VERBALE DI INTERROGATORIO DELL’IMPUTATO POZZAN MARCO
(Art. 365, 366 e 367 Cod. proc. pen.)
(LA RITRATTAZIONE)
L’anno 1972 addì 14 del mese di marzo a ore 10,45
In Treviso Carceri
Avanti al G.I. dr. Giancarlo STIZ presente il P.M. dr. P. Calogero.
Sono e mi chiamo POZZAN MARCO già qualificato
Invitato poi a dichiarare od eleggere il proprio domicilio per le notificazioni [...] risponde: presso la mia nuova abitazione
Invitato a scegliersi un difensore risponde: avv. Ruberti qui presente
L'Ufficio dà atto che il Pozzan Marco viene interrogato a seguito di sua richiesta verbale.
Avevo chiesto di parlare con Lei ancora in data 2 ma tramite l'Ufficio Matricola del Carcere. Devo precisare che avevo immaginato, congetturato o supposto alcune circostanze tra quelle riferite alla S.V. nell'interrogatorio del 1° marzo scorso. In particolare sono frutto della mia immaginazione le seguenti:
Pur dando atto che esiste la registrazione di una telefonata mia con il Freda della sera del 18 aprile 1969 il cui contenuto è noto, non ricordo il riferimento di detta telefonata. Pertanto quanto da me affermato relativamente alla mia presenza alla stazione ferroviaria e all'arrivo con il treno di Pino Rauti è frutto della mia immaginazione ed è del tutto falso.
E' conseguentemente falsa ogni altra circostanza tra cui in particolare quella relativa alla presenza di Giovanni e Angelo Ventura, Marco Balzarini, Ivano Toniolo, la segretaria di Freda e il Fre3da stesso alla stazione ferroviaria.
A.D.R. - Non mi fu mai reso nota neppure successivamente la circostanza relativa all'arrivo di Rauti e alla riunione di quella notte. E' falsa di conseguenza anche la circostanza daa me riferita nel precedente interrogatorio relativa al contenuto ed agli scopi della riunione stessa.
A.D.R. - Non so rendermi conto perchè avevo fatto nel precedente interrogatorio quelle dichiarazioni. Può darsi che siano state frutto di uno stato di confusione mentale.
A.D.R. - Confermo in ogni altra parte il verbale di interrogatorio 1/3/72.
A.D.R. - In particolare confermo di aver accompagnato Freda a Vicenza ancora anni fà in occasione di una conferenza tenuta da Rauti alla sede di Vicenza. In tale occasione il Freda si intrattenne a parlare...discutendo con lui separatamente sia pure in pubblico. Io rimasi in disparte e non venne presentato al Rauti.
A.D.R. - In particolare confermo la circostanza relativa ai rapporti tra Freda e Stefano Delle Chiaie.
L'Ufficio dà atto che viene riletta al Pozzan la parte relativa del verbale.
A.D.R. - In particolare confermo la circostanza relativa alla visita fatta da Giovanni Ventura la mattina del 12 dicembre 1969.
L'Ufficio dà atto che viene riletta al Pozzan la parte relativa del verbale.
A.D.R. - Ricordo la data del 12 dicembre perchè quel pomeriggio sentendo alla radio la notizia degli attentati pensai che proprio quel giorno Giovanni Ventura era andato a Roma e quindi aveva scelto il giorno meno adatto.
A.D.R. - Confermo inoltre che la ragazza cui ho fatto cenno nel verbale del 21 febbraio e in quello del 1° marzo esiste realmente e presumo che fosse la sua segretaria o ex segretaria.
A.D.R. - Confermo infine che il Freda ha avuto alcuni incontri con il Rauti e con membri del direttorio di Ordine Nuovo. E' sempre stato Freda a raccontarmi dopo il rientro da Roma lo svolgersi di tali incontri. Il Freda nei suoi discorsi mi faceva capire che i suoi intendimenti erano di inserirsi nella direzione del Movimento di Ordine Nuovo. Ma che aveva trovato difficoltà perchè non gradito.
