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Alla caccia degli archivi trafugati!

 

Uno Stato per funzionare ha bisogno di archivi ove depositare e conservare le varie memorie amministrative, storiche, giudiziarie, economiche, politiche, ecc.

 

In una parola tutte le varie attività di una comunità che sono state formalizzate, ordinate, in relazioni scritte. La memoria del Paese dopo l'8 settembre 1943 è stata invece rubata dai fascisti per "legalizzare" la loro avventura al soldo dei tedeschi. La localizzazione dei depositi della RSI e il rientro di tutta la documentazione dei ministeri nella sede di Roma è davvero una delle operazioni più delicate che la nuova Italia democratica ha dovuto, tra l'estate e l'autunno del 1945, affrontare con energia...

 

Questa è la storia di quella "avventura"....

 

 

a cura di Giorgio Marenghi 

 

 

Aprile-Maggio 1945. Fine dei combattimenti. I fascisti sono allo sbando, i partigiani occupano le città, le truppe Alleate dilagano dappertutto e iniziano a insediare i loro Comandi, soprattutto amministrativi e giudiziari. Gli “operativi” sono tutti proiettati verso Nord, Nordest, cioè nei territori dell’Austria e ai confini con la Jugoslavia di Tito.

 

 

I problemi nel Paese sono enormi. Occorre riattivare per prima cosa strade, ponti, ponti ferroviari, pezzi di linea, binari, stazioni, ecc.

 

 

I CLN, a cui compete (per poco) la responsabilità politica di aggiustare le cose, cercano di costruire dei “minigoverni locali” appoggiandosi agli ex partigiani per l’ordine pubblico, ai (pochi) Regi Carabinieri e, qualche volta, alla Military Police alleata.

 

 

L’amministrazione locale deve riattivare tutti i servizi, bisogna dare un lavoro ad una massa impressionante di uomini e donne che per giorni vagano fra le rovine delle città, si deve far funzionare al meglio gli ospedali, le linee elettriche, telefoniche, telegrafiche, disinfettare le strade, seppellire i morti degli ultimi combattimenti o delle ultime vendette, insomma far tornare la vita civile a livelli accettabili.

 

 

Ma c’è un problema: si è prodotta una frattura che tutti sperano temporanea. L’amministrazione Centrale resta al Sud e in tanti, soprattutto i politici del CLNAI si pongono la domanda angosciante: ma dov’è lo Stato?

 

 

Facciamo un esempio: per un abitante di una città del Norditalia i simboli delle Istituzioni sono finiti in un limbo. Ci sono, è vero, i magistrati, i cancellieri, gli avvocati, tutti costoro si sforzano di riaprire studi, aule di tribunale, uffici giudiziari, ecc. Ma è anche vero che è una impresa difficile sostituire una “repubblica” (fascista), che ha dissestato tutta la sua struttura, con la vecchia monarchia.

 

 

C’è però da dire che la fuga della classe dirigente della Repubblica Sociale, con tutti i suoi gendarmi e torturatori, non ha divelto o annullato le sedi fisiche dello “Stato”, è mutata invece di colpo la ragione sociale della “ditta”, al posto dei simboli del fascismo repubblicano ora ritornano in auge le bandiere e gli stemmi della Casa Reale dei Savoia, e la capitale d’Italia, Roma, torna ad essere grazie ai giornali, alle radio, il punto di riferimento (soprattutto psicologico) di una nazione per troppo tempo rimasta smembrata.

 

 

Per fortuna nella città di Milano, che resta sempre la città più organizzata dell’Italia del Nord, c’è un Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia che annovera, fra i suoi membri, persone di cultura e di alto livello politico e anche amministrativo.

 

 

Emilio Sereni per il Partito Comunista Italiano, Leo Valiani per il Partito d’Azione, Achille Marazza e Augusto De Gasperi per la Democrazia Cristiana, Giustino Arpesani per il Partito Liberale, Rodolfo Morandi, Giorgio Marzola e Sandro Pertini per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria sono il governo dell’Italia del Nord con poteri riconosciuti dal Gabinetto PARRI, il governo di unità nazionale accettato dalla Monarchia e sostenuto dagli Alleati.

