Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

Un appunto SEGRETO sui colloqui al Quirinale negli anni Sessanta ci porta a fare alcune considerazioni anche sulle giornate politiche che stiamo vivendo in questo scorcio di primavera 2018…

 

 

 

 

 

 

 

 

Un “APPUNTO”, comincia sempre così, rassicurante, sembra una parola innocua poi se si va a guardare si scopre subito che le notizie, indicate come “SEGRETO” sono di quelle belle toste.

 

 

In pratica l’APPUNTO, chiamiamolo anche noi così, si riferisce alle notizie che i giornali (siamo negli anni sessanta) davano ai loro lettori, sul tema scottante, per l’epoca, delle registrazioni dei colloqui durante la crisi di Governo dell’estate 1964.

 

 

Una crisi che ebbe il suo strascico nell’articolo di Scalfari e Jannuzzi sul settimanale “L’Espresso”, che senza mezzi termini accusò di tentativo di colpo di Stato sia il Generale di Corpo d’Armata DE LORENZO, che lo stesso presidente della Repubblica SEGNI.

 

 

Le accuse dei giornalisti colpirono nel segno, anche se “l’APPUNTO” nega che nell’estate del 1964 siano state fatte registrazioni dei colloqui fra membri del governo e il Presidente della Repubblica SEGNI.

 

 

Però nel maggio-giugno dell’anno precedente “elementi del SIFAR”, cioè agenti del servizio segreto militare del tempo “installarono nello studio presidenziale un impianto occulto di registrazione”. Questo impianto, a detta dell’”APPUNTO”, “consentì di incidere su nastri magnetici i colloqui del Presidente in occasione delle consultazioni per la formazione del Governo a seguito delle elezioni politiche del 28 aprile 1963 “.

 

 

Allora era vero. Non saranno stati messi in funzione gli impianti nel 1964 (forse), ma nel 1963 giravano a tutta velocità. E quindi l’APPUNTO non mente.

 

 

Seguono altri particolari che l’APPUNTO ci consegna: le bobine registrate dagli 007 di casa nostra furono consegnate ad un funzionario del Quirinale (il palazzo della Presidenza della Repubblica, che possiamo considerare perciò - (almeno per il passato) - lo dice l’APPUNTO non noi - “sito poco sicuro per la privacy”).

 

 

Ma si sa, erano altri tempi, oggi chi è che ha voglia di registrare? E poi chi? DI MAIO, SALVINI, il povero MARTINA, o anche lo strapazzato – non più onorevole – SILVIO BERLUSCONI? Noi ce li immaginiamo che stiano sudando sette camicie per dare alla repubblica un governo con i cosiddetti, ma…e se qualcuno degli eredi del SIFAR del 1963 avesse rispolverato le vecchie bobine e i registratori, magari un po’ obsoleti?

 

 

Il nostro “APPUNTO” continua rivelando che tutte le bobine originali furono “consegnate” dai nostri 007 nientedimeno che al Generale di Corpo d’Armata DE LORENZO.

 

 

Certo, dice sempre l’APPUNTO, non dobbiamo illuderci che sia finito tutto qui. Gli agenti del SIFAR, con i loro microfoni, fili, bobine, ecc. dopo le “rivelazioni” dell’ESPRESSO avranno dovuto tirare via tutto, colmando di maledizioni il personale politico e giornalistico della nostra repubblica.

 

 

Oggi, siamo sicuri che tutto fili liscio, …..ve lo figurate il Presidente MATTARELLA che si diverte a riascoltare i contenuti espressi dai menagrami usciti vincitori o perdenti dalla tornata elettorale del 4 marzo?

 

 

Ma chi sopravviverebbe all’ascolto “illegale” di bobine di registrazione dei discorsi letali dei politici di oggi?

 

 

Ecco perché, a leggere le carte degli anni Sessanta, ci viene un brivido di avventurosa soddisfazione.

 

 

Almeno allora si divertivano!

 

Giorgio Marenghi

 

(L’APPUNTO esiste, è un documento oggi considerato “riservatissimo” ma ce l'hanno tutti, deve essere stato tirato al ciclostile...)