VERBALE DI INTERROGATORIO DELL’IMPUTATO PAN RUGGERO
(Art. 365, 366 e 367 Cod. proc. pen.)
L’anno 1972 addì 20 del mese di ottobre
In Milano Tribunale Ufficio Istruzione
Avanti al G.I. dr. Gerardo D'Ambrosio con la presenza del P.M. dr. E. Alessandrini
E’ comparso PAN Ruggero il quale, ammonito sulle conseguenze cui si espone l'imputato che rifiuta di dare o dà false indicazioni sulla propria identità personale (art.651, 495 C.P.) ed avvertito che ai sensi dell'art. 78 C.P.P. ha la facoltà di non rispondere alle domande che saranno rivolte sui fatti per cui è processo, ma che in ogni caso l'istruttoria proseguirà, risponde:
Sono e mi chiamo PAN RUGGERO, nato a Rossano Veneto (VI) il 18.1.1948 residente in Rossano Veneto in Via Monte Grappa, 1
Invitato quindi a nominare un difensore di fiducia e ad eleggere domicilio per le notificazioni risponde: Confermo la nomina dell'avv. Sandro Balduzzi, via Barberia 6 del Foro di Treviso -
Interrogato sui fatti di cui al mandato di accompagnamento del 17 ottobre 1972
Si dà atto che si procede all'interrogatorio dell'imputato con l'uso del magnetofono.
G.I. - Lei ha scritto al Giudice Stiz un lungo memoriale che è questo. Lei ha la facoltà di non rispondere alle domande. Vuole rispondere?
PAN - Rispondo.
G.I. - Questa è la versione dei fatti che corrisponde a verità. Questo memoriale. Ecco il suo avvocato. Come si chiama?
Difesa - Michele Pizzo.
G.I. - Quindi lei le armi le ricevette verso la fine del 1968, dice.
PAN - Sì. A questo proposito nel mandato di cattura contro Freda e Ventura avevo notato che il Giudice Stiz si era attenuto invece a quanto aveva affermato il dott. Cera (G.I. di Padova, nota g.m.). Io avevo inviato da Genova, dove ero militare, una lettera al mio avvocato, il quale l'ha presentata al dott. Stiz. Ho voluto fare notare questa differenza che appunto risultava.
G.I. - Perchè lei aveva infatti dichiarato al dott. Cera che le armi.....
PAN - Le avevo ricevute in data. Questo perchè, appunto...
G.I. - Quindi lei aveva modo di vedere il contenuto.
PAN - Io avevo modo...
G.I. - Angelo Ventura venne con Comacchio e la fidanzata a ritirare queste armi. Secondo quanto lei ha affermato, aveva con sè una borsa molto capace e cercò di rimettere tutte le armi....
PAN - Non tutte. Cercò di usare anche una valigia che possedeva mia nonna, che era troppo leggera.
G.I. - Queste armi furono tolte, appoggiate sul letto, poi si fece il tentativo di metterle nel sacco. Non ci entravano. Poi, fu presa la valigia di sua nonna. Era troppo leggera. Quindi furono rimesse alla rinfusa nella cassa.
PAN - Non esattamente così, cioè non furono tutte tirate fuori. Cioè una parte si tentò di travasarla. Quando si vide che la valigia non poteva tenere, rimisero dentro quelle pure involte che erano state prese prima per metterle nella valigia e se ne partì con la cassa che era stata situata sul sedile posteriore della macchina di Comacchio.
G.I. - Quando uscì fuori di casa a salutare Angelo Ventura (il fratello di Giovanni Ventura, imputato principale, si avvicinò al conducente, che era poi Comacchio, e disse: "Stai attento che è roba pericolosa". Siccome le armi non sono pericolose da trasportare, ma pericolosi da trasportare sono solamente gli esplosivi, voglio sapere da lei, se ebbe modo di vedere questi esplosivi.
PAN - No. Su questo punto, guardi, devo insistere, in tutta sincerità, che a me non fu mai parlato di esplosivi. Che io venni a sapere degli esplosivi nel mandato di cattura che mi fu mostrato ad Ascoli. Intendevo "pericolosi" da un punto di vista della Giustizia. Non che potessero esplodere o cose del genere.
G.I. - Quindi lei l'esplosivo non l'ha visto?
