Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

A volte ritornano. Parlo dei documenti compromettenti o almeno che rivelano aspetti compromettenti della storia italiana contemporanea. Questo mi è successo alcuni giorni fa, grazie al caldo ferragostano mi sono dedicato a spulciare documenti inseriti nell’istruttoria della strage di Brescia, quindi fascicoli anche personali che erano stati già analizzati dal prof. Aldo Giannuli, incaricato dal Ministero dell’Interno di classificare parecchio materiale, non solo “regolare” e archiviato, ma soprattutto “dimenticato” in magazzini periferici del Ministero.

 

 

Il documento di cui voglio parlare è una NOTA INFORMATIVA indirizzata ALLA ATTENZIONE DI SUA ECCELLENZA, con un breve codice: EU/12 ITALIA  n.1638.

 

 

I riferimenti sono pochi, ci si aggrappa all’inserimento nella documentazione della strage di Brescia, quindi documentazione processuale, servita come allegato al prof. Giannuli, nominato perito dal Ministero, per la analisi degli atti e relativa classificazione.

 

 

Non sono uno specialista in materia di documenti “riservati” ma ugualmente capisco che, di fronte ai fogli in questione (timbrati: FATTA COPIA PER SISDE – CONSEGNATO 27 NOV. 1982) si intuisce che un funzionario dello Stato italiano ha inviato al responsabile di un servizio di sicurezza e/o di governo una nota informativa che è un po’ il riassunto della storia di un grande complotto di tipo europeo-internazionale messo in atto sul nostro territorio nazionale tra il 1969 ed il 1985 circa.

 

 

Ma facciamo parlare il nostro informatore, un uomo dalla preparazione politica di centro-destra, a quel che si intende dal contenuto dello scritto, un conservatore-democratico a cui probabilmente non è piaciuto granchè questo complotto sanguinoso, condotto secondo le “regole” della “guerra sintetica” dei servizi segreti.

 

 

 

ECCO LA NOTA

 

 

NOTA INFORMATIVA – ALLA ATTENZIONE DI SUA ECCELLENZA

 

 

L’attuale momento politico in Italia non è una caratteristica di questo paese (la nota deve essere stata stesa verso la fine degli anni 70, n.g.m.). Gli avvenimenti che lì si susseguono con progressione aritmetica sin dal 1969 non hanno altro scopo che quello di distruggere il gioco democratico, dimostrando l’impotenza dell’ordine sociale stabilito e provocando una serie di reazioni fra le masse sociali più o meno privilegiate, spingendole verso il desiderio di un nuovo ordine diretto egualmente “nuovo e forte”.

 

 

Una Internazionale di interessi è sorta dopo la sconfitta del Nazismo e di anno in anno con la sua influenza di penetrazione e di potere si è trasformata in un poderoso pericolo.

 

 

Integrando tale Internazionale vi troviamo potenti uomini politici, capitalisti, militari, servizi segreti ufficiali (o dipendenze) e dietro di essi, spesso, governi legali amici….

 

 

In Europa e più particolarmente in Italia dove la situazione (sui generis), sociale ed economica, militare e politica, creano l’instabilità, questa internazionale non ha esitato a ricorrere ai mezzi più abbietti pur di avanzare sulla via tracciata per l’istituzione di un sistema di governo “forte e stabile”.

 

 

Utilizzando le contraddizioni esistenti nelle classi estremiste, sfruttando il militantismo ad oltranza di uno dei detti estremismi, dirigendo e finanziando indistintamente organizzazioni di estrema destra o di sinistra (ver.N/1.1074 del 1973).

 

 

L’assassinio del commissario della polizia politica dr. Calabresi, non è se non un episodio di tale tattica e nel contempo un esempio fino a qual punto gli interessi internazionali sono disposti ad utilizzare, non importa con quali mezzi, per conseguire i loro scopi.

 

 

Calabresi, conosciuto negli ambienti politici della opposizione come un uomo del sistema, accusato dei più assurdi delitti, si era spinto abbastanza con le sue indagini nei confronti degli attentati e complotti che durante gli ultimi quattro anni si sono proliferati in Italia; la sua pertinacia nella ricerca della verità, il suo assassinio, sono prove della sua integrità che egli ha posto al servizio del suo paese.

 

 

Con il possesso dei documenti e dati che durante le sue indagini egli aveva raccolto, unitamente ai dati complementari dei nostri servizi nei vari paesi europei, e con gli accertamenti del nostro consigliere, il Tenente Colonnello Salcioli, una sintesi può stabilirsi. Si deve tener presente che un tale organigramma potrebbe essere confezionato in relazione a qualsiasi paese dell’Europa Occidentale e che, nella maggior parte dei casi, i personaggi centrali sarebbero gli stessi.

