Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

Pubblichiamo di seguito una serie di documenti concernenti la situazione politico-militare nell’Italia del Nord nei mesi di marzo-aprile 1945. In particolare i rapporti, redatti da personale militare dei servizi di spionaggio e controspionaggio (S.I.M. e O.S.S.) che offrono uno spaccato molto interessante sull’attività di Benito Mussolini e sulle proposte che arrivavano a lui direttamente allo scopo di cercare una via d’uscita “politica” prima del crollo finale. Sembra proprio che il “Duce” avesse perso parte della sua lucidità intellettuale per dare retta a ipotesi surreali, fantapolitiche, che si basavano sul nulla o quasi.

 

 

Da queste carte sembra quasi di notare in Mussolini un estremo ritorno alle origini socialiste, ma tutti questi conciliaboli sono sempre all’ombra della bandiera con la svastica. I tedeschi (che stanno già conducendo trattative allo stato avanzato con gli Alleati per la resa in Italia delle loro armate) lasceranno fare a Mussolini anche questi tentativi, l’estremo sforzo per uscire dalla disfatta, morale, politica e militare.

g.m.

 

 

 

Milano, novembre 1944. Mussolini con al suo fianco il Segretario del P.F.R. Pavolini davanti alla caserma della "Muti"

 

 

Il nero che vuol tingersi di rosso.

 

 

 

 

01976/743

8 MARZO 1945

URGENTE ( scritto a mano)

VARIE       SEGRETO

FRANZ-ARTHUR

 

 

NOTIZIE DA RITENERSI SICURE (C.O.M.O.)

 

MILANO – 3 MARZO. Dal 26/2 al 2/3 si sono segretamente riuniti nella sede della “MUTI” in Via Dante a Milano alcuni esponenti delle forze italiane neo-fasciste, allo scopo di esaminare profondamente l’attuale situazione e i suoi possibili sviluppi.

 

 

Dirigeva la discussione GASTONE GORRIERI che, pur non risultando iscritto al Partito, è il cervello politico della “MUTI”. Fra i presenti si trovavano il Comandante della G.N.R., un delegato del Comandante regionale dell’Esercito repubblicano e un rappresentante del Prefetto.

 

 

A conclusione dei lavori durati 5 giorni, è stata compilata una memoria riservata la cui consegna a Mussolini è stata prevista per il 6 o il 7 corrente a Gargnano sul Garda.

 

 

Il testo del documento di cui trattasi sarebbe:

 

 

“MEMORIA RISERVATA”

 

 

“La popolazione dei centri settentrionali è oramai convinta che la Germania ha perduto la guerra. Anche se dovessero essere impiegate armi nuove è persuasione generale che nel giro di pochi mesi gli Alleati sarebbero in grado di neutralizzarne l’effetto e dare lo stopo, il colpo finale alla Germania.

 

L’ammirazione per lo spettacolo di forza e resistenza che sta dando l’intiero popolo tedesco è diffusa anche fra la gente minuta che pur detesta i tedeschi.

 

Si può dire che la Germania ha oggi una migliore stampa fra il pubblico che non qualche mese fa.

 

La Germania sta dunque per perdere la guerra: e allora, quale può essere il domani del territorio giurisdizionale della Repubblica Sociale?

 

Per prima cosa sembra doversi in modo assoluto evitare che la organizzazione statale del governo regio di Bonomi anche nell’alta Italia con i suoi criteri reazionari e capitalistici, al momento dell’armistizio  o della ritirata in combattimento delle truppe tedesche.

 

E’ chiaro che le sole truppe repubblicane non potranno tenere, neppure per poco tempo, le regioni settentrionali essendo poco armate e non addestrate al combattimento.

 

La loro resistenza costituirebbe un sacrificio vano.

 

Fatta una tale premessa, e posto che le circostanze si presentino come indicato (il che è molto probabile) quale è la cosa alla quale più di ogni altra dovrebbero tenere Mussolini e gli uomini migliori del fascismo?

 

Sabotare ed impedire l’estensione della autorità del governo attuale di Roma mettendo gli occupanti anglo-americani dinnanzi ad un fatto nuovo di netta natura e significazione rivoluzionaria.

