Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

Pubblichiamo un interessante documento redatto da un Servizio Alleato che si è avvalso di deposizioni di ex militari della Repubblica Sociale Italiana. In queste pagine si parla della costituzione della “Colonna Mista”, una formazione legata al Raggruppamento Socialista, un gruppo politico autorizzato da Mussolini, al fine di sottrarre parte dei socialisti ai Comitati di Liberazione. Il progetto “fantapolitico” comprendeva una sorta di Governo Provvisorio, sorretto da maestranze operaie e da gruppi di “sinistra” appoggiati dalle Forze Armate repubblicane (fasciste). Alla fine della guerra la dichiarazione di una “repubblica socialista” avrebbe dovuto stoppare la Resistenza partigiana e imbarazzare gli Alleati.

 

L’interesse del documento e della relativa iniziativa di parte fascista non sta nella realizzabilità o razionalità del progetto ma nel racconto di una realtà “altra”, parallela, sfuggente, surreale e per questo fantasiosa, crudelmente disancorata dal senso politico (quello vero) determinato dagli avvenimenti di una guerra che stava per finire davvero.       g.m.

 

 

 

1945: l’ultimo sussulto “operaista”

La cosmesi “socialista” dei fascisti e il ruolo della “Colonna Mista”

 

 

(CSDIC: COMBINED SERVICES DETAILED INTERROGATION CENTRE)

 

 

CSDIC/”I”/Zi     868         SEGRETO

187145    IL 15 GIUGNO 1945

 

 

L’argomento trattato nella presente relazione si riferisce:

 

 

A) ALLA FORMAZIONE DEL “RAGGRUPPAMENTO NAZIONALE SOCIALISTA”

B) ALLA COSTITUZIONE DELLA “COLONNA MISTA” IN SENO ALLA DECIMA MAS

 

 

Tali notizie sono state tratte da documenti dell’U.P.I. di Varese caduti in possesso di questo ufficio.

 

1 – Copia di deposizione di SERGIO SALA.

2 – Copia di deposizione scritta del serg. Magg. PIAZZA.

3 – Personalità citate. (non abbiamo pubblicato questo punto; g.m.)

 

 

 

A) RAGGRUPPAMENTO NAZIONALE SOCIALISTA

(Copia integrale del rapporto dell’U.P.I.)

 

 

 

GENESI: Nell’agosto 1944, alcuni appartenenti a partiti di sinistra, venuti occasionalmente a contatto col Federale e col Questore di MILANO, esposero un loro progetto denominato “Premessa per una intesa delle forze rivoluzionarie italiane”.

 

 

Con tali “premesse” riconosciuto che le finalità sociali perseguite dai partiti di sinistra, trovavano sostanzialmente le loro realizzazioni nei “punti” enunciati a VERONA, volevasi costruire un ponte ideale, traverso il quale si rendesse possibile sottrarre dal fronte antifascista ed immettere nella vita operante della Repubblica Sociale tutte quelle forze che sinceramente intendessero, al di sopra di qualsiasi pregiudizio di parte, cooperare al superiore interesse della Patria ed all’effettivo conseguimento delle finalità suddette.

 

 

Il progetto – che si è saputo poi essere frutto della penna di GASTONE GORRIERI – per quanto assai nebuloso, appariva, sotto certi aspetti, alquanto interessante e tale fu ritenuto sia dal Federale che dal Questore, nonché dal Capo della Provincia che ne fu edotto.

 

 

Il Questore ebbe vari contatti con gli esponenti di questo orientamento e precisamente tali:

 

- CONCORDIA GERMINALE: socialista;

- MARINO ALDO (alias ALDO VIGORELLI – MARCO): socialista;

- BONFANTINI CORRADO: socialista.

 

 

Da questi contatti fu possibile stabilire che questo movimento era già a cognizione di alcune personalità politiche e di fascisti (l’ex Capo Provincia di Milano Piero PARINI – il Cap. TRIULZI, capo dell’U.P.I. di Varese – il Questore DUCA di Varese – il Comandante della “MUTI” Colonnello COLOMBO ed il V.Comandante della “MUTI” stessa Ten.Col. SPADONI. Risultò altresì che il vero organizzatore della cosa era GASTONE GORRIERI).

 

 

Vivo interesse al movimento avevano preso anche il Gen.le SEMADINI Capo del Servizio Politico della G.N.R. ed anche la X^ MAS, tanto che vari contatti avevano avuto luogo tra il MARINO e CONCORDIA, col Cap. RICCIO della X^ MAS e col Gen.le LUNA della G.N.R.

