CAPITOLO IV ISTRUTTORIA DEL GIUDICE EMILIO ALESSANDRINI DEL TRIBUNALE DI MILANO

 

GLI  ATTENTATI

 

 

1. Gli attentati del 12 dicembre 1969: a Milano

2. ..... a Roma

3. Il movente politico degli attentati

4. Le prime indagini di Polizia

 

 

 

1. Gli attentati del 12 dicembre 1969: a Milano

 

Alle ore 16,30 del 12 dicembre 1969 un ordigno esplodeva nel salone centrale della Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana a Milano, uccidendo 16 persone e ferendone 88. (1)

Rimanevano uccisi: ARNOLDI Giovanni, CHINA Giulio, CORSINI Eugenio, DENDENA Pietro, GAIANI Carlo, GARAVAGLIA Carlo, GALATIOTO Calogero, GERLI Paolo, MELONI  Luigi, PAPETTI Gerolamo, PASI Mario, PEREGO Carlo Luigi, SANGALLI Oreste, SCAGLIA Angelo, SILVA  Carlo, VALE’ Attilio.

Rimanevano feriti: AGNELLI Guglielmo, AIELLO Salvatore, e molti altri...

Un secondo ordigno, inesploso, veniva rinvenuto nella sede della Banca Commerciale (COMIT) di piazza della Scala, tra le 16,25 e le 16,30. Si trattava di una cassetta portavalori (una Juwell mod.13/4-A), chiusa a chiave e contenuta in una borsa in skai di colore nero (2).

Gli inquirenti ne decidevano l’immediata distruzione e così, la sera stessa, la cassetta veniva fatta brillare nel cortile interno della Banca Commerciale, senza verificarne il contenuto.

All’interno della borsa venivano rinvenuti anche un dischetto metallico, graduato, a mò del quadrante di un orologio, da 0 a 60, recante al centro la scritta “60m/A”, ed un sacchetto tubolare di plastica “politene”, che venivano repertati.

 

2. ….a Roma

 

Quasi contemporaneamente, nell’arco di un’ora, altri 3 ordigni esplodevano in Roma. (3)

Il primo, alle 16,55, nel sottopassaggio della Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio, dove rimanevano ferite 14 persone: BUSATTA Bartolo, CONTI Luciana, CUNZOLO Nicola, DIOLETTA Ferdinando, ESPOSITO Maria Antonietta, FRANZINI Duilio, GIGLI Giovanni, GIRARDI Isco, LUGNINI Umberto, MARTINI Francesco, MISIANI Lucia, MORICHELLI Elena, TALONE Luisa, e TIBERIA Giovanni.

Gli altri due, rispettivamente alle ore 17,22 e 17,30 all’Altare della Patria (uno alla base del pennone dal lato di via Fori Imperiali e l’altro sulla soglia del Museo Risorgimentale posto alle spalle del monumento), dove rimanevano ferite altre 4 persone: INGENI Antonino, LEPORI Angelo, TRANI Giuseppina, VITELLI  Araldo.

Sui luoghi degli attentati venivano rinvenuti e repertati frammenti metallici e brandelli di pelle provenienti dagli ordigni esplosi.

Si poteva altresì constatare che, nel sottopassaggio della B.N.L., la carica esplosiva era stata collocata su due tubi della conduttura dell’impianto di riscaldamento, ed aveva provocato ingenti danni.

 

3. Il movente politico degli attentati.

 

La quasi simultaneità del collocamento e delle esplosioni degli ordigni, pressoché identici tra di loro (4) e la natura degli obbiettivi prescelti, di cui non era difficile, in una prospettiva di terrorismo dinamitardo, cogliere l’omogeneità – le banche quale espressione della società capitalista; l’Altare della Patria quale simbolo delle forze che quella società sosterrebbero – non lasciavano dubbi sulla riferibilità degli attentati ad uno stesso gruppo e sul loro movente politico.

Quelli del 12 dicembre, peraltro, non erano che gli ultimi, in ordine di tempo, di numerosi altri attentati dinamitardi (circa 30), commessi nel corso di tutto l’anno 1969, soprattutto nelle città di Torino, Roma, Milano e Padova.

In precedenza, quelli che maggiormente avevano scosso ed allarmato la pubblica opinione erano stati i due effettuati il 25 aprile a Milano (presso lo Stand della Fiat nella Fiera Campionaria, ed all’ufficio Cambi della Stazione Centrale) (5) ed i 10 eseguiti nella notte tra l’8 ed il 9 agosto sui convogli ferroviari.

Anche in queste due serie di attentati potevano riscontrarsi quelle caratteristiche di identità degli ordigni, contemporaneità nell’esecuzione ed omogeneità degli obbiettivi, già rilevate in quelli del 12 dicembre.