 

 

Nel caso del quale ci occupiamo incontreremo gli interessi politici-finanziari di due grandi paesi, gli USA e la RFA (Repubblica Federale tedesca, n.g.m.) e che, sebbene non si possa affermare che entrambi i governi intervengano direttamente, troviamo mescolati (dirigendo gli avvenimenti) settori politici e finanziari di entrambi i paesi, tanto quanto i settori dei servizi della CIA e la BND (servizio segreto tedesco federale, n.g.m.).

 

 

Nel paesaggio italiano incontriamo poi, come tela di fondo, entrambi i servizi (o qualcuno dei suoi rappresentanti) e le finanze delle classi politiche destriste di ambedue i paesi, il primo piano della scena è occupato da esecutori di maggiore o minore importanza politica.

 

 

Agiscono in Italia:

per la CIA – Paul J.Birnes

BND – K.Ernest Pielonczick

KIP – George Stokoros

A.S.SB – D.Barry de Kook

SID – Giorgio Genovese

PALADIN – Paolo Barzel

 

 

FINANZIANO: Potremmo dire “Centralizzano le finanze”: (Finanziano sia direttamente, in contanti, sia indirettamente mediante contratti più o meno reali per mezzo di ditte di importazione-esportazione. La preminenza dei contratti reali è il commercio delle armi):

 

 

I.G.FARBEN                    CARL WURSTER

BROWN BROVERI C.     HERMAN RICHTER

MONTEDISON                GIORGIO VALERIO

U.P.I.                                CARLO CITTADINI

E.R.G.                              RICCARDO GARRONE

                                         RENATO PADOVANI (Fundus)   (1)

                                         MATTEO OTTO LEGLER (Lom) (1)

                                         HAMMOND A.I.                           (1)

                                         F.BIGNASCA D BIASCA             (1)

                                         GIANCARLO DE MARCHI

                                         ATTILIO MONTI

                                         MARIO TEDESCHI (Mundial Export) (2)

                                         HERMUT BRAGARD (Rheinmetal)

                                         G.H. von CHUBBERT (Worldarmaco) (3)

 

 

(1) Provvisori e distributori di fondi

(2) Una delle “Ditte” legali per mezzo della quale si sono effettuate la compra-vendita delle armi (Portogallo, Africa del Sud, ecc.).

(3) (Worldarmaco) filiale per il commercio delle armi della “Agenzia Paladin” fondata da vecchi dirigenti nazisti, ma che è in realtà “l’agente di collegamento” fra finanziatori, servizi segreti ed esecutori.

33 Rue du Congrés - Bruxelles

81 Av. L.C & Sai - Ginevra

42 Renweg - Zurigo

119 Oxford S.- Londra

15 A.Victor Hugo – Parigi

21 Via Nemea – Roma

Ecc. (Ver. N.1.352/73/-4280/73-27/74) (3, Via G.Cuboni – Roma)

 

 

PARTECIPANO: (direttamente o indirettamente):

 

CIVILI:

 

 

GUIDO GIANNETTINI in funzione di collegamento fra BND-CIA-SID ed estremisti.

EDGARDO SOGNO – uomo della CIA;

CLAUDIO MUTTI – collegamento fra estremisti e Giannettini;

PINO RAUTI e M.TEDESCHI – dirigono attivisti;

SANDRO M.SERVELLO )

CICCIO FRANCO            ) responsabili regionali

GASTONE NENCIONI    )

GIANCARLO ROGNONI )

FRANCO FREDA e G.VENTURA – diretti dalla BND;

ROMANO COLTELLACCI  e MARCO POZZAN – id. id.

GENNARO RUGGIERO, LUCIANO CHIFONE, DOMENICO MANNO, MANFREDI PAGANO, ANTONIO CANTALAMESSA, VITTORIO LOI, ARNALDO MASELLA – attivisti al servizio dei precedenti nominati;

GIUSEPPE LATIERI e FERDINANDO ALESSI – “relais” di armi ed esplosivi.

CARLO FUMAGALLI “Z” della BND organizzatore della morte del sinistroide editore FELTRINELLI;

RODOLFO MERCI “Z” della CIA – fu colui che diresse l’attentato del maggio ’73 in Milano (attentato alla Questura e al ministro degli Interni Mariano Rumor, nota di g.m.). Maneggiatore di GIANFRANCO BERTOLI.

