Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

Pubblichiamo un documento eccezionale che in poche righe (oltre a farci conoscere i nomi di alcuni neofascisti delle SAM, tra cui il capo di Vicenza) ci fa capire il livello di collaborazione che nei primi anni del dopoguerra legava alcune gerarchie militari della nuova repubblica italiana agli epigoni della Repubblica di Salò, intenzionati a scatenare una guerriglia contro le istituzioni democratiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

REPUBBLICA  ITALIANA

MINISTERO DELL’INTERNO

Direzione Generale della Pubblica Sicurezza

 

 

Roma 23 ottobre 1947

 

Al Gabinetto dell’ON. MINISTRO

Prot.441/o11751

 

OGGETTO: Organizzazione clandestina (S.A.M.) in Vicenza.

 

 

Di seguito alla nota di questo Ufficio in data 7 corr. N.441/010832, comunicasi la seguente nota della Prefettura di Vicenza:

 

 

“Comunico che la questura di Verona, a richiesta della locale questura, ha proceduto in data 6 corrente al fermo di MANTICA Renato di Domenico già segnalato nei rapporti sopraindicati.

 

 

Sottoposto ad interrogatorio, il Mantica ha ammesso la sua partecipazione alla organizzazione della S.A.M. di Vicenza, confermando gli accertamenti già riferiti e gli elementi emersi a suo carico dalle indagini eseguite dalla locale Questura.

 

 

Il Mantica ha inoltre precisato che all’atto del suo primo ingaggio nella S.A.M. il Sartori [da non confondere con il noto Alberto Sartori già tante volte da noi trattato, g.m.] gli aveva consegnato quale documento di riconoscimento un fazzoletto da tasca con la stampigliatura: “S.A.M. – Squadra d’Azione Mussolini – Brigata Lombardo-Veneta Onore” ed in calce la scritta “Comandante” e firmato “LUPO”.

 

 

A sinistra della dicitura era incollata una fotografia del Mantica; il fazzolettino venne in seguito bruciato. Durante il marzo u.s. anche tale BRESSAN Emo da Verona fece consegnare a titolo di sovvenzione L.50.000 al Sartori, tramite certo PARPINELLI Lino di Cologna Veneta.

 

 

A detta del Mantica, il Sartori si sarebbe anche recato a Malcesine con un camioncino del Presidio Militare di Bolzano per abboccarsi col Generale Pariani che avrebbe dovuto interessarsi di fornire armi al movimento.

 

 

Il Mantica ha inoltre soggiunto che, recatosi a Venezia il 3 marzo u.s. in compagnia di SARTORI PIETRO e RONCOLETTA GOTTARDO, vi conobbe tale Soffiati Bruno da Verona cui esposero i loro piani relativi alla organizzazione clandestina.

 

 

Tutti e quattro i predetti si recarono il giorno stesso nell’abitazione del conte Zabeo Giovanni; ivi fu tenuta una riunione durata due ore con la presenza, oltre che del Zabeo, anche del Colonnello a riposo Astorri e di tale Zonin, non meglio identificato.

 

 

Il conte Zabeo espose il programma da svolgere dicendo che avrebbe cercato e forse ottenuto l’appoggio per un movimento in grande stile del Comandante di allora, dal Presidio Militare di Venezia, che avrebbe dovuto fornire armi, munizioni ed equipaggiamento.

 

 

Il Soffiati prospettò la possibilità di avere aiuti finanziari da parte del Comm. Ligabue, armatore, residente a Venezia, alla Giudecca.

 

 

Circa una settimana dopo la riunione il Soffiati consegnò al Sartori 50.000 lire, consegnategli in varie riprese dal Cav. Herion allo scopo di sovvenzionare il movimento clandestino.

 

 

Dopo essere tornati per alcuni giorni a Verona, il MANTICA ed il SARTORI si recarono a Padova ed ivi si incontrarono con certo POZZO – ex federale di Vercelli e tale Gabriele AGHITO che avrebbe dovuto creare in quella città un nucleo S.A.M.

 

 

L’attività organizzativa ebbe un rallentamento a causa di dissapori sorti fra il Sartori e GIULIO PIUZZI, comandante del nucleo di Vicenza.

 

 

Ma nel luglio u.s. il SARTORI convinse nuovamente il Mantica, a Verona, ad interessarsi seriamente della S.A.M. in quanto il movimento si prospettava bene organizzato da certo CORNA di Brescia, che avrebbe avuto alle sue dipendenze 20 mila uomini armati e pronti ad ogni evenienza.

 

 

Certo Paulotto Eustachio da Vicenza confermò al Mantica quanto sopra assicurando che gli aderenti sarebbero stati assicurati del vitto e dell’alloggio gratuito. Dopo qualche esitazione, il Mantica aderì e nella seconda quindicina del mese di settembre u.s. si recò assieme al Sartori ad Isola della Scala (Verona) ove si incontrò con tali FAVALLI – fratelli GIARETTA – Dr. MORINI e fratelli PASOTTO; costoro consegnarono al Sartori a titolo di sovvenzione del movimento, rispettivamente L.20.000 il Dr. Morini – 60.000 i Fratelli Giaretta e 60.000 i Fratelli Pasotto.

 

 

Il 21 settembre il Sartori ed il Mantica si recarono nuovamente ad Isola della Scala, in macchina, ed il Sartori consegnò al Pasotto Davide un mitra, acquistato a Verona da uno sconosciuto; successivamente i due rientrarono a Verona.

 

 

Dell’esito delle nuove indagini sono state informate le Questure di Venezia – Padova – Bolzano, per i provvedimenti di competenza. Sono state, in pari data, informate le Prefetture di Bolzano, Verona, Milano, Venezia, Padova e Napoli”.

 

IL CAPO DELLA POLIZIA