 

 

Tutte queste forze sono tra loro in contatto continuo, delegazioni del nord vanno a Roma e incontrano il Presidente del Consiglio Ferruccio Parri e i suoi ministri. Si tratta, si chiede spiegazioni, si mettono a nudo le contraddizioni della politica romana, agli occhi dei “nordisti” farraginose e negative per uno sviluppo politico veramente democratico.

 

 

Si discute di come impedire che le due Italie cozzino tra loro, sia a livello economico che strutturale. E a proposito di strutture, dello Stato, emerge prepotente la necessità di ricostituire (o riavere) gli Archivi e la documentazione necessaria, di base, per il funzionamento dei Ministeri, di tutta la macchina governativa, di tutti gli Enti Pubblici che devono funzionare per il bene comune.

 

 

Per questo motivo il prof. EMILIO RE, il Commissario agli Archivi, funzionario governativo del Gabinetto PARRI, pone le basi per un progetto di grandi dimensioni, come recuperare il materiale documentario trasportato al Nord dagli organismi politici della Repubblica Sociale evitando di produrre danni alle carte oltre a quelli ovviamente già subiti ad opera della guerra.

 

 

Anche gli Alleati sanno che il problema degli Archivi, che è storia di governo ma anche la memoria ed il metodo dello Stato nel fare politica, è talmente importante che impone una politica adeguata, uomini, mezzi, strutture, da mettere a disposizione sia del Governo provvisorio alleato (A.M.G. – Allied Military Government) che del governo italiano legittimo.

 

 

Per introdurre il lettore alla comprensione di questo delicatissimo tasto della situazione politica italiana di quei primi mesi del dopoguerra abbiamo deciso di introdurre nel testo alcune parti della documentazione alleata sugli archivi italiani.

 

 

 

Emilio RE, il supervisore degli archivi “nordisti”

 

 

 

Ecco il primo testo del contributo di Emilio RE che riassume la situazione:

 

1 – “ A richiesta del maggiore E.C. BATEMAN, vice commissario (alleato) provinciale della provincia di Milano il sottoscritto ufficiale degli Archivi ha discusso col conte PIER MARIA ANNONI di Gussola, vice commissario per il ministero dell’interno, un piano di concentramento di tutti gli archivi del ministero dell’interno che ora si trovano nel nord d’Italia. Il piano del dr. EMILIO SERENI commissario (consegnatario) per il ministero dell’interno ed il vice commissario (nominati a tali cariche dal commissario regionale della Lombardia) è di requisire un edificio in Milano e di trasferirvi tutti i documenti del ministero dell’interno che si possono trovare nel nord d’Italia. Gli atti rimarrebbero sotto continua custodia fino al giorno che potessero essere riportati a Roma. La domanda d’un edificio è stata già presentata al commissario provinciale di Milano”.

2 – “ Gli atti del ministero dell’interno che sono divisi in vari edifici a Brescia, e vicinanze, dovrebbero certamente essere concentrati. Il sottoscritto, ufficiale degli archivi, notò il cinque corrente che la villa che aveva visitato a Treponti il 31 di maggio (1945, gm), era stata adibita ad ufficio postale da una unità americana. Altri atti possono essere in pericolo per insufficiente attenzione o in seguito a requisizione. La grande massa dei documenti a Valdagno (circa 1200 casse) sarebbe probabilmente più al sicuro sotto buona guardia a Milano. Ma la saggezza di trasportare i depositi di Venezia, che comprendono dalle 2800 alle 3000 casse può essere revocata in dubbio. Il vice commissario faceva notare che nessuna domanda di mezzi di trasporto sarebbe stata rivolta al governo militare alleato ma che una richiesta di guardia poteva essere fatta per accompagnare e assicurare gli archivi nel loro viaggio a Milano”.

 

 

Il Commissario Emilio Re ci fa sapere anche che il CLNAI aveva già contattato, ancora prima della caduta della “repubblica”, il personale dei Ministeri, ed erano già stati fatti accordi precisi per la protezione e la conservazione delle serie documentarie. Adesso (mesi di giugno – luglio 1945), dice RE, lo stesso personale dei Ministeri della deceduta repubblica fascista continua “ad esercitare il medesimo compito, con la sola variante che la loro posizione è stata poi ovunque normalizzata, e nel territorio della 5^ Armata il commissario provinciale per la Lombardia, Colonnello POLETTI, ha nominato un consegnatario per ogni ministero”.

