VERBALE DI INTERROGATORIO DELL’IMPUTATO PAN RUGGERO
(Art. 365, 366 e 367 Cod. proc. pen.)
L’anno 1971 addì 13 del mese di dicembre
In Treviso Carceri
Avanti al G.I. dr. G. STIZ
E’ comparso l’imputato sotto indicato il quale viene invitato a dichiarare le proprie generalità, ammonendolo – a norma dell’art. 366 p.p. C.P.P. – delle conseguenze cui si espone chi si rifiuta di darle o le dà false.
L’imputato risponde: Sono e mi chiamo PAN RUGGERO, nato a Rossano Veneto (VI) il 19/1/1948, ivi residente, viale Monte Grappa n.1, attualmente in servizio militare presso la Scuola A.U.C. di Fanteria di Ascoli Piceno, celibe, studente universitario, incensurato, nullatenente.
E’ mio difensore di fiducia l’Avv.to Sandro BALDUZZI di Treviso – con studio in via Barberia, 6 – Treviso – che assiste all’interrogatorio.
Intendo rispondere.
A.D.R.: Prendo atto di quanto dichiarato da Ventura Giovanni alla S.V. l'11/12/71. Non è assolutamente vero che io ottenni da Ventura Angelo un piccolo deposito di libri da vendere per guadagnarmi qualcosa.
E' stato Ventura Giovanni nella prima visita fattami ad Ascoli Piceno col suo avvocato che mi consigliò di dire che io avevo ricevuto una cassa di non precisate dimensioni e materia contenente Libri d'arte e principalmente litografie e libri di De Pisis per farne successivo commercio. Aggiunse che il Comacchio era venuto a ritirare questi libri perchè a me non interessavano più ma invece interessavano al Comacchio stesso. Anche il Freda nella sua visita disse le stesse cose dette dai Ventura: parlò cioè di litografie, xilografie e del De Pisis.
A.D.R.: Ricordo inoltre che l'avvocato che accompagnava Ventura mi intimorì col discorso: "guarda che se non dici così andrai in galera!". Aggiungo che dopo il viaggio di ritorno da Ascoli Piceno il Freda mi fissò un altro appuntamento pel giorno dopo a Padova alla stazione autocorriere dove avrebbe dovuto assicurarsi che la versione concertata col mio avvocato (col quale avrei dovuto incontrarmi l'indomani) fosse la stessa di quella suggerita da lui.
Io non andai all'appuntamento su consiglio del mio avvocato. Il Ventura la seconda volta che venne ad Ascoli mi rimproverò di non essere andato all'appuntamento col Freda. Fu in quelloa occasione che ancora su consiglio del mio avvocato dichiarai che il medesimo aveva rinunciato all'incarico. Mi consigliò di rivolgermi all'avv. Vassallo di Padova via Zabarella a loro spese che lui stesso avrebbe avvicinato per stabilire la linea di difesa.
L.C.S. RUGGERO PAN