Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

1975: La C.I.A. a Vicenza

 

 

I nostri Servizi Segreti Militari, da sempre "deviati", qualcosa di buono hanno pur fatto. Hanno monitorato i "colleghi" americani della CIA e di altri Servizi NATO poichè si sono resi conto che l'Italietta era considerata dagli "alleati" meno di zero. Pur di destra (e a volte con la fregola delle sciabole) hanno seguito e ostacolato molte operazioni made in USA. I documenti che vi facciamo leggere sono opera dei Servizi Italiani, in lotta istituzionale (mai ammessa) con i Servizi della NATO e degli Stati Uniti.

Vicenza, secondo il Servizio nostrano, è un centro strategico dello spionaggio americano...e i fili portano alla stagione delle stragi....

 

 

di Giorgio Marenghi

 

 

Durante la lettura della meritoria e acuta indagine sulla strage di Piazza Fontana e sul sovversivismo fascista dei primi anni settanta, condotta dal giudice istruttore di Milano dott. Guido Salvini, sono incappato (a latere) in una serie di documenti del Servizio Segreto Militare (S.I.S.M.I.) datati aprile-maggio 1994.

 

 

Tutti questi documenti ruotano attorno alla problematica veneta, ovvero alla questione delle basi americane e alla funzione di determinati nominativi di collaboratori italiani, schedati dal nostro servizio di spionaggio.

 

 

Senza dover ricordare qui ai nostri lettori tutta l’inchiesta invitiamo, per avere un quadro generale, a ricorrere al Menù INCHIESTE, dove vi sono parecchi articoli riguardanti sia Vicenza che gli argomenti trattati in queste righe.

 

 

Nota SISMI prot.9938/141/24

 

 

In una nota del 20 aprile 1994 del SISMI riferita al ROS (Raggruppamento Operativo Speciale – Arma dei CC- ROMA) l’estensore si riferisce a LINO FRANCO, nato a Vittorio Veneto l’11.12.1926, dato per deceduto nel 1969, noto per essere parte di una rete informativa di estrema destra collegata agli americani;

 

 

Il secondo nome, MICHELANGELO DIGILIO, nato ad Accettura (MT) il 07.05.1907 e deceduto il 05.01.1967, è il padre del noto Carlo DIGILIO, il figlio noi lo conosciamo come legato agli ambienti di ORDINE NUOVO, armiere ed esperto di esplosivi, coinvolto nella strage di Piazza Fontana ed in altri episodi terroristici.

 

 

La nota del SISMI non finisce qui ma precisa che è stato rinvenuto:

 

 

- un documento dattiloscritto del “personale O.S.S. (il servizio segreto americano che precede la nascita della CIA.g.m.) E.I.S.9”, comprendente 184 nominativi con relativi gradi;

 

- un elenco dattiloscritto con annotazioni manoscritte del “personale in servizio presso l’Organizzazione Alleata”, comprendente 126 nominativi con relativi gradi;

 

- un brogliaccio manoscritto del “personale in servizio presso l’O.S.S./G.B.; O.S.S./G2/1 aut /^ Arm; I.S.9”, comprendente 169 nominativi e relativi dati quali grado, pseudonimo, data di assunzione in forza, ecc…”.

 

 

[NOTA: i tre suindicati documenti risalgono verosimilmente agli anni 1945-1946]

 

 

 

Dunque i nostri Servizi in mano hanno i nomi del personale facente parte della rete di spionaggio americana dell’immediato dopoguerra. Ma qual è l’importanza? Si tratta di una struttura che nel prosieguo del tempo si evolve, si struttura e si rafforza ma non muta i fini per cui è nata. Questo è il motivo per cui dobbiamo seguire ciò che dice la corrispondenza del nostro Servizio Militare, che ci rivela molti particolari:

 

 

“ – numerosi italiani – di cui non sono noti i nominativi – che nel 1947 avrebbero lavorato nel Nord Italia, in particolar modo in prossimità della frontiera austriaca, per conto del Servizio americano di informazione;

 

- una imprecisata rete informativa che il Servizio Informazioni americano avrebbe creato nei paesi della NATO nel 1958;

 

- una Centrale di spionaggio del Servizio Segreto americano che nel 1975, in Vicenza, avrebbe svolto attività informativa in direzione degli interessi della politica interna ed estera italiana".