GIANNI NARDI “Z” della BND pari grado con Luciano Bruno e Christian Klaus;

IVES GUILLOU e GUY DAVEZAC “Z” di Paladin.

 

 

MILITARI :

A. LABRUNA (Capitano)

B.LIBERATI (Ammiraglio)

F.NARDELLA (Generale)

A.DOMINI (Generale)

P.ALLAVENA (Colonnello)

G.GENOVESE (Colonnello)

G.TILLIN (Colonnello)

A.SPIAZZI (T.Colonnello)

M.ALEMANNO (Generale)

 

 

Tutti i suddetti sono simultaneamente in contatto con “colleghi” della RFA e USA.

 

 

- Evidentemente, l’utilizzazione indiscriminata di tutta questa fauna, crea gravi problemi di sicurezza.

 

 

D’altra parte, non sempre gli interessi “internazionali” delle parti interessate coincidono con gli interessi nazionali degli esecutori e così, si commettono innumerevoli gravi errori.

 

 

Ed è esattamente, una serie di questi errori che portò il commissario Calabresi a conoscere, passo per passo, la congiura internazionale che dirigeva nel suo paese la serie di atti da gangster (criminosi) che coprivano di lutto il popolo italiano.

 

 

Ed è, esattamente, tale accozzaglia che obbligò i servizi della BND, abbastanza compromessi in detti affari, a dirigere “personalmente”, l’eliminazione del Commissario.

 

 

Effettivamente, la denuncia pubblica della complicità del BND ed alcuni uomini politici di primo piano tedesco negli incidenti sanguinosi avvenuti in Italia, sarebbe nefasta per gli uni e per gli altri.

 

 

Gli uni e gli altri, sebbene al servizio della RFA, non avevano dubbi, tuttavia, nell’utilizzare le loro possibilità a favore dei propri interessi economici e politici.

 

 

E’ stato, perciò, soltanto per evitare una tale denuncia che fu decisa la morte del Calabresi.

 

 

E, per evitare ancora altri errori, la direzione di tale “operazione” fu affidata direttamente ad agenti e collaboratori (più o meno ufficiali, abbastanza conosciuti dai servizi europei), tedeschi i quali organizzarono l’eliminazione.

 

 

 

HANNO PARTECIPATO DIRETTAMENTE:

 

GIANNI NARDI

LUCIANO BRUNO

HOLGER MEINZ

CHRISTIAN KLAUS

GUDRUM KIESS

 

Essendo il nominato Nardi colui che effettuò gli spari che causarono la morte del Commissario Calabresi.

 

 

Si tenga presente che questo caso non è unico nella storia italiana e che, recentemente, solo alcuni giorni fa, una personalità che aveva rapporti con tutti i nominativi sopra mezionati, cioè il signor ALDO SCIALOTTI, rifugiato in Brasile, è morto in modo non molto chiaro.

 

 

Si noti che la suddetta personalità, “stufo dell’esilio e del silenzio”, qualche giorno prima aveva pubblicamente dichiarato la sua intenzione di rientrare al suo paese (l’Italia) e sottoponendosi all’azione della giustizia “mettere le cose in chiaro”.

 

 

Si aggiunga a quanto sopra riferito che egli era stato visitato, prima della sua morte, da una personalità della finanza italiana (Ver.n.1.58/74), il quale lo minacciò se fosse rientrato. Personalità che “coincise” in Brasile con Jean Vicent Martini e Paolo Barzel, specialisti entrambi in “morti normali”, ed altre attività.

 

 

FINE del documento  (anche in chiusura i timbri: FATTA COPIA PER SISDE)

 

 

 

Spiegazione: SISDE sta per Servizio Informazioni Sicurezza Democratica

 

Nota di G.M.:  Dalla lettura non è chiaro se lo scrittore sia un militare, un civile o un abile manipolatore di informazioni. Sta di fatto che chiama “Eccellenza” il suo interlocutore, termine più appropriato ad una carica civile o addirittura governativa. L’importanza di questo documento, infilato negli allegati della documentazione visionata dal prof. ALDO GIANNULI, per conto del Ministero dell’Interno, consiste nella ricostruzione politica del complotto e nella indicazione senza se e senza ma dei nomi degli “esecutori”.

E’ importante anche sottolineare il riferimento a Freda e a Ventura in qualità di agenti o collaboratori del BND (Bundesnachrichtendienst – tradotto: Servizio Informazioni Federale).

 

PALADIN. E’ il nome di una agenzia di spionaggio e traffici vari composta di ufficiali nazisti nel dopoguerra.