E’ opportuno ricordare che gli attentati del 25 aprile erano stati dagli inquirenti attribuiti ad un gruppo di anarchici (5), come pure per quelli sui treni dell’agosto erano stati sospettati elementi di estrazione anarchica. (6)

4. Le prime indagini di polizia.

 

Probabilmente, per questo motivo, Le indagini di polizia giudiziaria (che, per la gravità del caso, venivano direttamente coordinate dagli uffici centrali del Ministero degli Interni), mentre la sera stessa dei fatti si erano indirizzate nei confronti degli estremisti di qualsiasi fazione politica, (7) già il giorno 13 dicembre tornavano ad appuntarsi, come risulta dal telex indirizzato alle polizie di tutta Europa (8), con maggiore attenzione nei confronti di appartenenti a circoli anarchici.

 

Note del Primo capitolo.

 

(1) Testo del telegramma inviato dal Prefetto di Milano al Presidente del Consiglio il giorno 12.12.1969 v.vol.Min.Int.Fol.96): “Ore 16,40 odierne nella sede di Milano della Banca Nazionale dell’Agricoltura sita Piazza Fontana n.4 si est verificata potente deflagrazione con gravissime conseguenze. Precisasi che pur essendo sin da ore 16 chiusi sportelli detto istituto credito, numerosi clienti in maggior parte agricoltori trattenevansi ancora salone centrale come avviene di consueto ogni venerdì, giornata di mercato. Costoro erano attorno at grande tavolo ottagonale sito salone stesso sotto il quale ignoto aveva deposto ordigno alto potenziale la cui esplosione habet disseminato morti et feriti. Sino at ore 20 registronsi: n.8 persone decedute sul colpo, n.5 trasportate in grave stato ospedali cittadini et ivi successivamente spirate, n.78 persone rimaste ricoverate ospedali con ferite di varie entità tra cui alcune in gravi condizioni. Sul posto sono accorsi oltre at Questore trovatosi at passare quei pressi at ora indicata, funzionari et Ufficiali Sicurezza, Ufficiali Arma Carabinieri, massime autorità tra cui Cardinale Arcivescovo, Scrivente, Procuratore Capo Repubblica, Sindaco et esponenti locali. Da primi accertamenti compiuti et rilievi tecnici eseguiti dalla Polizia risulta che esplosivo in quantità presumibile 10 chilogrammi sarebbe stato contenuto in recipiente alluminio spessore almeno millimetri uno et mezzo, con miccia at lenta combustione durata non oltre quindici minuti. Ipotesi attendibile che deve formularsi indirizza indagini verso gruppi anarcoidi aut comunque frangie estremiste. Est già iniziata previe intese Autorità Giudiziaria vigorosa azione rivolta at identificazione et arresto responsabili. Nulla sarà trascurato in tal senso da Polizia et Arma Carabinieri, che agiscono stretta collaborazione per fare luce su grave episodio. PREFETTO MAZZA”

 

(2) Testo del telegramma in merito inviato dal Prefetto di Milano al Presidente del Consiglio dei Ministri il giorno 12.12.1969 (vedi vol.Min.Int.foll.97): “Seguito pari numero odierno informasi che questo pomeriggio ore 17,30 personale direttivo Banca Commerciale italiana sede centrale Piazza Scala segnalava rinvenimento di borsa sospetta abbandonata presso ascensore ingresso centrale istituto medesimo. Inviati sul posto funzionari Sicurezza con artificiere accerta vasi che borsa conteneva pesante cassetta metallica ermeticamente chiusa la cui apertura non sarebbe stata possibile senza appropriata chiave. Nel dubbio che potesse evidenziarsi altro attentato dispone vasi previe rigorose cautele del caso isolamento cassetta et brillamento in giardino interno sede banca. Accertavasi in tal modo che cassetta segnalata conteneva esplosivo alto potenziale stimabile peso Kg.6. Sono in corso ulteriori rilievi tecnici intesi stabilire qualità esplosivo et meccanismo ordigno. Riservomi. Prefetto MAZZA”.

 

(3) Testo dell’appunto inviato dal Comandante dei Vigili del Fuoco di Roma al Capo della Polizia il 12.12.1969: “Si comunica che in data odierna, alle ore 16,58 circa, personale di questo Comando è intervenuto in via S.Basilio, angolo via Bissolati, per esplosione verificatasi in un locale cantinato del fabbricato sede della Banca Nazionale del Lavoro. Dalle indagini espletate è risultato che l’esplosione è stata provocata da una carica di tritolo o di dinamite, della consistenza di circa 800 grammi, apposta tra un muro in calcestruzzo ed un fascio di tubazioni dell’impianto di riscaldamento. Con mezzi di questo Comando sono stati trasportati presso il Policlinico n.8 feriti, mentre altri 5 sono stati trasportati presso lo stesso nosocomio con mezzi della banca o di passaggio. Tutti i feriti di cui sopra sono dipendenti della banca, due di essi sono stati giudicati guaribili in giorni 40 s.c. mentre gli altri hanno riportato ferite di minore entità. Alle ore 17,10 presso l’Altare della Patria si sono verificate altre due esplosioni, che, dalle indagini espletate si ritiene siano dovute a due cariche di tritolo della consistenza di circa 500 grammi cadauna. Una delle cariche è esplosa sul terrazzo in prossimità di un pennone di bandiera e la seconda nell’interspazio fra la parete dell’Altare della Patria e quella della Chiesa dell’Ara Coeli. Per queste altre esplosioni si sono avuti danni limitati e nessun ferito”.

