalla Questura di Bologna.
2/2/1988
segnalato per l'arresto immediato e ritiro del passaporto dalla Polstrada di Roma.
collegamenti:
Maggi Carlo Maria, Giannotti Alessandro, Di Lorenzo Cinzia, Torta Giovanni, Cicuttini CArlo, Marcuzzi Elsa, Flaugnacco
Giancarlo, Trinco Aldo, Fachini Massimiliano, Vianello Giancarlo, Fassetta Giampaolò, Bressan Claudio, Casanova Alessandro, Fasoli Paolo, Quaderni Mario, Spiazzi Amos, Zorzi Delfo, Gobbi Giuseppina, Meli Mauro, De Demo Marzio, Malcangi Ettore.
alias:
- usava il nome falso di "Rag. SPANIO"
n o t a
Pacifica l'attività delittuosa nel settore dell'illecito traffico di armi e munizioni, a favore dell' eversione di destra e dei N. A. R. in particolare, svolta unitamente ai milanesi TORTA Giovanni e DE DEMO Marzio (suo cognato) ,può essere considerato creatura del MAGGI, da cui viene gestito politicamente l'illecito traffico e, quando si rende neces= sario, la stessa latitanza del DIGILIO. Dal procedimento penale sulla "strage di PETEANO", emergono altresì suoi contatti in Spagna con VINCIGUERRA Vincenzo, in occasione dei funerali del Generale FRANCO.
Attualmente il soggetto, che consta abbia proseguito negli stretti rapporti con il MALCANGI, si sarebbe stabilito nelle
isole caraibiche, avviandovi attività commerciale.