 

E’ chiaro che Mussolini ed i fascisti non potrebbero essere i protagonisti di questo “fatto nuovo”, ma possono con la loro azione tempestiva determinare il successo, il che sarebbe garanzia per loro di una sicura rivendicazione sia della Repubblica sia della personalità di Mussolini in uno spazio di tempo relativamente breve.

 

Mussolini dovrebbe consentire tacitamente che si prendessero fin d’ora una parte delle forze armate repubblicane (G.N.R., DECIMA MAS, AERONAUTICA, LEGIONE “MUTI”, POLIZIA e qualche reparto dell’Esercito) perché al momento dato esse sostenessero un Governo Provvisorio designato da una assemblea dei consigli di operai, tecnici e contadini da formarsi in poche ore nei centri maggiori e che sono già in embrione.

 

Queste assemblee proclamerebbero la Repubblica con un programma radicale ed il Governo Provvisorio garantirebbe l’ordine con le forze anzidette frustando così, in partenza, ogni tentativo comunista e mettendo a sedere tutti i Comitati di Liberazione, che non hanno la fiducia delle masse antifasciste, essendo formati da reazionari monarchici e da agenti inglesi.

 

Quando Milano, Torino, Genova e gli altri centri operai minori delle singole regioni fossero in salda mano di questo Governo Provvisorio gli Anglo-Americani si troverebbero di fronte ad una situazione pericolosa che esigerebbe l’impiego della forza per scioglierla, al solo vantaggio del Governo di Roma.

 

E’ da dubitare che gli Anglo-Americani siano disposti a sacrificare i loro soldati per una soluzione politica che loro interessa mediocremente.

 

Essi, probabilmente, si richiamerebbero alle chiare dichiarazioni di Churchill ed a quelle ancor più chiare e recenti, di Mac Millan che sospendono ogni progetto sulla sistemazione statale dell’Italia fino a quando le masse industriali e contadine dell’Alta Italia abbiano detto la loro parola.

 

Con tutta probabilità farebbero, prima del combattimento, quello che in Grecia hanno invece fatto dopo: cioè inviterebbero il Governo di Roma e quello Provvisorio del Nord a trattare per una soluzione di accordo.

 

Ecco allora che si metterebbero le condizioni: e cioè, repubblica e socializzazione, e qualcosa di più spinto ancora, ed ecco la rivendicazione di Mussolini.

 

Una siffatta soluzione rivoluzionaria necessita di una preparazione segreta che non si può attuare che in queste settimane e con il consenso tacito di Mussolini.

 

 

 

NOTA: la “memoria riservata” ricevuta non porta alcuna firma né data: non è possibile quindi fornire assicurazioni sulla sua autenticità.

 

 

 

Greco/763

20 MARZO 1945

VARIE          SEGRETO

FRANZ – ARTHUR

 

 

A seguito foglio n.01976/743 in data 8 marzo trascrivo quanto C.O.M.O. mi riferisce in merito:

 

 

“I due latori del promemoria riservato già comunicato sono stati ricevuti da Mussolini a GARGNANO SUL GARDA in 2 colloqui il giorno 10 e l’11 marzo. SILVESTRI che all’ultimo momento ha rifiutato di far parte della spedizione, essendo legato da vincoli stretti con BONFANTINI e SCHIAVELLO, deve aver avuto da questi il vivo consiglio di astenersene.

 

I due latori erano particolarmente raccomandati per il colloquio dagli elementi del costituendo Raggruppamento Repubblicano Socialista Nazionale e dal Comando della Legione “MUTI” di Milano.

 

Si tratta di certi MARCO VISCONTI e MICHELINO VIGORELLI, ma non si sa se questi nomi siano effettivi o falsi.

 

Dalle notizie avute circa i colloqui, risulta che Mussolini ha mostrato particolare interesse alla proposta ed è entrato coi suoi interlocutori in una minuziosa discussione tecnica circa i modi e i mezzi per la riuscita del progettato movimento insurrezionale.

 

Egli aveva però premesso che la situazione generale e le notizie da lui possedute sulle possibilità di recupero da parte tedesca erano tali da far ritenere ancora possibile una soluzione non così pessimistica.

