Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

Non mi riferisco alle suggestioni cosmogoniche ma a più concrete e materialistiche intenzioni di “intelligence” che hanno percorso i corridoi governativi di mezzo mondo (quello occidentale per esempio) negli anni tra il 1966 ed il 1980.

 

 

Allora gli Stati Uniti, almeno le sue istituzioni, governo e agenzie di intelligence in primis ovviamente, erano convinti che l’inquietudine delle giovani generazioni studentesche americane fosse provocata da subdole manovre del nemico di sempre: il comunismo internazionale, soprattutto quello sovietico.

 

 

E’ per questo “valido motivo”, che i politici americani scelsero di lasciare carta bianca alla loro agenzia più professionale ed agguerrita, la C.I.A., affinchè, attraverso una serie di operazioni coperte (covert operations), condotte soprattutto all’estero, si riuscisse a capire la genesi del fenomeno ribellistico nelle università americane.

 

 

Nacque così l’operazione CHAOS, affidata alla CIA.

 

 

Naturalmente le cose erano ben più complesse, e il ribellismo interno fu senz’altro il pretesto per ficcare il naso in casa d’altri. Fu scelta infatti anche l’Europa come terreno di sperimentazione della “guerra psicologica”, e vari governi del nostro continente furono, con varie tecniche, destabilizzati e poi “costretti” a cambiare linee politiche.

 

 

Cosa succede, tanto per iniziare con qualcosa di concreto, nell’Europa degli anni 1966-1969? Operazioni CIA già ben avviate da tempo (ma “normali”, quasi di routine) subiscono una accelerazione e un cambio di metodologia. Si fa largo uso della “guerra psicologica”, di tecniche manipolatorie, di vere e proprie “provocazioni” dagli effetti devastanti.

 

 

I trafficanti di eroina e cocaina, di LSD e di altre droghe allucinogene, vengono spronati a riempire il mercato europeo. La CIA favorisce il rifornimento massiccio di eroina e LSD: obiettivo le giovani generazioni, i seguaci dei Beatles e dei Rolling Stones, i giovani, insomma, le cui esigenze subiscono uno stravolgimento drammatico. L’operazione per lo spaccio di droghe in codice si chiama “BLUE MOON”.

 

 

Ma l’ampliamento dell’offerta sul mercato delle droghe non può essere visto come risolutivo. Se in America la rivolta armata delle “Black Panthers” viene spazzata via dai ghetti neri per mezzo anche delle “siringhe sporche”, in Europa il disagio giovanile ha uno spessore più politico e culturale, più solido.

 

 

Occorre perciò intervenire direttamente in politica, infilarsi dappertutto, anzi infiltrarsi, fare opera di spionaggio, creare ad arte partiti e movimenti adatti alla “guerriglia ideologica”, prima tappa per una destabilizzazione in grande stile.

 

 

L’organizzazione che ha i migliori requisiti (per la CIA) per svolgere questi compiti di infiltrazione e di “intossicazione” delle politiche di sinistra ha un aspetto quasi innocuo, si occupa ufficialmente di giornalismo ma in realtà è un vero e proprio servizio segreto con una forte connotazione militare.

 

 

Il suo nome è AGINTER PRESSE e la sede è a Lisbona in Portogallo. Qui si incontrano ex ufficiali dell’esercito francese, quali il capitano SERAC, il suo braccio destro HENRY ROBERT LEROY (EX WAFFEN SS), e molti altri ex militari degli eserciti “bianchi” di Rhodesia, Sud Africa, Angola, ecc.

 

 

E’ questo un piccolo esercito super specializzato, di mercenari ma anche di convinti anticomunisti che si dichiarano disposti alle più pericolose missioni di destabilizzazione anche in territorio europeo.

 

 

Esaminiamo ora i nominativi e i profili politici di alcuni appartenenti ad AGINTER PRESSE.

 

 

Il LEROY, ad esempio, a Marsiglia assieme a MARCEL INNOCENTI e consorte, dà vita ad una organizzazione maoista.

 

 

Entra poi in contatto con le ambasciate cinesi di BERNA E PARIGI…a BERNA conosce CHANG YUN, membro delle GUARDIE ROSSE,,,nel sud della Francia ha rapporti con ambienti marxisti leninisti. Si camuffa da giornalista e scrive su pubblicazioni comuniste cinesi. Siamo nel 1967.

 

 

Naturalmente viene pagato attraverso l’ambasciata della Cina Nazionalista a Berna.

 

 

Diventa membro di NAZIONE-EUROPA, organizzazione di estrema destra ma in rapporti con l’ambasciata cino-comunista, dedita ad attività di sabotaggio dei rapporti USA ed Europa.

 

 

E’ indicato quale autore di un attentato nel marzo 1967 in Belgio ad un grande magazzino di Bruxelles.

 

 

Il 22 ottobre 1967 il LEROY (che è l’uomo AGINTER PRESSE in Italia), partecipa a Torino ad una riunione programmatica per la fondazione del FRONTE RIVOLUZIONARIO CLANDESTINO MARXISTA LENINISTA. Inutile dire che viene validamente affiancato da una spia del nostro S.I.D., tale GERARD BULLIARD (Fonte Bill), sedicente maoista svizzero.