A.D.R. - I rapporti librari, editoriali tra le edizioni di AR e il Centro Studi di Ordine Nuovo erano sicuramente avviate già dal 1969 e credo permangano tuttora ed erano reciproci nel senso che non solo il Centro Studi diffondeva le edizioni di Freda ma anche Freda diffondeva tramite la sua libreria le pubblicazioni di Ordine Nuovo.
D.P.M. - Se conferma che il PAN ha reso false dichiarazioni su ciò che egli Pozzan gli disse di sapere che Freda era stato l'autore dell'attentato all'Università di Padova e l'autore degli attentati a Milano il 25/4/1969.
POZZAN: Le affermazioni del PAN sono false. Nego di avergli detto che il Freda era stato l'autore degli attentati del 15 e del 25 aprile 1969. Nego inoltre che il PAN mi confidò di aver saputo dal Freda che egli era l'autore degli stessi attentati di Milano e di Padova. Mi disse soltanto che aveva avuto un incontro col Freda e che questi lo aveva biasimato per i suoi interessi esclusivamente dottrinari e non di impegno politico concreto.
E' pure falso che nel corso di una riunione avvenuta in casa mia nell'aprile 1969 si sia parlato di attentati terroristici, secondo quanto riferito dal PAN.
Nego di aver mai visto esplosivi,orologi, congegni a tempo. Nego anche di aver mai sentito dire che il Ventura avesse avuto parte negli attentati sui treni.
Nego infine di aver mai sentito dalla viva voce del Freda o del Ventura parlare di programmi e attentati dinamitardi.
L.C.S. MARCO POZZAN
L'ATTENZIONE MANOVRIERA DI VENTURA GIOVANNI SULLE MOSSE DELLA MAGISTRATURA
Lettera di Giovanni Ventura indirizzata Al Signor Giudice Istruttore Dottor Gianfranco Migliaccio Tribunale di CATANZARO
Bari, 16 Luglio 1975
MEMORIA CON RICHIESTE DI ACCERTAMENTI ISTRUTTORI
In relazione alla posizione dell'imputato Giuseppe Rauti, le segnalo due circostanze che assumono rilievo decisivo nel quadro degli accertamenti e delle verifiche che incombono all'indagine.
1) Durante la mia permanenza nel carcere milanese di San Vittore, nei mesi di dicembre '74 e gennaio '75, incontrai ripetutamente il P.M. dottor Emilio Alessandrini. Nel corso di tali colloqui informali potei apprendere, tra l'altro, la sequenza e i modi nei quali il coimputato Marco Pozzan rese le sue dichiarazioni e ritrattazioni del febbraio-marzo 1972.
In particolare, il dottor Alessandrini mi informò di un colloquio intervenuto tra il P.M. di Treviso, dottor Pietro Calogero, e il Pozzan, su richiesta di quest'ultimo. Questa consultazione informale, tra il dottor Calogero e il Pozzan, avvenne nella imminenza dell'interrogatorio nel corso del quale quest'ultimo affermò la partecipazione di Pino Rauti alla riunione padovana dell'aprile 1969. In tale circostanza "riservata", il Pozzan dichiarò al dottor Calogero di essere disposto ad affermare la verità della partecipazione del Rauti alla nota riunione e delle responsabilità di questi nella attività eversiva; ma lo preavvertiva, contemporaneamente, che sarebbe stato costretto a ritrattare a breve distanza le sue dichiarazioni accusatorie, temendo ritorsioni e paventando non precisate minacce.
Poichè la circostanza appare importante, allo scopo di stabilire la genuinità e la spontaneità della intera posizione espressa dal coimputato Marco Pozzan, le chiedo di assumere in proposito la testimonianza del dottor Pietro Calogero.
2) Il settimanale "L'Espresso", nel numero 15 del 13 aprile 1975, pubblicò un lungo e circostanziato articolo di Lino Jannuzzi, dal titolo "Il Quirinale? Ma certo che sapeva"; articolo che si chiude come segue.