 

 

Quanto sopra formò oggetto di un promemoria presentato in data 11 settembre (1944, nota g.m.) dal Questore di Milano al Capo della Polizia di allora, Dr. EUGENIO CERRUTI.

 

 

Verso la fine di settembre (1944) venne a MILANO il Prefetto NICOLETTI, incaricato dal DUCE di eseguire i contatti in parola e di vedere quanto vi fosse di praticamente attuabile.

 

 

Il Prefetto NICOLETTI prese contatto con i nominati MARINO, CONCORDIA e BONFANTINI nonché del FULVIO ZOCCHI che nel frattempo era stato attirato dal movimento del GORRIERI.

 

 

La missione NICOLETTI si protrasse per tutto il mese con frequenti viaggi di andata e ritorno fra MILANO e GARGNANO.

 

 

Il 29 ottobre il MARINO fu presentato al DUCE dal Prefetto NICOLETTI e sembrò che il movimento dovesse sin da allora avere un proprio riconoscimento ufficiale.

 

 

Senonchè la questione entrò in una fase d’attesa sembra perché venisse insinuato presso il DUCE che il MARINO (alias VIGORELLI), altri non fosse se non un elemento stipendiato dalla Questura di MILANO, affermazione questa peraltro assolutamente non rispondente a verità.

 

 

Sembra che in seguito a tale fatto il Prefetto NICOLETTI declinasse l’incarico ricevuto.

 

 

All’interessamento del NICOLETTI subentrò quello del Ministro BIGGINI e la saldatura tra il movimento in parola e quello pressoché analogo che sembra fosse stato iniziato in ambiente intellettuale dal Prof. EDMONDO CIONE.

 

 

Il CIONE ebbe vari colloqui col DUCE; si unì allo ZOCCHI, al MARINO, ecc. e traverso anche l’assiduo interessamento di VITTORIO MUSSOLINI, si addivenne al noto “comunicato STEFANI” che segna l’atto ufficiale di nascita del Raggruppamento.

 

 

Primi stentati passi del “Raggruppamento”.

 

 

Il “Raggruppamento” nato male con un comunicato che ebbe necessità di rettifica ha, sin dall’inizio della sua vita, sofferto per la eterogenea natura dei suoi fondatori.

 

 

La presenza del CIONE è stata subita dagli altri come una necessità in quanto, senza l’intervento del CIONE il “Raggruppamento” non sarebbe mai nato.

 

 

Si è naturalmente accentuato subito l’antagonismo tra lo ZOCCHI e il CIONE, non potendo lo ZOCCHI tollerare gli atteggiamenti dittatoriali del prediletto discepolo di BENEDETTO CROCE.

 

 

Il CIONE è comunque riuscito ad estromettere lo ZOCCHI, in quanto gli altri hanno ritenuto che per necessità di contingenza tattica fosse più utile il CIONE allo ZOCCHI.

 

 

Attualmente del Raggruppamento sono elementi operanti, oltre al CIONE, il MARINO (alias VIGORELLI) il quale peraltro non è iscritto al Raggruppamento, il Dott. SOLAZZO, certo DE SIMONE, in passato almeno, risulta essere stato elemento gradito in ambienti tedeschi.

 

 

Vi è inoltre un certo PIACENTINI di cui non è stato possibile conoscere la provenienza. Collabora col Raggruppamento il giornalista SILVESTRI che, in questi ultimi giorni, ha avuto alcuni incontri col DUCE.

 

 

I componenti il Raggruppamento e particolarmente il CIONE, sono in continui contatti col Gen.le MONTAGNA che palesa verso il CIONE la più spiccata simpatia e quasi deferenza.

 

 

Per interessamento e pressione del CIONE il Gen.le MONTAGNA intervenne in favore di alcuni esponenti della Democrazia Cristiana, arrestati dalla Questura di COMO e che sono stati rimessi in libertà ed in parte sono evasi.

 

 

Anche per l’uscita del giornale “L’ITALIA DEL POPOLO” la via è stata cosparsa di abbondanti triboli, prima per un seguito di sospensive imposto dal Ministro MEZZASOMA e poi per difficoltà di finanziamento.

 

 

Le più cospicue offerte sono state finora quelle di L. 50.000 offerte dagli industriali DE POL di NOVARA e di L. 50.000 date da certo CIAMPI di GAGLIATE (Prov. Di Novara).

