TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI CATANZARO
GIUDICE ISTRUTTORE DOTT. EMILIO LEDONNE
CAPITOLO IX
LE RIVELAZIONI DI ELIO CIOLINI
1- L'INTERVISTA A "PANORAMA"
Il 20.9.1982 il settimanale "Panorama" pubblicava una intervista di tale Elio CIOLINI, sedicente agente segreto, il quale dichiarava di avere rivelato ai magistrati di Bologna i nomi degli autori della strage del 2 agosto 1980 facenti parte di una organizzazione con a capo Stefano DELLE CHIAIE e Licio GELLI al servizio, quest'ultimo, di una loggia segreta operante in Montecarlo alla quale aderivano esponenti di primo piano del mondo politico e finanziario italiano.
Si apprendeva dallo stesso settimanale che le clamorose rivelazioni del CIOLINI venivano successivamente dallo stesso ritrattate e poi di nuovo riconfermate relativamente al ruolo del DELLE CHIAIE, all’esistenza della loggia segreta e ai vari rapporti con uomini della massoneria.
A seguito di tali notizie, su richiesta del Procuratore Generale che aveva trasmesso il servizio giornalistico in questione, erano richieste alla competente autorità giudiziaria di Bologna informazioni sui fatti pubblicati e copie degli atti assunti.
I magistrati inquirenti di Bologna trasmettevano un voluminoso incarto comprensivo di documenti, deposizioni ed interrogatori del CIOLINI e di altre persone dallo stesso chiamate in causa.
2 - LA DEPOSIZIONE DEL 16 MARZO 1982
Tra gli atti trasmessi dai giudici di Bologna assumeva particolare interesse per i riferimenti ai fatti del 12.12.1969, la deposizione resa dal CIOLINI al giudice istruttore di Bologna il 16 marzo 1982.
In essa il CIOLINI, dopo aver premesso di avere incontrato nel corso del 1980 sia il GELLI che il DELLE CHIAIE all'Hotel Sheraton di Buenos Ajres precisava che, tramite l’interessamento dello stesso DELLE CHIAIE, era riuscito ad inserirsi in un apparato dell'esercito boliviano preposto alla censura sulla stampa nell'interesse del regime.
Ottenuta, per tale sua attività, anche la fiducia di DELLE CHIAIE e ricevuto da questi l'incarico di mettere ordine nel carteggio personale del capo di Avanguardia Nazionale, era venuto a conoscenza di vari fatti commessi dall’estremista di destra.
In relazione a quelli per cui procede questo ufficio dichiarava quanto segue:
a) -""il mancato attentato in Piazza della Scala a Milano era stato programmato per le ore 16,37 del 12.12.1969 ma non si era verificato per motivi tecnici. Per lo stesso giorno era stata predisposta un'altra esplosione a Roma in Via Veneto, angolo Via S.Basilio, per le ore 16,55 e a Piazza Venezia innanzi al Monumento al Milite Ignoto per le ore 17,30.
Dei due ultimi attentati DELLE CHIAIE aveva indicato l'esecutore in Mario MERLINO.
"b) - Quanto all'uccisione di Armando CALZOLARI in relazione alla strage di Piazza Fontana, DELLE CHIAIE mi disse di avere dato l'ordine di sopprimerlo perchè si trattava di un teste che aveva visto la persona che aveva collocato l'ordigno nella banca.
Circa poi gli altri particolari sulla strage di Piazza Fontana, non sono in grado di fornirne perchè non ho un ricordo preciso di appunti che possa aver consultato in proposito"".
3 - LA ROGATORIA ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA ELVETICA
Il 18.11.1982, essendo risultato che il CIOLINI_risiedeva a Losanna, veniva inoltrata all'autorità Svizzera commissione rogatoria al fine di acquisire, tramite l'audizione del teste, ulteriori precisazioni in ordine a quanto dallo stesso riferito ai magistrati di Bologna.
Esaminato dal giudice istruttore del Cantone di Vaud il 10.1.1983, il CIOLINI dichiarava:
- di avere conosciuto DELLE CHIAIE a Buenos Ajres nel 1979-1980 all'Hotel Sheraton;
- di avere, su proposta di DELLE CHIAIE lavorato al Ministero degli Interni in Bolivia nell'ufficio di repressione psicologica di La Paz dal gennaio all’aprile 1981, epoca in cui lasciava la Bolivia, senza più incontrare il DELLE CHIAIE.
Confermava poi l'omicidio del CALZOLARI da Parte del DELLE CHIAIE o di suoi uomini ed il movente dello stesso. Concludeva dicendo che il DELLE CHIAIE gli aveva parlato anche dell'Aginter Press e del suo direttore Guerin SERAC e che entrambi erano estranei agli attentati del 12 dicembre.
4 - IL VALORE DELLE DICHIARAZIONI DI ELIO CIOLINI
Le vicende giudiziarie che hanno accompagnato le rivelazioni e, in particolare, i comportamenti non facilmente spiegabili del Ciolini che prima ha ammesso, quindi ha ritrattato per poi nuovamente ammettere e, da ultimo modificare adducendo motivi non sempre controllabili, hanno contribuito a minare seriamente l'attendibilità del teste che certamente non è parso animato dal lodevole e disinteressato intento di fare luce su gravissimi fatti di eversione.
L'ampiezza degli argomenti portati a conoscenza dei giudici la varietà delle trame eversive prima denunziate e poi smentite, gli intrecci tra massoneria e poteri acculti, il coinvolgimento in essi di noti uomini politici e di industriali di primo piano,non confortati. da alcun serio elemento di prova, sono tutti elementi che fanno ritenere la condotta del Ciolini come più ispirata a veri e propri compiti di “intossicazione” delle indagini che a finalità connesse all'accertamento della verità.
I fatti riferiti sono poi tali e tanti che non si può escludere un interesse che vada al di là della persona del CIOLINI. Limitando la valutazione a quello che interessa il presente procedimento si può affermare nel merito che non vi può essere dubbio alcuno che assieme a tante cose non vere, il CIOLINI abbia detto anche delle verità.
D’altra parte, le mezze verità erano forse necessarie per dare parvenza di verità a tutte le affermazioni.
Una cosa può essere ritenuta certa, perchè è lo stesso chiamato in causa a riconoscerlo, e cioè che il CIOLINI e il DELLE CHIAIE si conobbero all'Hotel Shaeraton di Buenos Ajres nel 1980 e furono insieme in Bolivia.
Non altrettanto certo può considerarsi il fatto che il DELLE CHIAIE abbia potuto mettere a disposizione del CIOLINI, perché lo riordinasse, il suo archivio e che addirittura notizie così riservate e pericolose perchè concernenti responsabilità in ordine a gravi fatti di sangue, potessero costituire oggetto di appunti da far vedere poi a persone estranee.
Non può escludersi comunque che il DELLE CHIAIE abbia potuto fare confidenze circa sue responsabilità negli attentati del 1969 al CIOLINI. Ma non lo si può affermare con certezza.
Alla luce delle considerazioni svolte si può conclusivamente affermare che nessuna seria ipotesi accusatoria può basarsi sulle sole dichiarazioni di Elio CIOLINI.
(fine del capitolo IX – continua)