CAPITOLO VII ISTRUTTORIA DEL GIUDICE EMILIO ALESSANDRINI DEL TRIBUNALE DI MILANO

 

I “rapporti segreti” di VENTURA

 

 

1. La cassetta di sicurezza di Montebelluna

2. I documenti

3. I rapporti del 4 e 16 maggio 1969

 

 

 

1) La cassetta di sicurezza di Montebelluna

 

Nel dicembre 1971 su segnalazione confidenziale ricevuta da un ufficiale di polizia giudiziaria che collaborava alle indagini, veniva disposta una perquisizione in una cassetta di sicurezza intestata alla madre di VENTURA, GREGGIO Maria, posta presso la Cassa di Risparmio di Montebelluna.

In essa venivano rinvenuti una serie di documenti, dei quali i più particolarmente interessanti apparivano alcune schede sulle “bande autonome neofasciste” ed altre schede, con apposizione di scritte, numerazioni e stampigliature tali da apparire provenienti da un servizio informativo e riguardanti argomenti vari di politica interna ed internazionale, con ripetuti riferimenti alle organizzazioni dei Servizi Segreti americani, russi, francesi, tedeschi e rumeni ed alla loro attività.

 

2) I documenti

 

Val la pena di ricordare che di questo genere di documenti, già prima del loro rinvenimento, avevano parlato, per averli veduti nelle mani del VENTURA, sia SARTORI Alberto, sia lo stesso LORENZON, il quale negli appunti consegnati il 18.12.1969 all’avvocato STECCANELLA aveva fatto menzione di un documento, datato 6.5.1969 che VENTURA gli aveva mostrato nel luglio. Ed effettivamente, tra gli altri, vi era proprio quello descritto dal LORENZON con sufficiente precisione e che qui si riporta integralmente (allegati Vol. 1).

 

3) I rapporti del 4 e 16 maggio 1969

 

“KSD/VI M”

n.0281

4.V.1969

 

Oggetto:

Gruppi di pressione italiani o stranieri provocherebbero la fine del centrosinistra in Italia, a favore di una formula centrista.

 

“Ambienti politici ed economici italiani, appoggiati anche da ambienti stranieri (tra cui sicuramente americani) hanno deciso la sostituzione del centrosinistra in Italia con una formula sostanzialmente centrista.

In precedenza, alcuni ambienti del regime- gli stessi sopraindicati o altri? – avrebbero proposto al partito comunista una formula di governo DC/PCI con l’intento di creare una situazione politica stabile, ottenendo tuttavia un rifiuto da parte dei comunisti.

L’operazione “ritorno al centrismo” verrebbe effettuata attraverso i passi seguenti:

1) frattura del PSI, con uscita della corrente socialdemocratica (Tanassi) dal partito;

2) successo della corrente di Flaminio Piccoli al congresso della DC;

3) creazione di una opinione pubblica favorevole al ritorno al centrismo (mutamenti al vertice della RAI/TV, acquisto di organi di stampa da parte del gruppo economico Monti);

4) eventuale ondata di attentati terroristici per convincere l’opinione pubblica della pericolosità di mantenere l’apertura a sinistra (gruppi industriali del Nord Italia finanzierebbero gruppetti isolati di neofascisti per fare esplodere alcune bombe);

5) “lavoro” psicologico sulle FF.AA., che sarebbe condotto personalmente da Saragat e da Pertini.

Non si esclude il ricorso a nuove elezioni politiche generali per poter varare una nuova maggioranza di centro, appoggiata alla DC, ai socialdemocratici, ai repubblicani. Anche il PLI sarebbe sostanzialmente d’accordo.

Quanto alle estreme, il MSI riceverebbe finanziamenti per appoggiare la soluzione (del resto la sua opposizione al centro-sinistra non è di oggi), mentre il PCI sarebbe già d’accordo e si limiterebbe a proteste verbali e volutamente inefficaci”.

 

Sull’argomento si torna anche con quest’altra scheda:

“KSD/VI M”

n.0282

16.V.1969

“oggetto:

“Gruppi di pressione italiani e stranieri provocherebbero la fine del centrosinistra in Italia, a favore di una formula centrista. Gli organizzatori di eventuali attentati terroristici per favorire la manovra (2)”

“(cfr.rapporto n.0281)

“(rif.rapporto n.0281)

“In base a nuovi elementi di giudizio raccolti nella zona operativa “c”, T (VI) ritiene che ambienti industriali del Nord Italia disposti a finanziare attentati siano costituiti principalmente dal “gruppo Monti”.

“Z è d’accordo sulle conclusioni cui è pervenuto T (VI)”.

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