(dall'articolo di Lino JANNUZZI)
"........Il primo dossier, che è già arrivato in Italia e che è ora chiuso nei cassetti del nuovo capo del SID, l'ammiraglio Casardi, riguarda il famoso "rapporto Finer". Leslie Finer, come probabilmente ricorderanno i lettori dell'Espresso, è quel giornalista inglese che nel dicembre del 1969, il mese e l'anno della strage di Piazza Fontana, pubblicò sull'OBSERVER un rapporto degli agenti dei servizi segreti dei colonnelli greci in Italia: fu il rapporto che il giudice STIZ assunse come primo fondamentale indizio di colpa contro il gruppo Freda-Ventura-Rauti, mentre gli strateghi nostrani della tensione, appoggiati da quasi tutta la stampa, ne impugnavano l'autenticità e il presidente Saragat continuava a spedire telegrammi contro gli "anarchici" e i "barbari assassini" dell'agente Annarumma.
Ebbene, che cose hanno trovato ad Atene gli uomini di Karamanlis e che cosa hanno già cominciato a trasmettere al governo e ai servizi segreti italiani? Le prove documentali, schiaccianti e incontrovertibili, che nel rapporto Finer era tutto vero e autentico: il famoso signor P. è il deputato fascista Pino Rauti; è lui che ha fatto da tramite tra i colonnelli, il SID di Henke, e il nostro stato maggiore; è in questo contesto e da costoro che furono organizzati e coperti gli attentati del '69-'70, da quello al padiglione Fiat di Milano a quello di Piazza Fontana; è in questo contesto che fu preparata e organizzata la campagna contro il partito socialista e il suo segretario, l'onorevole Mancini. Ma c'è di più. Dagli archivi di Atene è già venuta fuori un'altra verità: Leslie Finer non era soltanto un giornalista, era collegato ai servizi segreti inglesi, all'Intelligence Service. Le accuse che in quello stesso periodo furono pubblicate a Londra dallo stesso giornale, e che indicavano nel presidente Saragat lo stratega principale della tensione, non erano solo il frutto di inchieste giornalistiche. Erano basate su informazioni riservate raccolte in Italia dai servizi greci e dai suoi agenti collegati con il SID dell'ammiraglio Henke e con gli "amici" che Henke vantava al palazzo del Quirinale. Sarebbe interessante, forse, conoscere il contenuto del dossier Finer-Rauti-Henke. Miceli vi potrà probabilmente trovare qualche conforto alle sue tesi difensive, ma il Paese, mentre ricomincia la Piedigrotta delle bombe e dei ricatti, potrebbe ricavare giovamento della prova provata che certi sogni del generale furono e sono realtà."
In relazione a tali affermazioni, e all'incidenza che esse assumono per la sede e la persona che le hanno formulate, le chiedo:
a) di disporre la convocazione di Lino Jannuzzi, perchè questi deponga e riveli la fonte delle sue informazioni e ogni ulteriore dato circostanziato che consentano al magistrato di riscontrare la verità e la realtà dell'intera ricostruzione dei fatti in questione;
b) di assumere le deposizioni dell'ammiraglio Mario Casardi, dell'ammiraglio Eugenio Henke, del generale Vito Miceli e del generale Gianadelio Maletti sulle circostanze tutte contenute nel servizio di Lino Jannuzzi e sulle ulteriori dichiarazioni che saranno rese da questi;
c) di disporre la convocazione di Leslie Finer o, nel caso questa apparisse impraticabile, di ordinare una rogatoria mista: per accertare la veridicità delle asserzioni di Jannuzzi, in particolare di quelle relative alla materia trattata dal cosiddetto "raporto Finer" e di quella del "collegamento" del Finer coi servizi segreti inglesi.
La ringrazio dell'ascolto e le assicuro la mia attenzione.
Bari, 16 luglio 1975 GIOVANNI VENTURA
(6071-95 Faldone 94 pag.28)