 

Mussolini ha accennato infatti sia alle nuove armi sia alle riserve strategiche ancora possedute dai tedeschi. In ogni modo egli avrebbe detto che nella ipotesi di un crollo tedesco, la soluzione prospettata dai 2 interlocutori è degna della massima attenzione da parte del governo repubblicano e di un’eventuale realizzazione, sempre che i fautori siano persone decise e l’azione sia in tutti i modi tempestiva e rapida.

 

Dopo qualche impostazione di massima Mussolini ha sottoposto i due interlocutori ad un interrogatorio serrato circa lo stato d’animo delle mase operaie di Milano e di Sesto e sulla possibilità di adesione da parte di esse al progetto di movimento.

 

Da quanto si è potuto capire i due interlocutori non sarebbero riusciti a convincere Mussolini circa le risorse e il tono rivoluzionario di queste masse, giacchè egli ha insistito sulla necessità di avere l’adesione – anche solo morale – della classe operaia.

 

Per quanto si riferisce all’azione diretta, e cioè alla presa violenta del potere, Mussolini non avrebbe sollevato eccezioni circa il concorso di una parte delle FF.AA. repubblicane che dovrebbero al momento dato defezionare per diventare forza armata del movimento rivoluzionario.

 

Mussolini ha voluto conoscere in dettaglio in che cosa sarebbe consistita l’Assemblea dei consigli degli operai e tecnici che dovrebbero nominare il Governo Provvisorio.

 

Mussolini avrebbe insistito sulla necessità che i Consigli stessi siano preparati da lunga mano, perché ogni improvvisazione in questo genere di cose avrebbe in Italia (testuale) uno “slittamento nel ridicolo”.

 

I due interlocutori hanno dato al riguardo ampie assicurazioni affermando fra l’altro che l’Assemblea dei consigli dovrebbe tenersi in un salone del castello Sforzesco a Milano e quindi tutto è già previsto anche nei particolari.

 

Mussolini ha domandato anche di quali forze, oltre quelle repubblicane, il movimento avrebbe a disposizione: gli è stato risposto che una grande parte delle già costituite “formazioni di strada”, alle quali partecipano socialisti e comunisti, sono pronte ad aderire.

 

I due interlocutori hanno dato a Mussolini notizie circa l’azione dei “Comitati di Liberazione”, manifestando molta diffidenza verso di essi ed esprimendo vivaci critiche.

 

Mussolini non ha espresso alcun giudizio sull’argomento ed ha concluso il colloquio invitando i due interlocutori a ritornare da lui sabato 17 marzo con maggiori dettagli circa il piano organizzativo del movimento e soprattutto per quanto si riferisse alla formazione dei Consigli degli Operai”.

 

 

NOTA: faccio riserva di eventuali ulteriori comunicazioni in merito (C.O.M.O.)

 

 

 

 

02056/793

4 APRILE 1945

SEGRETO

VARIE

FRANZ – ARTHUR

 

 

 

A seguito foglio n.02000/763 del 20 marzo trascrivo quanto C.O.M.O. mi riferisce in merito, in data 31 marzo:

 

 

“I noti colloqui si sono prolungati per oltre 1 settimana perché è sorta una complicazione e cioè l’arresto da parte delle SS tedesche di alcuni degli organizzatori della Lega dei Consigli e specialmente di un elemento denominato “CONCORDIA” o “GERMINALE”, che pubblicava un foglio clandestino dal titolo “RIVOLUZIONE”.

 

I tedeschi hanno arrestato il CONCORDIA e i suoi compagni perché nell’ultimo numero del giornaletto vi era un articolo intitolato “Berlino o Mosca?”.

 

Gli esponenti hanno sollecitato l’intervento di Mussolini per la liberazione del Concordia e degli altri.

 

L’ostacolo però opposto dai tedeschi, malgrado l’intervento di Mussolini, è stato ed è tuttora forte perché la SS ritiene essere il CONCORDIA un agente camuffato al soldo di Mosca.

 

Durante la conversazione Mussolini si è mostrato assai favorevole al progetto di un governo rivoluzionario nominato la Lega dei Consigli che si vuole organizzare.

 

Egli ha detto che, all’ipotesi di una sconfitta tedesca e del conseguente ritiro delle truppe germaniche dall’Italia, le forze repubblicane, con alla testa Mussolini stesso, intendono rafforzarsi in una valle alpina già predisposta a difesa (pare la Valtellina) e difendersi con le armi fino all’estremo.