 

 

“ Questo spiega come il passaggio si sia potuto verificare senza scosse, e come gli archivi, salvo eccezioni, siano tutti praticamente intatti. Proprio per questo – continua RE – e data l’enorme quantità di materiale inviata al nord nell’infausto periodo dell’autunno del 1943 ai primi mesi del 1944 – basterà dire che la sola direzione generale di pubblica sicurezza ha, distribuite in quattro depositi, tre a Venezia e uno a Valdagno (provincia di Vicenza) non meno di quattromila casse – il problema del ritorno a Roma si presenta ora come un problema di vaste proporzioni e che va studiato accuratamente, prima d’essere affrontato e risolto, data anche, in primo luogo, la condizione dei mezzi di trasporto ”.

 

 

La rete ferroviaria deve essere efficiente…

 

 

Re è anche convinto che il trasporto, superato il problema dei mezzi, non può essere iniziato se non sono state ristabilite le comunicazioni ferroviarie: questo è un punto importantissimo, l’efficienza dell’intera rete ferroviaria italiana nell’estate del 1945.

 

 

Inoltre non si può trasportare a spizzichi, il piano deve prevedere – continua il responsabile per gli Archivi – un concentramento ed una organizzazione di trasporto organica, basterà eseguire il piano di concentramento “sulla carta”. Alla fine è “solo” una questione di organizzazione.

 

 

 

Servono migliaia di casse di legno…

 

 

 

Adesso scendiamo nei particolari. Il trasporto ha bisogno di contenitori e questi contenitori sono le “casse”. Non si può fare un trasporto di così gigantesche proporzioni senza un numero enorme di casse, di legno ovviamente.

 

 

“ Ora la maggior parte di quelle (casse) adoperate per il viaggio di andata (da Roma al Nord con i fascisti, gm) – o sono andate perdute o sono state variamente utilizzate in loco per la costruzione di scaffalature, assiti, tramezzi e così via. Bisognerà quindi provvedere alla requisizione o alla costruzione di altre casse per il viaggio di ritorno. Cosa non impossibile, e né pure fosse forse difficile in regioni situate per la maggior parte a piè dei monti e ricche quindi di boschi e di legname, ma che richiederà anch’essa ad ogni modo un certo spazio di tempo ”.

 

 

Tutta la mole dei documenti d’archivio dovrà essere stipata in un apposito edificio, anche perché i locali dei Ministeri romani non è che siano vuoti, hanno nel frattempo ricevuto una mole nuova di carte che impedisce di fatto il ritorno delle “antiche”.

 

 

 

Mc Cain distribuisce consigli al governo italiano…

 

 

 

Tutte queste problematiche suggeriscono all’Ufficiale Alleato agli Archivi, Mc Cain, di scrivere (il 10 giugno 1945) le sue osservazioni al Colonnello Poletti (Commissario regionale della Lombardia).

 

 

“ 1 - Gli archivi dei ministeri del governo italiano evacuati da Roma, insieme con gli atti prodotti dalla repubblica sociale italiana, negli anni 1943-1945, formano una massa enorme e sono sparpagliati in un gran numero di città dell’Italia del nord. Per esempio uffici del ministero dell’interno possono trovarsi per tutta la strada da Milano a Venezia. I soli atti della direzione generale di PS, dello stesso ministero, comprendono circa quattromila casse.

Il numero totale dei depositi raggiungerà il centinaio.

Il governo italiano dovrebbe studiare con la maggiore attenzione un piano completo per il ritorno di questi depositi a Roma.

2 – Il sottoscritto ufficiale agli Archivi ha notato che vari funzionari di ministeri sono venuti da Roma nell’Italia del Nord per esaminare gli atti o riportarli a Roma. Se è veramente necessario e urgente un accesso immediato agli archivi in alta Italia, il governo italiano dovrebbe nominare un piccolo comitato incaricato di coordinare le attività dei vari funzionari inviati a consultare i documenti. Tale comitato potrebbe raccogliere e fornire informazioni per quanto riguarda la precisa dislocazione degli atti, ed evitare così, considerevole confusione e perdita di tempo “.