 

 

 

La nota del nostro Servizio precisa pure un nominativo che sembrerebbe importante. E’ JOHN COSTANZO, NATO A Port CHESTER (New York – USA) il 12.06.1946, cittadino USA.

 

 

 

…[…] – è munito di passaporto diplomatico n.9000108347, …valido sino al 31.08.1994;

 

- è in possesso di C.I.D. n.44814…..ha avuto quali precedenti sedi di servizio: Washington D.C. – D.E.A. (DRUG ENFORCEMENT ADMINISTRATION) Field Office (Quartier Generale della D.E.A.);

 

- nell’incarico presso l’ambasciata degli Stati Uniti ha sostituito altro elemento della D.E.A.;

 

- nel 1977 risulta aver prestato servizio a Milano presso il Consolato Generale USA;

 

 

 

[Nota del SISMI da leggere con attenzione]

 

- “non si può escludere l’utilizzo della copertura D.E.A. da parte di esponenti della C.I.A. A tale metodologia ricorrono infatti frequentemente alcuni Servizi al fine di salvaguardare i propri agenti operativi.”

 

 

 

Prende l'iniziativa il giudice Salvini

 

 

Il 30 aprile 1994  il dott. Guido Salvini invita la Direzione del SISMI, tramite il R.O.S. Carabinieri di Roma, a “trasmettere copia degli appunti non protocollati relativi alla Centrale di spionaggio del Servizio Segreto americano operante nel 1975 a Vicenza”.

 

 

Al giudice Salvini, dopo alcune lettere del SISMI, risponde compiutamente il R.O.S. in una sua del 13 maggio 1994, n.378/82-4 di protocollo “P”.

 

 

“Dall’analisi dei fogli allegati, che fotografano la rete C.I.A. vicentina nel 1975, anno in cui il DIGILIO era ancora operativo in ambito veneto, emerge quanto segue:

 

 

 

[Ma qui dobbiamo interrompere la  lettura poiché non si capirebbe perché il R.O.S. tiri fuori il nominativo del DIGILIO e lo qualifichi come “operativo”. Spiego: DIGILIO CARLO è sempre stato negli ambienti di Ordine Nuovo di Venezia, Verona, Padova, ecc. ed è stato “operativo” nello stesso tempo con un ufficiale C.I.C. americano, capitano di Marina CARRETT, che ne ha seguito l’attività. Ricordiamo brevemente che, mentre DIGILIO informava gli americani, nello stesso periodo di tempo “aiutava” la cellula di FREDA-VENTURA a comporre le “scatole” esplosive per la notte dei treni tra il 7 e l’8 agosto del 1969, e altre informative lo danno poi come “consigliere” per la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969.]

 

Qui riprendiamo la lettura della lettera del R.O.S.:

 

 

- […] …1975, anno in cui il DIGILIO era ancora operativo in ambito veneto, emerge quanto segue:

 

- il documento (quello allegato che poi leggeremo fra un po’, g.m.) era originariamente redatto in un’altra lingua, verosimilmente inglese o tedesco, poiché esiste una nota di traduzione e vi sono due parentetiche che servono a precisare il soggetto di frasi evidentemente costruite in maniera diversa in altra lingua;

 

- il documento nella parte esplicativa, utilizza un linguaggio poco tenico, più giornalistico che tipico di un appartenente ad un servizio di intelligence;

 

- a prescindere dalla loro veridicità, comunque confermata dall’Appunto del S.I.D., vi sono contenute precise indicazioni sui componenti della rete C.I.A. vicentina, per la maggior parte di essi è anche indicato il numero telefonico. E’ anche abbozzata la linea di comando di tale rete. Indubbiamente la fonte, pur non essendo interna alla rete, è d’ambiente.

