Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

 

Il terrorismo in Italia iniziò alla fine degli anni Sessanta ed ebbe nella giornata del 12 dicembre 1969 una improvvisa accelerazione, manipolata da centri oscuri di potere. Che poi tanto oscuri, nel corso di qualche anno, non restarono, ma condizionarono purtroppo per parecchio tempo la vita politica del Paese.

 

 

In queste righe siamo ora in grado di dimostrare i meccanismi di una manovra, per l’appunto, “oscura”, proveniente dai centri di potere dei Servizi Segreti Militari e dall’Ufficio Affari Riservati del Ministero degli Interni, retto in quegli anni (anni Settanta) dal Prefetto Umberto D’Amato.

 

 

Il documento del S.I.D. (Servizio Informazione della Difesa) ha il numero di protocollo 04/46672/1 in data 6 novembre 1972, Roma.

 

 

E’ inviato AL SIG. COMANDANTE DEL (Servizio)

 

“Con preghiera di riservati accertamenti e notizie, trasmetto l’unito appunto”.

 

Firmato: IL CAPO REPARTO Gen. B Gian A. MALETTI

 

 

 

E’ quindi un documento che viene redatto in un periodo particolare: Pietro VALPREDA è sotto processo per la strage di Piazza Fontana, anarchici e “sinistre” in genere sono ancora sotto tiro nell’inchiesta in corso, mentre la “PISTA NERA”, cioè l’inchiesta del Giudice STIZ di Treviso, sulla cellula di FREDA-VENTURA,  è ancora ai primi passi, anche se ha conseguito un parziale successo di immagine.

 

 

Nel secondo foglio, considerato un “appunto” dal Generale MALETTI (S.I.D.)  è riportato il seguente (ed incredibile) testo:

 

 

“Gli organizzatori della strage di Piazza Fontana sarebbero stati FREDA e VENTURA ed, in particolare, il primo.

 

Esisterebbe un documento, compilato probabilmente nel corso di una riunione svoltasi nel Veneto, in cui si ravviserebbe una specie di accordo tra destra e sinistra per determinate operazioni.

 

Al riguardo, figurerebbero i nomi di FREDA, VENTURA, PINELLI, VALPREDA, SOTTOSANTI ed altri.

 

Il MERLINO sarebbe completamente estraneo, mentre molto importante sarebbe l’attività svolta da Stefano DELLE CHIAIE”.

 

 

 

 

COMMENTO di Giorgio Marenghi:

 

 

Noto subito che lettera e appunto sono inviati al Comandante del…che non può che essere il Comandante del Servizio Informazioni Difesa del tempo, cioè il Generale VITO MICELI, grande rivale (e diretto superiore) del Generale Gianadelio MALETTI, Capo dell’Ufficio “D” del SID, con idee tutte sue su terrorismo e politica italiana.

 

 

L’invito a effettuare “riservati accertamenti” è una comica, oppure una raffinata offerta di collaborazione assai “intossicata”.

 

 

Perché? Ma perché MICELI ha già tante rogne, per il passato e per il prossimo suo futuro, riguardo ai tentativi di “golpe” che impazzano qua e là nella nostra penisola. E infilargli il bigliettino avvelenato di MALETTI non può che portare confusione e depistaggio nella testa del Capo del SID.

 

 

Perché confusione e depistaggio?

 

 

Per rispondere a queste domande occorre fare grande attenzione al vero contenuto dell’”appunto”.

 

 

Il primo punto, l’affermazione categorica della colpevolezza di FREDA e VENTURA per la strage della Banca Nazionale dell’Agricoltura del 12 dicembre 1969 (17 morti e decine di feriti) è senza dubbio conosciuto da MICELI, altrimenti non sarebbe a capo del Servizio Informazioni più estroverso e fantasioso di quel periodo.

 

 

Il secondo punto è molto impegnativo: è una dichiarazione generica, senza alcun altro particolare, di un ipotetico accordo tra due componenti politiche, estrema destra ed estrema sinistra sullo sfondo di una reale riunione, avvenuta veramente prima dell’estate del 1969 a Padova, ove, secondo le indagini, prese forma il progetto terroristico (i treni in agosto – le banche in dicembre) stilato dai capi dei gruppi eversivi di estrema destra neonazista.