 

 

 

Qualche dubbio tra gli Alleati…

 

 

 

E’ evidente che gli Alleati non si fidano del senso dell’organizzazione che hanno gli italiani e vogliono a tutti i costi controllare le operazioni. Ma in un punto hanno ragione.

 

 

Mc Cain insiste perché un enorme edificio accolga le carte del Nord, “ Tale deposito non sarebbe esattamente la stessa cosa che i National Archives in Washington o il Public Record Office in Londra, ma potrebbe rappresentare il principio di un grande archivio nazionale per l’Italia “.

 

 

 

Mc Cain racconta lo stato degli archivi del norditalia

 

 

 

“ Grandi quantità di documenti italiani sono state sequestrate negli ultimi due anni, e portate via da innumerevoli agenti di polizia investigativa, o sedicenti tali, del governo americano o britannico, e delle forze armate. Altri documenti sono ancora in via di essere sequestrati nell’Italia del Nord. Una gran parte di questi documenti sono indubbiamente andati a finire al dipartimento della guerra in Washington o al ministero della guerra a Londra. Ma molti di essi non possono avere un valore permanente, ai fini politici e investigativi, mentre ne hanno uno grandissimo per il governo italiano, se non altro dal punto di vista storico “.

 

 

 

Emilio RE racconta i particolari del suo viaggio in Lombardia…

 

 

 

(22 giugno 1945) . “ Nei dieci giorni utili che sono rimasto in alta Italia….[…] ho naturalmente fermato di preferenza la mia attenzione anzitutto sullo stato degli archivi…..

Per trovare l’archivio proprio della Presidenza del Consiglio fu necessario recarsi a Brogliaco, frazione del comune di Gargnano sul Garda……in una villa, villa Bettoni….ora occupata da una unità americana.

 

 

“ Al presente…[…] rimane che io parli…d’un altro archivio – il più importante di tutti – quello della così detta segreteria particolare del capo del governo che, in regime fascista, era pure alle dipendenze della presidenza del consiglio. E’ noto che….la parte riservata e segreta, da palazzo Venezia, dove era stata sempre conservata, esulò, l’autunno del 1943, nel nord Italia, e fu trasferita a Gargnano, viale della Vittoria, 16; dove sempre rimase…

“…E’ probabile che Mussolini, quando nell’aprile scorso abbandonò definitivamente Gargnano coll’idea di stabilirsi a Monza o a Milano, è probabile dico, ch’egli portasse con sé una parte; ma solo una piccola parte della documentazione degli ultimi mesi…….ma è evidente che il grosso – quanto dire decine di casse – non poteva viaggiare a seguito di un fuggiasco.

 

 

Tutto questo è stato poi confermato dalla visita fatta sul posto dal sottoscritto, sempre accompagnato dal capitano Mc Cain, nel pomeriggio del 27 maggio u.s.”.

 

 

“ Trovammo l’edificio chiuso, e ancora ben guardato da due custodi italiani, ma nell’interno completamente vuoto; salvo una stanza che doveva evidentemente essere stato il magazzino della segreteria e che conteneva, in conseguenza, una strabocchevole quantità di oggetti di cancelleria – soprattutto carta intestata di tutti i formati e per tutti gli usi - …….. Da voci degnissime di fede raccolte sul posto, risultò poi confermato che ai primi del mese (di maggio) un capitano della 5^ Armata americana si sarebbe presentato e avrebbe sgomberato l’edificio, caricando di casse di documenti due o più automezzi “.

“ Poiché tutta la regione del Garda è nel territorio della 5^ Armata è facile dedurre che tutti questi archivi e, in modo particolare, quello che, per ragioni organiche, interessa maggiormente cotesta presidenza, e cioè l’archivio della così detta ex segreteria del capo del governo, è ora nelle mani degli americani “.

 

 

Il prof. Emilio RE tuttavia ammette l’ipotesi che gli americani non abbiano ancora trasportato a Washington l’archivio del Duce e si dimostra conciliante e “molto politico”:

 

 

“ La questione è delle più delicate e, come non va dimenticata un solo istante, così non va, d’altra parte, anticipata ed aperta un solo minuto prima del momento opportuno “.