PAN - Assolutamente no. Neppure conoscevo la presenza di questo esplosivo. Questo io posso dire in tutte coscienza per quel che riguarda appunto l'esplosivo.
G.I. - Per quale ragione lei al dott. Cera ha dichiarato che le armi le ha avute dopo gli attentati?
PAN - Lei deve sapere che io in un primo momento, se pure avendo ammesso la mia colpa e tutte queste cose, preferivo, per un difficile timore, come avevo spiegato al dott. Stiz, di non intervenire in questa faccenda che travalicava i limiti delle mie responsabilità. E quindi avevo la malaugurata idea di cercare di ridurre la faccenda dentro i termini stretti delle lie responsabilità.
G.I. - Senta PAN, è inutile che ci prendiamo in giro! Lei poteva avere una sola ragione di dire che le armi erano arrivate a casa dopo gli attentati. E cioè perchè sapeva che c'era l'esplosivo. Negli attentati non è stato usato il mitra o la pistola con silenziatore. E' stato usato l'esplosivo. Questo esplosivo. Comacchio lo ha visto. Lei non lo ha visto. Questa faccenda mi sembra molto strana!
E' possibile che lei abbia tenuto questa cassa in casa per questo tempo e non abbia mai guardato che cosa c'era dentro, mentre Comacchio subito si incuriosisce e va a vedere. Lei non guarda cosa c'è dentro. Questo si poteva credere fino a poco tempo fa, ma guardi che ora io ci credo poco. Io voglio sapere con precisione. Siccome io mi sono chiesto più volte per quale ragione lei avesse fatto una dichiarazione del genere. L'unica ragione era quella, poichè lei conosceva che c'era l'esplosivo nella cassa, altrimenti che ragione aveva di dire: "Mi sono state consegnate dopo gli attentati". Perchè? Gli attentati sono stati forse fatti a colpi di mitra e pistola con il silenziatore? Sono stati fatti con la dinamite!
PAN - Signor Giudice, parliamoci chiaro. Quello che le sto dicendo qui, adesso è l'assoluta verità, cioè il fatto che, non mi sono state consegnate dopo gli attentati. Ha capito!
G.I. - Sì, ma lei dopo lo ha detto. Io voglio sapere dell'esplosivo! Lo ha visto questo esplosivo?
PAN - Non l'ho visto.
G.I. - Come, non l'ha visto?
PAN - Come poteva essere questo esplosivo? Non so.
G.I. - Lei ha fatto il servizio militare. Ha fatto l'ufficiale, se non sbaglio.
PAN - Ho fatto il corso ufficiali ma non l'ho finito.
G.I. - Quindi questo esplosivo lei non sa neanche come è fatto?
PAN - Immagino che possa essere polvere.
G.I. - E candelotti non ne ha mai visti? Questo qua l'ha mai visto?
PAN - No, mai visto. Vede sig. Giudice, è una cosa molto triste non essere creduto. Se io l'avessi visto, direi "l'ho visto". Non mi costa niente di dire "L'ho visto".
G.I. - Ci sono questi due elementi: 1) - Lei al Giudice Cera dice subito "Le armi mi sono state consegnate dopo gli attentati. Poi nel memoriale dice "Io avvertii l'autista che era pericoloso". Perchè proprio l'autista e non Ventura? Ventura non aveva preso secondo lei le precauzioni per non incappare in un posto di blocco della Polizia? Era lui l'interessato! Se lei si rivolge al conducente è perchè vede in un determinato modo....
PAN - Se ho ben capito la domanda, lei dice che io ho ricevuto le armi nella data che ho detto al giudice Stiz, tuttavia conoscevo già fin da allora che vi fosse l'esplosivo, altrimenti non avrei detto "pericoloso" all'autista.
G.I. - Sprattutto non avrebbe detto a Cera che l'aveva ricevuto dopo.
PAN - L'autista, mi era stato detto che era un dipendente della libreria di Ventura. Ad un certo momento avevo detto "Stai attento che questo trasporto non è legale!"
G.I. - Lei non dice "...non è legale", non "è pericoloso". E' diverso. Se lei avesse messo la cassa vicina alla fonte di calore, sapendo che c'erano le armi, saltava tutto per aria.
PAN - Ma è stata vicina alla fonte di calore.
G.I. - E non è saltata per aria?
PAN - No.
G.I. - Allora non c'era l'esplosivo.
PAN - Io non lo so.