 

 

Perché parlare in termini così generici? La “Fonte” autrice dell’”APPUNTO” non ha notizie e allora tira ad indovinare, regala parole che possono fare piacere ai “vertici” del Servizio?

 

 

La risposta è un secco “NO”. Almeno a parer mio. Anche perché l’APPUNTO continua (a sorprenderci) snocciolando adesso una serie di nomi che rivelano il vero intento della “INTOSSICAZIONE” dei Servizi.

 

 

MA COSA SIGNIFICA: “Al riguardo, figurerebbero i nomi di FREDA, VENTURA, PINELLI, VALPREDA, SOTTOSANTI ed altri”?.

 

 

 

Vada per l’accostamento di FREDA  con VENTURA, fanno parte della stessa cellula, se la sbrigheranno poi nei relativi processi, ecc. – ma PINELLI? E’ un uomo che si è ucciso (versione istituzionale) oppure che è stato tolto di mezzo (versione antagonista). Era senz’altro con le mani in pasta nel pericoloso mondo degli anarchici milanesi, infiltrati, con troppi individui “irregolari e strani”. Aveva rapporti con la Grecia? Si trattava di cose inconfessabili? Ma inconfessabili per PINELLI o per lo Stato?

 

 

 

Poi segue il nome di VALPREDA, anarchico “sui generis”, amico, troppo amico di Mario MERLINO, un fascista con la fregola dell’infiltrazione e in continui rapporti con il suo (capo) STEFANO DELLE CHIAIE, leader di Avanguardia Nazionale. Valpreda, un uomo che sembra sia stato costruito apposta per poter essere gestito come un “utile idiota” dai killer di Piazza Fontana.

 

 

 

Su PINELLI  e VALPREDA ci sarebbe da scrivere per ore ma andiamo avanti nella disamina del contenuto di questo meraviglioso “APPUNTO”. Perché adesso ci attende l’ultimo nome, SOTTOSANTI, che è tutto un programma.

 

 

 

SOTTOSANTI ANTONIO, detto “Nino il fascista”, reduce dal servizio militare svolto nella Legione Straniera, si avvicina all’Anarchia milanese, ma viene sempre tacciato di essere un “infiltrato” al servizio del SID. E’ indicato pure come uno dei “sosia” di Valpreda.

 

 

Quindi cosa vuol dire accostare personalità così diverse, anche per il profilo intellettuale? Freda e Ventura sono nazisti ma anche persone colte, lo spessore politico è abissalmente diverso da quello di un Valpreda o, peggio, di un SOTTOSANTI qualsiasi.

 

 

La risposta c’è e mi viene spontanea quando leggo l’ultimo affondo dell’APPUNTO.

 

 

“Lasciate stare MERLINO che non c’entra!”. Dichiarazione interessante subito seguita da una categorica accusa di coinvolgimento a 360 gradi per STEFANO DELLE CHIAIE, il vero obiettivo di tutto l’appunto.

 

 

Perché le sciocchezze prima riportate sono un nulla rispetto a questa chiamata di correo. Il SID sa benissimo chi sono i colpevoli (e li indica infatti: Freda e Ventura) ma imbroglia le carte, infila nomi incredibili. Poi lancia sul tavolo la carta vincente: STEFANO DELLE CHIAIE.

 

 

Ma Delle Chiaie, dirà qualcuno, è un fascista, e allora?

 

 

No, non è un fascista qualsiasi, è l’uomo di Umberto D’Amato, Capo dell’UFFICIO AFFARI RISERVATI, il Servizio Segreto Civile del Ministero dell’Interno. Colpire o indicare DELLE CHIAIE significa che è in corso una guerra a tutto campo tra il SID (Ministero della Difesa) e l’UARR (Ministero dell’Interno).

 

 

Chi dei due Servizi dello Stato ha favorito l’operazione stragista?

 

 

Questo “APPUNTO” ce lo ha “chiarito” con i suoi toni melliflui. D’altronde è questo il “tono”, lo stile dei Servizi.

 

Giorgio Marenghi

 

Nota: Nel titolo appare l'immagine del generale Gian Adelio Maletti