 

 

 

Tra gli archivi emerge il ministero dell’interno…

 

 

 

[…] “ Di tutti gli archivi che ho visitato quello della direzione generale della PS è certamente il più notevole, sia per mole (circa 4000 casse fra i tre depositi di Venezia e quello di Valdagno) che per l’ovvia importanza politica……[…] ..Va notato poi che,…nel grande deposito dell’abbazia di S.Gregorio alla Salute (Venezia) esiste anche tutto il materiale della scuola superiore di polizia scientifica (schede, fotografie, casellari, etc.) nonché quello di una intera tipografia…”.

 

 

“….il commissario regionale per la Lombardia, Col. Poletti, ha creato speciali consegnatari degli archivi e in genere dei vari ministeri; e del ministero dell’interno risulta nominato consegnatario l’avv. Emilio SERENI. Quest’ultimo avrebbe già anzi studiato, per ragioni di sicurezza, un piano di provvisorio concentramento a Milano di tutti gli archivi del ministero dell’interno che ora si trovano nel nord d’Italia, in un edificio appositamente requisito, dove gli atti sarebbero destinati a rimanere, sotto buona guardia, fino al giorno che potessero essere riportati a Roma ”.

 

 

La situazione di fatto…

 

 

Ministero dell’Aeronautica:..Esistono al Nord due archivi, di cui uno a Bassano del Grappa, relativo al periodo precedente l’8 settembre 1943 ed uno a Bellagio, che riguarda la gestione repubblicana ”.

Ministero degli esteri: l’archivio è, parte a Roma, parte in viaggio di trasferimento, parte (la più importante) in mano alleata, mentre nulla è rimasto nella sede del nord, fatta eccezione per uno schedario colle generalità di oltre diecimila connazionali dededuti nei campi di concentramento in Germania. Tale sezione sarebbe ora custodita a cura degli alleati “.

Ministero dei Trasporti: tutto l’archivio del personale delle FF.SS. è a Roma, al nord è stata spedita una semplice copia del fascicolo degli impiegati “.

Ministero della Pubblica Istruzione: è urgente recuperare gli atti che sono stati “sparsi” in ben otto sedi diverse del Nord “.

Ministero delle Finanze: al Nord tutti i fascicoli del personale dell’amministrazione centrale. E’ urgente la restituzione degli atti relativi al debito pubblico, alla casa depositi e prestiti e alle pensioni di guerra ”.

Ministero della Giustizia: i fascicoli originali del personale sono al Nord, c’è necessità di un solerte rientro in sede a Roma anche per fare funzionare il processo di epurazione “.

Ministero della guerra: pochi fascicoli riguardanti il personale trovansi al nord…”.

Ministero Poste e Telecomunicazioni: tutti i fascicoli del personale trovansi tuttora a Venezia in locali occupati da militari, il cui comportamento risulterà gravemente pregiudizievole alla conservazione degli atti, se non si provvede al più presto a metterli in salvo “.

Ministero dell’Industria: i fascicoli del personale sono tutti a Bergamo e si desidera di averne al più presto la disponibilità “.

 

 

 

La macchina statale si muove per il “recupero”…

 

 

 

Pubblichiamo adesso parte della “Circolare” che il capo gabinetto della presidenza del consiglio, FERRAUDO, invia il 1° di agosto 1945 e che contiene il verbale del 28 luglio della riunione diretta da l sottosegretario Giorgio Amendola.

 

 

“Il sotto segretario espone come, all’atto dello sfacelo della repubblica mussoliniana, il CLNAI si sia preoccupato di salvaguardare gli archivi delle varie amministrazioni, così dai pericoli di inconsulte devastazioni, come da quelli di interessate manomissioni. Questo intento è stato fortunatamente raggiunto attraverso l’opera dei commissari conservatori nominati per ciascuna branca della pubblica amministrazione.

 

 

Dovendo ora riportare gli archivi a Roma, ogni ministero nominerà un funzionario che, affiancato da un rappresentante dell’alto commissariato per l’epurazione, si recherà al più presto sul posto…..