 

(4) Come appariva evidente dall’esame esterno dell’ordigno rinvenuto inesploso alla COMIT e dal primo sommario esame dei reperti rinvenuti sui luoghi delle esplosioni, le cariche esplosive, con i congegni di accensione e ritardo, erano inserite in cassette metalliche portavalori marca “Juwell”, a loro volta riposte in borse tipo ufficio.

 

(5) Le indagini di polizia per gli attentati del 25 aprile, portavano all’incriminazione, per questi ed altri attentati avvenuti nel corso del 1968 e fino a quel momento in Milano ed altre città, di: CORRADINI Giovanni, VINCILEONI Eliane, BRASCHI Paolo, DELLA SAVIA Angelo Pietro, FACCIOLI Paolo, PULSINELLI Tito, NORSCIA Giuseppe e MAZZANTI Clara. In relazione a questi fatti furono pure incriminati per falsa testimonianza FELTRINELLI Giancarlo e MELEGA Sibilla. Mentre CORRADINI e VINCILEONI furono prosciolti in istruttoria, nel giudizio di primo grado (svoltosi a Milano nell’aprile-maggio 1971) DELLA SAVIA e FACCIOLI, pur condannati per altri attentati, furono assolti per non aver commesso il fatto in ordine agli attentati del 25 aprile; FELTRINELLI e MELEGA furono pure assolti perché il fatto non sussiste.

 

(6) Dall’esame del suo libretto ferroviario, la Polizia di Milano aveva rilevato che il ferroviere anarchico PINELLI Giuseppe, la sera dell’8 agosto 1969 aveva effettuato viaggio in treno con partenza da Milano per Roma, trovandosi quindi alla Stazione Centrale di Milano in concomitanza con il collocamento dei due ordigni posti sui convogli ferroviari.

 

(7) Testo del fonogramma inviato dal Capo della Polizia al Questore di Milano alle ore 22 del giorno 12.12.1969, prodotto dal Tenente Colonnello Guido PETRINI, COMANDANTE DEL Gruppo di Milano della Legione Carabinieri: “In relazione at dispaccio telegrafico precedente in ordine fatti di Roma et Milano, si precisa che durante la notte et inizio giornata domani debbono essere eseguiti in azione concordata con Carabinieri et previa intesa con A.G. perquisizioni nelle abitazioni degli elementi noti come estremisti et capaci compiere atti dinamitardi procedendo rigorosamente secondo emergenze. Va colta l’occasione per ricercare oltre che materiale esplosivo et armi anche materiale documentario avente attinenza con attività sovversiva et clandestina. In base elementi di sospetto, le perquisizioni potranno essere estese at sedi gruppi et movimenti politici estremisti. Sono da escludere interventi verso sedi di partiti che hanno rappresentanza in Parlamento. CAPO POLIZIA VICARI”.

 

(8) Testo del telegramma inviato dal Ministero dell’Interno Italiano il 13 dicembre 1969 alle altre Polizie Europee: “Hier, entre 16 h 30 et 17 heures, deus grosses explosives ont été faites eclater, respectivement a Milan dans le hall de la Banque Nationale de l’Agriculture et a Rome dans la cave de la Banque National edu Travail. L’attentat de Milan a causé 14 morts et 80 blessés dont quelques uns graves. L’engin était presumablement composé d’un container en aluminium de 1,5 millimetres d’epaisseur et contenant 6/8 Kgs d’explosif a haut potentiel. Plus tard une autre bombe non eclatée a été decouverte, toujours a Milan, au siege de la Banque Commerciale. L’eclatement a Roma n’a pas causé de victimes, mais 14 blessés, ici, la charge était inferieure et l’on presume de 800/1.000 grammes. A Rome deux autres charges mineures ont été faites eclarer en meme temps pres du Monument au Soldat Inconnu. En ce moment nous ne possedons aucune indication valide a l’egard des possibles auteurs du massacre, mais nous dirigeons nos premiers soupcons vers le cercles anarchisants. Nous vous prions de bien vouloir nous signaler de toute urgence possible – et nous comptons sur votre amabilité – tous renseignements eventuels dont vous seriez en possession en vue de l’identification des responsables. Nous vous fournirons des que possible des details supplementaires sur les faits ci-dessus » .

Preferenze per i Cookies
Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza sul nostro sito web. Se rifiuti l'uso dei cookie, questo sito web potrebbe non funzionare come previsto.
Accetta Tutti
Declina Tutti
Analytics
Strumenti utilizzato per analizzare i dati e per misurare l'efficacia di un sito web e comprenderne il funzionamento.
Google Analytics
Accetta
Declina
Annunci Pubblicitari
Se accetti, gli annunci sulla pagina verranno adattati alle tue preferenze, anche se non facciamo nessun tipo di pubblicità.
Google Ad
Accetta
Declina
Salva