TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI CATANZARO
GIUDICE ISTRUTTORE DOTT. EMILIO LEDONNE
CAPITOLO V
LETTERA AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
L'accertata permanenza in Spagna di Stefano DELLE CHIAIE dopo l'emissione a suo carico del mandato di cattura da parte della autorità giudiziaria di Roma, i suoi collegamenti con la polizia spagnola,i contatti dello stesso con rappresentanti di Servizi Segreti italiani finalizzati alla cattura, in quel Paese, di alcuni estremisti di destra facevano fondatamente ritenere che una concreta disponibilità delle autorità spagnole a collaborare con gli organi di giustizia italiana poteva avviare un proficuo lavoro di investigazioni.
A tal fine, questo ufficio, inviava al Ministro pro-tempore nella persona dell'On. Clelio DARIDA la seguente lettera datata 22.5.1982 che integralmente si trascrive:"Procedo in formale contro DELLE CHIAIE Stefano indiziato, allo stato, di vari attentati dinamitardi posti in essere il 1969 e culminati poi con la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre dello stesso anno.
La riapertura delle indagini, motivata dalla necessità di fare piena luce su fatti che sconvolsero il Paese e che segnarono la data di inizio del terrorismo eversivo, ha tratto spunto dalla denunzia di un difensore di parte civile e da alcune precise indicazioni contenute nella sentenza emessa dalla Corte di Assise di Appello di Catanzaro in data 21 marzo 1981.
Dalla istruttoria finora espletata è emerso:
a) - che il Delle Chiaie si rifugiò in Spagna a seguito di mandato di cattura emesso dal G.I. di Roma per falsa testimonianza nel procedimento penale relativo alla strage di Piazza Fontana;
b) - che sarebbe stato il Delle Chiaie secondo precise testimonianze rese a questo G.I., a fare arrestare dalla polizia spagnola, nei primi mesi del 1977, circa venti esponenti di movimenti di estrema destra italiani, tra i quali, ELIODORO POMAR, ELIO MASSAGRANDE, GIANCARLO ROGNONI, MARCO POZZAN e SALVATORE FRANCIA;
c) - che l'operazione che portò all'arresto delle predette persone sarebbe stata concordata tra alcuni rappresentanti di servizi informativi italiani e il Delle Chiaie che, a titolo di compenso, avrebbe ricevuto delle somme di danaro;
d) - che le notizie così come apprese dai testi escussi furono loro riferite da alcuni commissari della polizia spagnola legati a Delle Chiaie da stretti rapporti di collaborazione.
Alla luce di quanto esposto emerge la necessità di approfondire le indagini identificando ed esaminando quei funzionari della polizia spagnola ai quali i testi hanno fatto riferimento e che potrebbero essere a conoscenza di circostanze utili a chiarire il ruolo del Delle Chiaie nella vicenda giudiziaria per cui si procede nonchè eventuali compromissioni delittuose di organi dello Stato.
Le mutate condizioni politiche della Spagna inducono a ritenere che quel Paese possa favorevolmente accogliere una richiesta di collaborazione con l'autorità giudiziaria italiana.
“Per tali motivi prego l'E.V. di voler avviare i necessari contatti diplomatici per accertare la eventuale concreta disponibilità nel senso prima indicato, delle competenti autorità spagnole anche al fine di consentire a questo ufficio le proprie valutazioni circa l'assunzione di prove per rogatoria o con la diretta assistenza di questo giudice, secondo quanto previsto dall'art.5 della Convenzione di assistenza giudiziaria penale e di estradizione sottoscritta a Madrid il 22 maggio 1973"
Le eventuali iniziative intraprese dal Ministero non sono state portate a conoscenza di questo ufficio. La "pista" spagnola mai efficacemente esplorata per mancanza di verifiche preliminari sui fatti riferiti o comunque portati a conoscenza degli inquirenti non poteva essere più validamente seguita.