CAPITOLO VIII ISTRUTTORIA DEL GIUDICE EMILIO ALESSANDRINI DEL TRIBUNALE DI MILANO
I PRIMI RISCONTRI
1. Alle dichiarazioni di LORENZON
2. Alle dichiarazioni di COMACCHIO
3. Alle dichiarazioni di PAN
1) Alle dichiarazioni di LORENZON
A questo punto è agevole rendersi conto come le dichiarazioni inziali di LORENZON, che già avevano avuto una prima verifica con il rinvenimento delle armi di Castelfranco Veneto, in questa fase dell’istruttoria abbiano avuto ulteriori e precisi riscontri quali:
a) l’accertato possesso, da parte di VENTURA, di rapporti informativi già in precedenza dal LORENZON descritti nel contenuto e nella data;
b) l’acquisto di timers, da parte di FREDA, intorno al 20 settembre 1969 (si ricordi che LORENZON aveva parlato di un “aggeggio per lavatrici” mostratogli da VENTURA nei primi giorni dell’ottobre 1969 predisposto come temporizzatore per una bomba);
c) il sequestro di buste, spedite ad ufficiali dell’Esercito e comandi militari nel 1966, contenenti un invito all’eversione, i cui indirizzi erano stati vergati a mano da FREDA e VENTURA;
d) il sequestro di un piano di ristrutturazione agricolo e di assetto politico redatto dal conte Pietro LOREDAN, il cui contenuto era stato già esposto da LORENZON nel contesto della descrizione dei rapporti di VENTURA con quel personaggio.
2) Alle dichiarazioni di COMACCHIO
Nel contempo, anche le dichiarazioni accusatorie di comacchio, venivano obbiettivamente confermate sia in relazione alla circostanza della consegna del timer da parte di VENTURA ai primi dell’ottobre 1969 perché ne studiasse la possibilità di adoperarlo come temporizzatore IN ORDIGNI ESPLOSIVI SIA PER QUEL CHE CONCERNE IL PASSAPORTO, INTESTATO AL DR. Angelo MAJONI di Milano, recante la fotografia di FREDA e datogli in custodia da Angelo VENTURA: I Magistrati inquirenti avevano, infatti, accertato che il 20 giugno 1969, era stato appunto sottratto il passaporto ad un certo MAJONI dr. Andrea di Milano.
3) Alle dichiarazioni di PAN
Il contenuto della telefonata FREDA-POZZAN – di cui si è riportata la trascrizione e dal quale si evincono i particolari rapporti di intimità tra i due, nonché la disponibilità di POZZAN ad ospitare in casa sua le riunioni organizzate da FREDA, e, comunque, la sua abituale partecipazione all’attività di quest’ultimo – appare dar credito al racconto di PAN il quale, nel suo memoriale, aveva riferito che tutte le informazioni sull’attività terroristica di FREDA gli erano sempre state date prima da POZZAN e successivamente confermate dallo stesso FREDA.