 

- colpisce che la fonte, invece di indicare più realtà geografiche significative della situazione italiana nel suo insieme, dando così maggior forza all’assunto iniziale, si concentri sulla situazione vicentina. Ciò non può essere spiegato solo con una presunta provenienza d’impiego della fonte, in quanto ciò vorrebbe dire che il 29 – 03 – 1975 al briefing del Comando Informativo dell’E.L.C. di WIESBADEN si è parlato, in riferimento all’operatività C.I.A. in campo alleato per la supremazia informativa in ambito N.A.T.O., per quanto riguardava l’ITALIA, solo della situazione vicentina.

 

 

Quindi o ciò è avvenuto perché non si disponeva di altre fonti oppure, come d’altronde emerge dall’attività investigativa ed istruttoria, per un ruolo particolare della Regione Veneto, che va visto in un’ottica geopolitica statunitense, fondata anche su elementi di praticità spicciola, quali la presenza di due basi N.A.T.O.;

 

- dalla parte finale del documento si deduce che la fonte ha eseguito delle verifiche sull’abitazione di CAPPS [nella lista degli agenti CIA di Vicenza che vedremo più avanti probabilmente occupa un posto di rilievo, g.m.];

 

- dall’intestazione del documento, poiché si parla di briefing, si deduce che vi debba essere stata una successiva riunione sugli argomenti introdotti;

 

- dato l’argomento del briefing, ed in considerazione del fatto che l’attività della C.I.A. viene definita “sovversiva”, è logico dedurre che tale briefing non abbia avuto luogo in sedi atlantiche ufficiali;

 

- l’appunto fatto dal S.I.D. inteso a valutare il documento, lo definisce “esatto e noto” nelle linee generali. Anzi il modus operandi dell’AGENZIA corrisponde a quanto descritto.

 

 

[…] Sulla base di quanto esposto si ritiene verosimile che l’E.L.C. da cui proviene il documento, si identifichi nell’EUROPEAN LABOUR COMMITTEE. […]

 

 

 

 

IL FAMOSO “DOCUMENTO”

 

 

Nota SISMI Prot. 11703/141/24

 

 

Il “documento” viene inviato in xerocopia (al ROS di Roma), privo di numero di protocollo, classifica e firma. Il primo foglio ha per oggetto “CIA – Sezione di Spionaggio in Vicenza”, è datato 29.03.1975, mentre il secondo foglio è datato 30.09.1977.

 

 

 

ELC – COMANDO INFORMATIVO

Briefing – WIESBADEN – 29.3.1975.

CIA – Sezione di spionaggio in Vicenza.

 

 

Seguendo le indicazioni di Allen DULLES, la CIA svolge la propria attività sovversiva anche contro i propri alleati NATO. Il Servizio Segreto americano intende assicurarsi in questo modo il monopolio dell’impiego di determinati metodi spionistici come pure il monopolio delle informazioni politiche nell’ambito dell’Alleanza NATO in modo di potersi adoperare senza ostacoli ed in modo permanente quale organo direttivo nella NATO.

 

 

Nel presente, l’ITALIA, partner nell’Alleanza, si trova, tra altri (Stati), tra gli obiettivi dello spionaggio americano. Il Governo (americano) sotto la guida del Presidente FORD, ha messo in azione (ha attivato) la propria “Banca di Spionaggio), perché teme, che in conseguenza della crescente influenza della sinistra democratica in Italia, potesse perdere dalla propria sfera d’influenza, appunto l’Italia.

 

 

Quanto precede, significa in pratica che i collaboratori della CIA con il proprio apparato di spionaggio sono interessati a raccogliere informazioni sugli interessi della politica interna ed estera italiana.