 

 

Questo personaggio è addirittura il segretario del Partito Comunista Svizzero pro-cinese, in contatto col S.I.D. dal marzo 1967 al luglio dello stesso anno.

 

 

Un altro personaggio che appare molto spesso qui in Storia Vicentina è Alberto Sartori, un ex partigiano vicentino, fuoriuscito dal PCI, che contribuisce a fondare il Partito Comunista d’Italia (marxista-leninista), fin da subito infiltrato al vertice da una spia del SID, tale Giuseppe Mancuso, anch’esso ex partigiano (leggi “NERO, BIANCO E ROSSO – Storia Vicentina). Su SARTORI il giudizio del prof. Aldo Giannuli (già consulente per la Magistratura di Milano) è tranchant: “Oggi…sappiamo che sin dal 1966 i servizi americani avevano varato un piano di massiccia infiltrazione fra gli m-l in funzione antisovietica e anticomunista: diversi elementi fanno pensare che l’”operazione Sartori” ne sia stata parte” (A.Giannuli, Bombe a inchiostro, BUR 2008, Milano, p.135).

 

 

Nei primi mesi del 1969 si tiene una importante riunione in VERSILIA, denominata convegno di “ITALIA UNITA” di Edgardo Sogno (capo della “FRANCHI”, organizzazione partigiana anticomunista), riunione organizzata da un ennesimo e oscuro ex partigiano badogliano, pure lui acceso anticomunista, CARLO FUMAGALLI, peraltro  in strettissimi rapporti con Giangiacomo FELTRINELLI, l’editore rosso che cerca nel frattempo di organizzare i GRUPPI di AZIONE PARTIGIANA.

 

 

Un pasticcio in cui si muovono freneticamente anticomunisti, ex badogliani, comunisti filocinesi o filo castristi, anarchici di destra, repubblicani di destra (Pacciardiani), uomini della Repubblica di Salò.

 

 

Tra coloro infatti che partecipano a questo “storico” incontro vi sono i GUFI DELLA VALTELLINA (Movimento di Azione Rivoluzionaria di Carlo Fumagalli – colore bianco e nero) – gli ELMI DI ACCIAIO di “Amos Spiazzi” (poi ROSA DEI VENTI), un gruppo anarchico di Carrara guidato da Gino BIBBI, il Comitato TRICOLORE di TEDESCHI, il Combattentismo attivo di Antonio FANTE, e altri personaggi senza seguito ma con forti agganci nelle Forze Armate.

 

 

Non dimentichiamo mai l’importanza del “reseau” veneto, cioè la cellula nazista di FRANCO FREDA  e GIOVANNI VENTURA, supportata dal conte “rosso” (in realtà attratto da ORDINE NUOVO) Piero LOREDAN di Venegazzù del Montello.

 

 

Dobbiamo tenere nella massima considerazione anche un’altra cellula di ORDINE NUOVO, molto più importante sul piano “operativo” e cioè il gruppo mestrino-veneziano, capitanato dal medico Carlo MARIA MAGGI, con DELFO ZORZI come elemento principale del “gruppo di fuoco”.

 

 

Tutti questi signori praticano l’infiltrazione come disciplina politica, e cercano di confondere le acque nel migliore o peggiore dei modi. Sinistra o destra, per Loredan, va tutto bene, basta che le bombe scoppino e che chi deve “muoversi” si muova.

 

 

Feltrinelli e Freda, come abbiamo già accennato in altro articolo, la pensano allo stesso modo. Feltrinelli finanzia i gruppi anarchici, Freda sparge armi e discorsi ambigui in tutto il Veneto.

 

 

Intanto l’operazione “CHAOS” va avanti, prepara armi, esplosivi, uomini, per dare uno scossone all’Italia.

 

 

Per il momento ci fermiamo qua, abbiamo voluto fare un cenno di carattere generale che contribuisca a far capire il collegamento tra le varie fazioni del terrorismo. L’operazione CHAOS di Piazza Fontana, per citare la più coinvolgente, non è stata solo una operazione di destra, è stata certamente quella ma accanto dobbiamo aggiungere altri aggettivi: una criminale “opera d’arte” che ha mischiato destra e sinistra, coinvolgendo in modi raffinati i “professionisti” della rivoluzione. Altrimenti non si capisce perché Renato Curcio (Brigate Rosse) si sia lasciato scappare un commento terribile: “Sia noi che lo Stato non possiamo ammettere quello che abbiamo fatto…”.

 

 

Abbiamo esaminato solo un pezzettino di “CHAOS”. Prossimamente dovremo scavare più a fondo sul M.A.R. e su altri “rivoluzionari” di centro-destra-sinistra.

 

g.m.

 

N.B. La persona che appare nel titolo è il capitano IVES SERAC, ex OAS, al vertice di AGINTER PRESSE. - Le informazioni che appaiono nell'articolo provengono in massima parte da documenti del RAGGRUPPAMENTO OPERATIVO SPECIALE dei Carabinieri inviati ai magistrati di Milano e di Brescia.