G.I. - Comacchio è entrato in casa sua?
PAN - No.
G.I. - Quindi eravate lei ed Angelo Ventura.
PAN - Angelo Ventura.
G.I. - Questa era in sacchetti di cellophan. Ha visto i sacchetti cellophan?
PAN - Dentro i sacchetti di cellophan cosa c'era? Questa?
G.I. - Sì.
PAN - Guardi che erano tutte le varie armi. Erano avvolte in stracci o in carta del tipo da imballaggio, quella carta un po' scura. Se io le avessi viste, per esempio, in una carta di imballaggio, direi....Sarei senz'altro disposto ad assumermi la mia responsabilità anche di questo particolare. Io ho fatto male a non parlare subito, chiaramente. Capisco...insomma avevo anche dei timori. Ero stato anche minacciato. E in più non sapevo. Parlando in carcere con il Comacchio ho avuto la possibilità di rendermi conto veramente di vedere la faccenda. Che effettivamente c'era una responsabilità di questa gente per gli attentati.
G.I. - Perchè? Comacchio cosa le disse?
PAN - Che alcuni giorni prima Angelo Ventura gli aveva fatto sapere che alcuni giorni dopo sarebbe successo qualcosa. Ea lui stesso Angelo Ventura, non so, se il giorno stesso o il giorno successivo come venne a casa mia la sera stessa degli attentati nel tentativo di tranquillizzarmi, di mettere le cose così, nella paura che Giovanni, suo fratello, mi avesse detto qualcosa di più consistente e magari potessi andare a denunciarlo, o qualcosa del genere.
Lei non può leggermi nell'animo, nel cuore. Cioè, vede, lei giustamente cerca la verità, anche perchè io....Ma le assicuro....in fede...
G.I. - Lei quando ha visto l'ultima volta, prima degli attentati, Freda.
PAN - Credo che sia stato verso la primavera del '69, in Padova.
G.I. - E poi non l'ha visto più?
PAN - Non l'ho visto più fino a dopo gli attentati.
G.I. - Durante il periodo in cui lei ha tenuto questa cassa in casa sua o di sua nonna, è mai venuto Ventura Angelo o qualcun altro a chiedere di prendere qualcosa dalla cassa?
PAN - Assolutamente no. Guardi, sig. Giudice, prima ancora che da un punto di vista giudiziario, da un punto di vista morale, se io sapessi delle cose che potessero in qualche modo essere utili alla Giustizia, cioè se sapessi più di quello che ho detto al giudice Stiz, sarei contento. Se Angelo Ventura o il Giovanni, o chiunque altro, fosse venuto a prendere qualcosa prima degli attentati, o in qualunque momento, io lo direi. Se fosse venuto qualcuno l'avrei detto, perchè non sarebbe stato un particolare trascurabile.
G.I. - Quella borsa che lei consegnò, era con scomparti o senza scomparti?
PAN - Era senza scomparti. Io ne avevo mostrato una al Giudice Stiz, molto simile. ERra più o meno di questa grandezza...poco più. Era nera in finta pelle che andava da qua fin qua. La cerniera era rotta sul fondo ed era stata cucita con filo normale; era foderata all'interno con un tipo di stoffa di tipo scozzese, rosso quadrettini, mi sembra, e la pelle era piuttosto morbida con un tipo di disegno a puntini e lineette. E il Giudice Stiz mi mostrò i reperti del.....
G.I. - Ha mai visto questa?
PAN - Mai vista. E' inutile.
G.I. - E' inutile, che cosa?
PAN - Era dentro la cassa questa? Mai vista neppure da militare.
G.I. - Perchè ha pensato al periodo sotto le armi?
PAN - Perchè lei, prima, mi ha detto: "E' stato sotto le armi". Vorrei dirle una cosa ancora riguardo....io sono stato ad Ascoli Piceno allievo ufficiale, dal 4 luglio dell'anno scorso al 5 dicembre, giorno in cui sono stato arrestato. E tempo fa hanno arrestato un tale Nardi che abitava ad Ascoli Piceno...
G.I. - Lei lo conosceva?
PAN - Assolutamente no. Volevo dirle...siccome alcuni giornali avevano fatto questa ipotesi...
G.I. - Va bene, PAN. Aspetti un momentino fuori.
(Fine dell'interrogatorio di PAN Ruggero del 20 ottobre 1972)