…..Si conviene unanimemente che l’unico mezzo idoneo al trasporto dell’ingente massa di materiale è la ferrovia, mentre agli spostamenti dai depositi agli scali verrà provveduto a mezzo autoveicoli forniti, per interessamento del CLNAI, dalle cooperative di autotrasportatori costituite fra partigiani. In conseguenza alla commissione alleata verrà richiesto di consentire l’uso della linea OSTIGLIA – ROMA e la concessione dei carri necessari “.

 

 

22 agosto 1945 - Motore necessario per il coordinamento di tutte le operazioni di trasporto è la Commissione interministeriale per il trasporto degli atti dei ministeri a Roma, di cui il prof. Emilio RE, Commissario per gli archivi del Regno, il conte Pier Maria Annoni di Gussola del CLNAI, il maggiore Bell e il capitano Mc Cain della Commissione alleata, sono i “tecnici” responsabili della delicatissima organizzazione.

 

 

Occorre ovviamente che vengano chiariti alcuni punti di primaria importanza:

 

1) quale sia il tonnellaggio complessivo, approssimativo, del materiale da riportare.

2) quale sia il tonnellaggio da portare per settimana.

3) comunicare per gli archivi di ciascun ministero la stazione più vicina ove si potrebbe eseguire il carico per il trasporto ferroviario.

 

 

 

“ Il prof. RE avverte che le partenze non potranno verificarsi se non dopo la seduta fissata per la mattina di giovedì 30 agosto 1945, e secondo un ordine di precedenza che solo allora potrà essere stabilito ".

 

 

30 agosto 1945. Milano. Alle ore 9 inizia finalmente la riunione per decidere le caratteristiche tecniche (preferenze e precedenze di trasporto) dell’operazione. Il prof. RE indica l’ordine degli atti da trasportare nel seguente modo:

 

1 – Corte dei conti

2 – ministero delle finanze

3 – presidenza del consiglio

4 – ministero degli interni (corte di Valdagno)

5 – istituto di statistica

6 – consiglio di stato

7 – avvocatura erariale.

 

“ Il dr. Pignataro chiede la precedenza per il materiale delle forze armate di polizia (che si trova in Milano) e per gli atti dell’ufficio personale che si trova a viale Tre Ponti “.

 

[…] Dati raccolti:

Casse da trasporto n. dodicimila circa

Casse da approntare n. tremilaquattrocentosettantasei

Tonnellaggio complessivo compreso il materiale non racchiuso in casse e il materiale vario calcolabile circa in treni n.cinque di trenta vagoni l’uno “.

 

 

I TELEGRAMMI TRA IL CONTE ANNONI E GLI ALLEATI

 

 

Telegramma n.11927

URGENTE – SOTTOSEGRETARIATO PRESIDENZA CONSIGLIO AMENDOLA – ROMA

CAUSA ORDINE ALLEATO SGOMBERO IMMEDIATO VALDAGNO GIOVEDI’ 13 CORRENTE EFFETTUERA’ TRENO SPECIALE DIRETTO ROMA ARCHIVI DIREZIONE GENERALE P.S.

ANNONI

 

 

 

Telegramma n.11931

DA MILANO 11-9-1945 ORE 12,20 ARRIVO ORE 4 DEL 12

SOTTOSEGRETARIATO STATO PRESIDENZA CONSIGLIO

COMANDO ALLEATO CONFERMATO INIZIO TRASPORTO FERROVIE ARCHIVI UN TRENO ULTIMA SETTIMANA SETTEMBRE DUE TRENI SETTIMANE SUCCESSIVE. PROGRAMMA SPEDIZIONI: PRIMO TRENO BRESCIA MINISTERO TESORO, SECONDO TRENO FINANZE, CORTE DEI CONTI, GRAZIE E GIUSTIZIA, ESTERI, AVVOCATURA STATO, CONSIGLIO STATO, PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI, AFRICA ITALIANA, CORPORAZIONI, PRODUZIONE BELLICA, MINISTERO INTERNI; TERZO TRENO DA MILANO, FIRENZE, TESORO, QUARTO TRENO DA VENEZIA, INTERNI, LAVORI PUBBLICI, POSTA TELEGRAFI.

