VERBALE DI INTERROGATORIO DELL’IMPUTATO POZZAN MARCO
(Art. 365, 366 e 367 Cod. proc. pen.)
L’anno 1972 addì 1 del mese di marzo a ore 19
In Treviso Tribunale
Avanti al G.I. dr. Giancarlo STIZ con l'intervento dei drr. Palminteri e Calogero.
Sono e mi chiamo POZZAN MARCO già qualificato ora residente a Villafranca Padovana in via Molini n.18.
Invitato poi a dichiarare od eleggere il proprio domicilio per le notificazioni [...] risponde: presso la mia nuova abitazione
Invitato a scegliersi un difensore risponde: avv. Ruberti qui presente
Intendo rispondere alle domande.
D.R. - Prendo visione di alcune fotografie di ragazze di Padova al fine di riconoscere la signorina che accompagnò il Freda la sera del 18 aprile 1969 alla stazione ferroviaria di Padova per ricevere il Rauti. La predetta ragazza, come ho precisato nel precedente interrogatorio, avrà avuto 25 anni, era di statura alta, aveva capelli neri e guidava una Fiat 500. Tra le varie fotografie che mi vengono esibite mi pare di individuare quella che corrisponde al nome di Boaretto Maria Pia nata ad Azergrande il 3.9.1945 e residente a Padova in via Polacco 9.
D.R. - Il Rauti arrivò con il treno da Mestre e si è presentato in compagnia di una persona che si qualificò, anzi che venne presentata dal Rauti come pubblicista o giornalista. Poteva avere una quarantina d'anni, era alto e snello. Non so precisare l'accento della pronuncia. Escludo che fosse veneto. L'incontro avvenne nell'atrio centrale della Stazione ferroviaria. Ricordo che il treno arrivò nel primo binario.
D.R. - Con il Freda c'erano circa 6 o 7 persone. Cioè quelle che ho già indicato nel precedente interrogatorio e forse qualche altra che non saprei indicare.
D.R. - Dopo lo scambio di saluti e di cortesie convenzionali e cioè dopo alcuni minuti, il Freda si allontanò con Giovanni Ventura, Ivano Toniolo, Pino Rauti e la persona che lo accompagnava. Non ricordo con che macchina si siano allontanati.
D.R. - Non so indicare con esattezza l'ora di arrivo del treno. Potrebbe essere anche successivo alle 23.30. In tal senso preciso quanto dichiarato su tal punto nel precedente interrogatorio. Non tutti i convenuti sono arrivati simultaneamente. Non ricordo se il Giovanni Ventura arrivò con ritardo.
D.R. - Dopo che il Freda si allontanò con i sunnominati, tutti gli altri e cioè il Balzarini, io, Angelo Ventura, la ragazza e forse qualche altro, se ne andarono per loro conto.
D.R. - Affermando di essermi recato alla Stazione ferroviaria modifico quanto ebbi a dichiarare - sulla base di non esatti o meglio di non completi ricordi - quanto ebbi a dichiarare alla S.V. il 21 febbraio u.s.
D.R. - Conoscevo il Rauti per averlo visto - come ho già detto - una volta a Vicenza ad un convegno al quale partecipai con il Freda.
D.R.- La sera del 18 aprile ritornai subito a casa per cui non seppi il contenuto del colloquio intervenuto tra il Freda, il Ventura ed il Rauti.
D.R. - Incontrai il Freda dopo diversi giorni ed egli mi accennò al contenuto del colloquio avuto quella sera con il Rauti. In sostanza mi disse che avevano discusso della opportunità di attuare il rientro di Ordine Nuovo nel M.S.I. con un seguito consistente di persone sì da consentire al Rauti di acquisire in seno al partito una posizione di forza che avrebbe potuto condizionare il Partito stesso per una azione più energica. Questa era la tesi propugnata dal Rauti alla quale era contrario il Freda. Questi, che a mio giudizio mirava ad emergere, preferiva rimanere al di fuori del Partito ed alla guida di un movimento più modesto sul quale più agevolmente poteva svolgere il suo controllo ed al quale poteva dare l'indirizzo desiderato. Mi disse ancora che avevano convenuto di approfittare della tensione politica e sociale in atto inserendosi con iniziative utili ad acuirla.
D-R. - Ricordo che anni fa, quando il Freda era ancora stuidente universitario a Padova, frequentava l'Università - ameno così credo - anche Stefano Delle Chiaie. Io vidi il Freda in compagnia del Delle Chiaie una o due volte, sempre a Padova. Il Delle Chiaie possedeva una vettura. Mi pare che a quell'epoca il Delle Chiaie facesse parte di Ordine Nuovo, dove penso abbiano avuto occasione di incontrarsi. Credo che il Freda abbia rivisto il Delle Chiaie anche successivamente e sempre nell'ambiente di Ordine Nuovo. Questo da quanto mi riferiva il Freda stesso. Anzi, qualche mese dopo gli attentati del 12 dicembre, il Freda mi riferì di un incontro avuto con il Delle Chiaie a Roma nel corso del quale quest'ultimo si rammaricò del fatto che un suo amico (mi pare si trattasse del Merlino) fosse coinvolto nel processo per gli attentati di Roma ma che era sicuro di poterne dimostrare l'estraneità.
D.R. - Mi consta che il Freda abbia avuto rapporti con gli studenti palestinesi che frequentano l'Università di Padova. Ritengo che alcuni di questi studenti siano aderenti ad una organizzazione denominata "Al Fatah".
A d. del P.M. - Non ritengo che tra le persone di mia conoscenza facenti parte della cerchia del Freda, ve ne fosse qualcuna capace e disposta a commettere atti dinamitardi. Non escludo che il Freda potesse conoscere altre persone sulle quali non posso, ovviamente, pronunciarmi.
D.R. - A proposito del numero telefonico 952326 di cui vi è menzione nella registrazione telefonica, preciso che il Freda mi chiese di cercare il numero corrispondente ad una persona il cui nominativo e la cui residenza non riesco, tuttora, a ricordare. Il Freda mi chiese il numero perchè io, quale telefonista del Configliachi, disponevo degli elenchi telefonici di gran parte d'Italia. Per tale ragione escludo che il numero si riferisse a persona residente nelle Provincie di cui all'elenco che viene distribuito agli abbonati di Padova.
L'Ufficio dà atto che a questo punto il dr. Palminteri si allontana.
D.R. - Ricordo che la mattina del 12 dicembre 1969, verso le ore 9 - 9.30 circa venne da me il Giovanni Ventura accompagnato dal fratello Angelo. Questi si allontanò subito alla guida, se ben ricordo, della solita BMW color crema di Giovanni, adducendo che doveva recarsi a scuola. Il Giovanni rimase da me (cioè nella mia abitazione presso il Configliachi) fino alle 11 o 11.30. Parlammo ed esaminammo la contabilità della Litopress che mi aveva affidato tempo prima. Ricordo che fece una telefonata in Padova a persona che non so indicare. Lo accompagnai poi con la mia vettura alla stazione ove prese il treno per Roma. La visita non era stata nè prestabilita nè preannunciata.
D.R. - Il Ventura mi disse che veniva da Castelfranco e che si recava a Roma per affari (Litopress) e che aveva premura perchè il fratello aveva avuto una delle solite crisi epilettiche. Non ricordo altre circostanze utili all'indagine.
L.C.S. MARCO POZZAN