 

Mussolini però è favorevole a lasciare che un’aliquota importante delle forze militari della Repubblica si trasformi in Milizia proletaria agli ordini della Lega dei Consigli in modo da presidiare efficacemente almeno la città di Milano.

 

Per i particolari di tale organizzazione Mussolini disse che ne avrebbe parlato con gli esponenti durante la sua prossima permanenza a Milano dove contava di giungere domenica sera.

 

Durante la settimana dopo Pasqua avverrebbero quindi i colloqui conclusivi circa la attuazione del progetto.

 

Pare che la liberazione del CONCORDIA sia di importanza capitale giacchè egli avrebbe in mano tutte le fila della nascente organizzazione.

 

Mussolini si è impegnato con tutti i suoi interlocutori a farlo uscire dal carcere nei prossimi giorni. In presenza degli interlocutori egli avrebbe telefonato direttamente al generale WOLFF.

 

Circa la venuta di Mussolini a Milano per un certo periodo di tempo, sono sorte gravi difficoltà da parte tedesca: il comandante  delle SS di Milano, Colonnello RAUFF, che avrebbe avuto personalmente da Hitler la responsabilità della vita di Mussolini, si sarebbe dichiarato contrario e avrebbe perfino presentato le sue dimissioni al generale WOLFF.

 

Mussolini, pur sapendo questo, ha precisato che domenica sarà a Milano dove però non avrebbero luogo manifestazioni di alcuna sorta. Secondo gli esponenti suddetti, la venuta a Milano di Mussolini dovrebbe essere soltanto dedicata alla pratica elaborazione del piano da loro presentato.

 

Nelle conversazioni avute Mussolini avrebbe affermato di essere perfettamente a giorno di tutti i piani dei vari Comitati di Liberazione per il caso di un crollo tedesco e di conoscere altresì le vicende sorte in seno ai Comitati stessi e nelle bande dei partigiani circa l’unificazione del Comando nelle mani del Gen. CADORNA.

 

In base a tutte queste notizie le disposizioni alle forze armate repubblicane saranno adeguate alle necessità.

 

Il proposito più chiaro degli organizzatori della LEGA DEI CONSIGLI è evidentemente quello di mettere in seria difficoltà i Comitati di Liberazione al momento del trapasso essendo perfettamente convinti che i Comitati nulla sarebbero che una reincarnazione monarco-conservatrice che con l’appoggio inglese soffocherebbe le vere forze rivoluzionarie del proletariato.

 

Essi affermano che fra gli operai è molto più forte di quanto non si creda la diffidenza verso i Comitati di Liberazione e che gli stessi comunisti per il loro comunismo legalizzato stanno perdendo la fiducia dei veri rivoluzionari che vogliono attuare una società socialista. (C.O.M.O.)

 

 

 

 

NOTIZIE DA RITENERSI SICURE

 

 

VERONA 20 MARZO. Le riserve di combustibile per le ferrovie, ai depositi di Verona, sono pressoché esaurite: si calcola che il combustibile sia appena sufficiente per un mese ancora di esercizio con traffico non eccessivo. Attualmente viene accertato che le locomotive sono alimentate con carbone e con traversine tolte dai binari divelti, e che il numero di macchine per manovra nelle stazioni del Veneto è stato ridotto al minor possibile.  (Rete Davide)

 

 

CASALE MONFERRATO 20 MARZO. Oltre alle già note polveriere di FRASSINETO PO e TICINETO, rispettivamente ad Est e a S.E. di Casale, sono stati costituiti ai lati della strada che unisce queste due località, vasti depositi di munizioni di vario calibro, disposti ad una distanza media di circa 100 m. uno dall’altro, e mascherati convenientemente da reti mimetiche.

 

La strada è strettamente sorvegliata da sentinelle tedesche e italiane che hanno a propria disposizione alcuni ridottini ai lati della carrozzabile.

 

Il comando germanico dal quale dipendono le polveriere e i depositi munizioni ha sede a TICINETO. (Rete Davide)

 

 

 

Questa serie di documenti sono compresi nel fascicolo “Notizie sulla situazione dell’Italia occupata e sulle FF.AA. tedesche e della R.S.I.”; AUSSME, 11^ DIV.14, matr. 122416, ecc.