 

 

Superiormente allo “Intelligence Advisory Committee” (Comitato Unificato dei Servizi Segreti) sono attivati anche i punti d’appoggio dello spionaggio americano in Italia sotto la direzione generale di Howard E. STONE, Addetto presso l’Ambasciata USA in Roma.

 

 

In questo modo, opera, per esempio, in Vicenza, una centrale di spionaggio del Servizio Segreto americano sotto la guida di Jack C. CAPPS, domiciliato in Vicenza, Viale della Pace, n.16 – A, tel 3.03.54.

 

 

Qui sono in attività i seguenti collaboratori della CIA:

 

- Joseph P. LUONGO, domiciliato in Vicenza, Viale Giosuè Carducci, 62, telefono: 2.05.21

- Bruno A. FRANCAZI, domiciliato in Roma, Via Gino Marinuzzi, 27

- Danny RADELL, domiciliato in Vicenza, Piazza Marconi, 3, tel. 4.21.09

- Peter A. PETITO, domiciliato in Vicenza, Viale Trieste, 26, tel 3.87.89

- Charles J. RUBACIO, domiciliato in Vicenza, Viale della Pace, 113.

- Marco S. MANCUSO, domiciliato in Tirrenia, Viale del Tirreno, tel. 3.73.02

- Antony W. TAPIE, domiciliato in Vicenza, Viale Riviera Berica, 369

- David F. PAUL, domiciliato in Vicenza, Via Postumia, 142

- Michael J. COMTON, domiciliato in Roma, Via Francesco Colletti, 22

- William B. LONAM, domiciliato in Milano, Piazza della Repubblica, 32.

- Michael C. SEDNAOUI, domiciliato in Roma, Via Alberto Cadlolo, 140.

- Daniel ALHIECOK, domiciliato in Milano, Piazza della Repubblica, 32.

 

 

La citata centrale americana è decentralizzata, secondo gli obiettivi dei compiti attribuiti dal servizio segreto. In questo modo, il collaboratore Bruno A. FRACAZI, lavora sotto la direttiva di Jack C. CAPPS in Roma, Via Gino Marinuzzi, 67.

 

La Via Gino Marinuzzi trovasi in un quartiere sito ai margini di Roma (Castel Fusano). Il quartiere delle ville..considerato nel suo insieme è particolarmente indicato per gli incontri tra agenti. Lungo la strada indicata si trovano moderne case per una famiglia, con giardini. La casa contraddistinta dal n.67, appartenente al Servizio Segreto americano, trovasi alla fine della strada.

 

Tale casa non è nota ai vicini quale posto riservato agli incontri e non è riconoscibile quale tale (all’ingresso trovasi l’innocente scritta Bruno e Lena FRANCAZI).

 

Considerazioni

 

Il documento (e le lettere del Servizio Segreto italiano) sono assai interessanti, ma la funzione della CIA a Vicenza è da considerare "normale" poichè il nostro Paese non è mai stato "indipendente". Quindi gridare allo scandalo è fuori luogo. La CIA fa parte del nostro paesaggio, politico e militare, e le nostre istituzioni fanno quello che possono per arginare gli entusiasmi di oltre Oceano. Il vero discorso politico verte solo sulla possibilità di una reale indipendenza del nostro Paese, ma, stante la situazione internazionale, direi che è una utopia il solo pensare ad uno sganciamento dalle alleanze (USA, NATO). Ci si può provare, è giusto pensarlo ed è giusto richiederlo ma nel contempo è anche giusto riflettere politicamente. Queste carte dimostrano che gli anni settanta hanno avuto i loro "presìdi", che le strategie terroristiche hanno avuto i loro centri politici e militari. Parecchi innocenti ci hanno lasciato la pelle (vedi anche "operazione CHAOS"). Ed è giusto continuare sulla strada di una pacifica lotta per una completa indipendenza del nostro Paese. Ma bisognerebbe che gli americani, i russi, i cinesi, ecc. si facessero ognuno i fatti loro.

g.m.