 

 

Cosa si pensa del Raggruppamento negli ambienti antifascisti

 

 

Nessuno crede sia una cosa seria. Lo stesso fatto che il Raggruppamento sia nato con “Comunicato STEFANI” rafforza il convincimento che si tratti di una opposizione addomesticata e foraggiata.

 

 

La sola persona che poteva dare un certo credito al movimento nelle masse operaie era lo ZOCCHI. Il CIONE non è conosciuto o meglio è conosciuto sotto la fama di un opportunista abbietto.

 

 

Si dice che la sua divisione da Croce sia avvenuta non per motivi ideologici ma bensì per il diniego opposto dal CROCE a dare in moglie al CIONE la propria figlia ALDA.

 

 

Questa ipotesi, trova, del resto, qualche indiretta conferma leggendo, tra le righe, taluni passi del libro “CROCE” nel quale il CIONE con la sua consueta untuosità cerca di fare una stroncatura del suo ex maestro.

 

 

Cosa si pensa del Raggruppamento in ambienti fascisti

 

 

Vivissima irritazione ha suscitato negli ambienti fascisti l’annuncio della nascita del Raggruppamento e soprattutto la lettera dell’”ITALIA DEL POPOLO”, e ciò per motivi facili a comprendersi.

 

 

Certa critica retrospettiva oltre a non avere nessuna utilità contingente, non può non irritare e non insospettire. Quello che più grave è che tra i fascisti, sapendosi il movimento autorizzato e seguito dal Capo dello Stato, si vengono ad ingenerare gravi perplessità sui reali orientamenti del DUCE.

 

 

Ciò può dar luogo a gravi sbandamenti che, specie nell’attuale grave momento appaiono sommamente nocivi.

 

 

Atteggiamento dell’opinione pubblica in genere.

 

 

Si pensa che il Governo della Repubblica sia stato costretto “in extremis” a tollerare una palese opposizione. Si vede in questo una grave crepa del totalitarismo e si seguono con attenzione e curiosità le polemiche di stampa originate.

 

 

Si pensa peraltro che il Raggruppamento e l’”ITALIA DEL POPOLO” sfondano delle porte aperte e che si tratta, comunque, di una opposizione fatta “in punta di piedi”. Il giornale realizza di fatto larghe vendite.

 

 

PEZZATO e Repubblica Fascista.

 

 

Durante la “gestazione” del Raggruppamento, PEZZATO e con lui altri giornalisti fascisti (ricordiamo fra questi MANUNTA) dimostrarono la più viva simpatia al movimento e parteciparono a molte preliminari riunioni. Pare anzi che PEZZATO si proponesse di essere “magna pars” del giornale l’”ITALIA DEL POPOLO”.

 

 

Estromesso anche lui a priori dal CIONE, ne è divenuto oggi il più clamoroso oppositore.

 

 

Guardia Repubblicana e Raggruppamento

 

 

Esiste uno stretto connubio tra il Gen.le LUNA che sta di permanenza a MILANO e che è amico intimo del VIGORELLI (MARINO). Il Cap. TRIULZI, Capo dell’U.P.I. di VARESE, tiene permanentemente distaccato un proprio capo-squadra (certo FRATI) presso la sede del Raggruppamento – Via Romagnosi n.1 – MILANO.

 

 

Polizia e Raggruppamento

 

 

Si è detto sopra delle simpatie e solidarietà accordate dal Gen.le MONTAGNA al Raggruppamento. Aggiungesi che il prof. CIONE è scortato, giorno e notte, per la sua protezione personale da due agenti di Polizia, posti a sua permanente disposizione e dei quali si vale anche per le proprie faccende domestiche.

 

 

Decima MAS e Raggruppamento.

 

 

Dopo alcuni colloqui avuti da BORGHESE con lo ZOCCHI l’interessamento della MAS per il Raggruppamento è pressoché cessato. E’ opinione, nell’ambiente della MAS che il Raggruppamento poco conti e nessuno rappresenti.

 

 

Tedeschi e Raggruppamento

 

 

Il locale Comando S.D. conosce sin dalla sua origine la questione essendone stato a suo tempo informato dal Questore di allora. In occasione dell’arresto operato nel febbraio (1945) dalla Polizia Tedesca del MARINO (alias VIGORELLI) il Comando S.D., pressato dal Generale MONTAGNA che parlava a nome del DUCE, nonché da altre personalità, effettuò dopo qualche perplessità il rilascio del MARINO stesso.