ANNONI

 

 

 

INCOMING MESSAGE-HEADQUARTERS ALLIED COMMISSION

FROM ANNONI DI GUSSOLA MILANO

TO ALCOM MON & FINE ARTS SC MAJ BELL

UNCLASSIFIED

Trasferimento archivi. Oggi 6 ottobre ore 16 partito treno da BRESCIA archive Ministeri. 14 vagoni Ministero Interno 5 Giustizia 4 Esteri 1 Finanze 1 Presidenza Consiglio et Avvocatura 1 Commercio Estero 2 bagaglio personale 1 vettura viaggiatori regolarmente scortato.

 

 

 

INCOMING MESSAGE-HEADQUARTERS ALLIED COMMISSION

FROM MILANO

TO MAGGIORE BELL ROMA COMMISSIONE ALLEATA MONUMENTI BELLE ARTI

UNCLASSIFIED

TRASFERIMENTI ARCHIVI STOP OGGI TREDICI OTTOBRE ORE DICIASSETTE CON TRENO DA VENEZIA SONO PARTITI MATERIALE ET ARCHIVI DELLA TIPOGRAFIA DIREZIONE GENERALE DI POLIZIA VENTISEI VAGONI DEL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI OTTO VAGONI PIU’ VAGONE VIAGGIATORI DUE BAGAGLIAI REGOLARMENTE SCORTATO.

ANNONI DI GUSSOLA

 

 

 

MINISTERO DELL’INTERNO – GABINETTO – Telegramma N.15633

Da Milano 30/10/1945 ore 18 cop. Ore 7 del 31

SOTTOSEGRETARIO AMENDOLA PRESIDENZA CONSIGLIO ROMA

Trasferimento archivio. Oggi 30 ottobre ore 18 con treno da Milano sono partiti materiali e archivi ex Ministero produzione industriale n.sedici vagoni. Ministero Interno Direzione Generale Polizia dieci vagoni Direzione Generale Sanità due vagoni Direzione Generale Antincendi sette vagoni più vetture viaggiatori e bagagliaio. Il treno è regolarmente scortato.

ANNONI DI GUSSOLA

 

 

 

INCOMING MESSAGE-HEADQUARTERS ALLIED COMMISSION

FROM MILANO

TO MAGG BELL COMMISSIONE ALLEATA MONUMENTI E BELLE ARTI – ROMA

TRASFERITEVI ARCHIVI STOP OGGI 19 NOVEMBRE ORE SEDICI CIRCA EST PARTITO TRENO CON QUINDICI VAGONI PROVVEDITORATO STATO STOP QUINDICI EX PRODUZIONE INDUSTRIALE STOP TRE DIREZIONE ANTINCENDI STOP QUATTRO DIREZIONE GENERALE POLIZIA PIU VETTURA PASSEGGERI ET BAGAGLIAIO STOP REGOLARMENTE SCORTATO.

ANNONI DI GUSSOLA

 

 

 

INCOMING MESSAGE-HEADQUARTERS ALLIED COMMISSION

TO MAGG BELL COMMISSIONE ALLEATA MONUMENTI E BELLE ARTI – ROMA

TRASFERIMENTO ARCHIVI STOP OGGI 26 NOVEMBRE ORE 16 EST PARTITO DA MILANO TENNN TRENTO ARCHIVI ET MATERIALI MINISTERI CON DICIANNOVE VAGONI MINISTERO INDUSTRIA COMMERCIO STOP QUATTRO LAVORO STOP DUF. DIREZIONE GENERALE POLIZIA STOP UNO PROCURA GENERALE MILITARE STOP DIECI TESORO ET UNO MISTO STOP Più VETTURA VIAGGIATORI ET BAGAGLIAIO STOP TRENO EST REGOLARMENTE SCORTATO

ANNONI DI GUSSOLA

 

 

 

Nota di g.m.

Questa storia delle carte d’archivio giacenti al Nord è assai lunga e complicata. Non possiamo certo esaurirla in un breve articolo. Si pensi solo alla collocazione, al controllo dei documenti, al riordino complessivo, non solo delle carte ma anche dei locali. Una operazione ciclopica resa necessaria a causa della mossa "avventurista" (per non dire altro) della “repubblichetta” di Salò, che trasportò al Nord, diffondendoli e sparpagliandoli nel territorio, una bella porzione dei documenti dello Stato. Si intende lo Stato quello vero, non la controfigura mussoliniana, retta da una illusione "social-rivoluzionaria" dell’ultimo minuto.