 

 

Più resistente appare l’opposizione del Comando suddetto al rilascio del CONCORDIA GERMINALE, arrestato nel marzo dalla Polizia Germanica e tuttora detenuto. Del CONCORDIA pare si interessi il DUCE in persona.

 

 

In genere i tedeschi, pur dimostrando una certa diffidenza per il movimento non si sono palesemente pronunciati, sapendo essere il movimento in parola ufficialmente autorizzato e ritenendolo non di loro interesse”.

 

 

 

B) – COLONNA MISTA

(dalla deposizione del Serg. Magg. PIAZZA)

 

 

[In questa parte del documento si descrive il progetto della “Colonna Mista”, attraverso deposizioni scritte di militari repubblicani, attratti dal progetto della “Repubblica Socialista” (sempre fascista in realtà); nota di G.M.]

 

 

SCOPI:

1° - Formare una coscienza politica a tutti quei giovani o meglio alla massa che non aveva saputo prendere una posizione decisa (fascista o partigiana) e viveva nocivamente. La “Colonna” si proponeva, attraverso una propaganda giusta (conferenze e stampa), portare tutta questa massa amorfa verso le formazioni degli enti repubblicani, farle vestire una divisa, inquadrarla e offrirle, oltre alle agevolazioni “fasciste” altre di carattere economico ed una più ampia veduta di idee.

 

2° - Tutti questi elementi dovevano al momento in cui la guerra fosse finita, vittoriosa per i tedeschi o per gli angloamericani non interessava, gridare alla volontà di liberazione, costituire immediatamente, appoggiati dalle FF.AA. fasciste repubblicane, la Repubblica Socialista Italiana con a capo Benito Mussolini, ritenuto unico uomo in ITALIA capace di prendere in pugno le redini del momento. Volere insomma la Repubblica Socialista Italiana, senza ombra di baionette inglesi o tedesche.

Tale movimento ha avuto origine nel 1943.

 

 

La “Colonna” era composta da militari della G.N.R. e da lavoratori degli stabilimenti ALFA ROMEO – BIANCHI – ALLOCCHIO BACHINI – CAPRONI ed aveva uno sviluppo propagandistico tra cui un giornale, “l’UNIONE”.

(…)

 

 

 

COPIA  - DEPOSIZIONE SCRITTA DAL PIAZZA

 

“Esattamente giunsi a MILANO il 14/12/1943 con l’intenzione di arruolarmi, quale iscritto al P.F.R., in un Ente Fascista, come la Brigata Nera o la MUTI (mia intenzione, però, era quella di poter far parte della Polizia, facendo servizio in borghese).

 

Presi alloggio in casa di mio zio, PIAZZA ODDONE, in Via Casella 33, ove conobbi la seconda sera del mio arrivo un cognato di mio zio, il Sergente ROSSI OSCAR della X^ MAS. A lui spiegai il motivo del mio arrivo a MILANO e gli dissi, che ero venuto via dal Btg. BARBARIGO, senza nulla-osta, ma che speravo in pochi giorni di regolarizzare la mia posizione e darne, quindi, comunicazione al Comando d’origine.

 

Il giorno successivo, passai con lui alla X^ MAS di MILANO, ove mi fece conoscere un certo Tenente QUARONE, il quale mi progettò di rientrare alla MAS. In seguito al mio diniego lui, senza preamboli di sorta, mi disse testuali parole: “NOI SIAMO DELLA COLONNA MISTA IN SENO ALLA X^, SE TU VUOI ESSERE DEI NOSTRI, TI FACCIO METTERE IN DECADE E TI PRESENTO A MARCO”.

 

Mi spiegò cosa era la “Colonna Mista” e mi disse, che di tutto il movimento ne era al corrente il Capitano RICCIO, Comandante della X^ a MILANO.

 

Chiesi di poterci pensare, gli avrei dato poi, una risposta.

 

 

(…) [Vengono omessi periodi ripetitivi e programmi già riportati; nota di G.M.]

 

 

Qualche giorno dopo fui invitato alla sede della Colonna in Via Montenapoleone 16 e precisamente nella redazione del giornale della “MUTI”; conobbi così per la prima volta tutto il gruppo direttivo della Colonna e cioè:

 

MARCO (ALDO MARINO) – Comandante;

MICHELE (CONCORDIA) – V.Comandante;

CARLO – Segretario fornitore di documenti;

ZANI MARIO – addetto agli agganci coi sostenitori finanziari: ditta CARLO ERBA – Viale Cirenelli – Società EDISON;

Signora LIA – assistenza alle famiglie;

CORRADO – Capo settore di PORTA VENEZIA;

GIOVANNI – Capo settore di PORTA GARIBALDI;

WALTER – Capo settore di PORTA MAGENTA;

NINO – Capo settore di PORTA SEMPIONE; (BOVOLENTA NINO – Via Simonetta o paraggi);

Dr. GORRIERI – redattore giornale della “MUTI”;

EDMONDO CIONE – ALDO MANUTTA – Cap.no TRIULZI di VARESE – Brigadiere FRATI, i quali avevano portato in sede la professoressa Anna Maria PRINCIGALLI che avevano arrestato a MIAZZINA. Un certo LEO che non rividi mai più, col quale avrei dovuto lavorare per la distribuzione della stampa che si ritirava alla redazione del giornale della “MUTI”, o in Via Mille 1, presso il Sig. MARINI (GIMMA), direttore didattico.

 

 

Gli Enti Militari Repubblicani che avevano fra di loro forze, elementi, della Colonna, erano X^ MAS, dei quali conoscevo: Cap.no RICCIO, Ten. QUARONE, Serg. ROSSI, Serg. DEJANA, Marò Enrico SCANDALI, Marò FREMBERG; fra gli impiegati civili il CARRERA Riccardo, Marò FRATI e tanti altri; circa 70 persone che non conosco.

 

Legione “MUTI”: ho sentito dire da MARCO che il Comandante COLOMBO avesse aderito in pieno.

 

Brigate Nere: molti del distaccamento che facevano servizio alla Zona Bersaglio del Comando di Piazza napoli.

 

ALDO MARINO era molto quotato da tutti e conosceva molte personalità fasciste repubblicane come il Console Generale LUNA, il QUESTORE, il PREFETTO e il QUESTORE di COMO.

 

Praticamente tutti i componenti della Colonna erano militari o lavoratori ALFA – BIANCHI – ALLOCCHIO BACCHINI – CAPRONI. Pochi erano quelli che non lavoravano e cioè il Gruppo Direttivo tutto, munito però di regolari lasciapassare – carte di identità e fogli di congedo.

 

Io ritiravo ogni tanto la stampa che portavo sempre a quelli della X^, poi mi misero assieme a MICHELE e con lui giravo parlando con questo o con quello interessandomi specialmente della zona SEMPIONE, ove abitavo.

 

Ero pagato a decadi di 500 lire cadauna che mi venivano date da CARLO o da MICHELE. Mi incontrai per caso un giorno al CAMPARI in GALLERIA col Col. SALVI il quale mi disse di essere venuto via dal BARBARIGO da dove sarebbe stato cacciato in seguito a fatti di cui non mi parlò.

 

Parlando del più e del meno gli dissi della fondazione della “Colonna Mista” e gli diedi il giornale “L’UNIONE”. Mi ringraziò e mi disse che se sarebbe tornato a MILANOmi avrebbe telefonato. Da quel giorno non lo rividi più.

 

Il giorno seguente vidi MICHELE che mi fornì di documenti falsi; una carta di identità al nome di Fernando ALBERTI, due lascia passare della ditta BIANCHI con regolare bollo della Questura Repubblicana, foglio di congedo bilingue del distretto di MILANO.

 

Durante questo incontro con MICHELE mi disse che MARCO aveva dato le dimissioni dalla Colonna e che lui aveva fondato la LEGA DEI PARTITI RIVOLUZIONARI e che la Colonna sarebbe entrata in massa in questa Lega. (…)

 

 

Nota di Giorgio Marenghi

Il documento si dilunga poi su fatti quasi personali e di scarso significato politico. Una lista di nomi di persone citate o conosciute dal PIAZZA. Il significato politico di questo tentativo “semiclandestino” in seno alle forze fasciste repubblicane lo si ritrova nelle espressioni che richiamano l’origine “socialista” della famosa “COLONNA MISTA”. In breve un tentativo confuso e ambiguo, nettamente fascista e assolutamente fuori dalla realtà di una sanguinosa guerra civile.

 

PROVENIENZA del file: Fascicolo “CSDIC/”I”/Zi 868”, AUSSME, RGPT. 215, matr. 187145-187164.