Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

Ma qual'è la forma di Stato che oggi  è dominante nel mondo? E poi mi viene anche da domandarmi perché faccio questa domanda al lettore. Il fatto è che ho parlato negli scorsi articoli del comunismo, del nazismo e del fascismo. Erano forme di Stato derivanti da ideologie, cioè da un insieme di teorie che avevano assunto la forma di organizzazione di partito.

 

 

Queste forme di Stato dittatoriali, all’apice nel secolo scorso (900), erano simili nei risultati o nel funzionamento della macchina repressiva, ma dissimili per origine dell’ideologia.

 

 

Oggi quasi tutte le forme di ideologia sono evaporate o si sono nascoste o hanno assunto sembianze molto ma molto diverse dal passato. Per un marxista è solo una questione di forme diverse di capitalismo, di dominio della classe borghese. Per me, che non seguo la fede marxista, non si può più parlare solo di capitalismo tout court, di ideologia borghese, ecc.

 

 

Le forme del dominio hanno assunto forme nuove. Basti guardare all’America. Pensate che Trump sia al vertice del potere? Ma Trump è solo un veicolo (autorevole, non si discute) delle nuove forme di potere.

 

 

C’è l’apparato militar-industriale americano, una federazione di interessi che periodicamente si riunisce per fare e disfare i presidenti. E che dire delle aziende di alta tecnologia, quelle che lucrano sull’ambiente, sull’energia, sulla ricerca spaziale, sui segreti militari, soprattutto quelle che muovono i meccanismi perversi della grande finanza, ecc.?

 

 

Queste aziende hanno interessi planetari, i loro manager ragionano in termini mondiali, le loro strategie possono essere viste da noi come “strane, contraddittorie”, mentre non lo sono affatto.

 

 

Aggiungo che questa trasformazione, cioè l’apparizione di un nuovo potere mondiale, è ancora lungi dall’essere completata, il processo è in corso e resistono qua e là anche le vecchie forme di Stato-Nazione; per esempio la Cina è un enorme serbatoio tecnologico gestito da un apparato politico. La forma autoritaria può essere un freno, ma non è detto: è possibile che molte aziende strategiche americane guardino all’ordine cinese come ad un auspicabile futuro, anche per la società americana.

 

 

Quindi, come si può vedere, la forma dello Stato-Nazione, sta subendo una trasformazione radicale, sia all’interno, nei rapporti tra i vari strati della società (polverizzazione sociale, accentramento decisionale, ecc.), che all’esterno (dipendenza da blocchi aziendali-politici importanti a livello planetario).

 

 

Noi, Italia, siamo messi proprio bene! Abbiamo alleanze politiche (NATO, UE, ecc.) che ci “coprono”, dai rischi della “concorrenza”, ma al tempo stesso il nostro sistema tecnologico lavora per il Re di Prussia, nel senso che c’è un considerevole tasso di caos nelle strategie del nostro sistema-paese.

 

 

Forse perché è la nostra storia a farci un pochino “anarcoidi”, ma è un dato di fatto che l’Italia è come un pallone che tutti prendono a pedate e che vola senza una meta precisa. Ci sono alcune eccezioni, l’industria di armamenti (OTO Melara, la stessa FINMECCANICA, ecc.), ma queste sono aziende che rispondono a consorterie finanziarie non certo italiane, ma mondiali!

 

 

E che dire allora della nostra forma-Stato-nazione? E’ una domanda intrigante ma la risposta già la sapete.

 

 

L’Italia non fa più parte di sé stessa, coinvolta nella Unione Europea è oggi sotto tiro. Il potere mondiale ha individuato nell’Italia il “ventre molle” dell’Unione Europea. Le consorterie finanziarie e le aziende strategiche e politiche mondiali (russe,americane, cinesi) hanno un occhio sul Mediterraneo e a loro non sembra vero che l’Italia, circondata dal mare, possa essere la porta d’entrata di tutte le loro strategie.

 

 

Dall’import (soprattutto i vari tentativi di far entrare merci OGM) alla “destabilizzazione”, usufruendo di masse enormi di migranti (sensibilizzati a dovere) per abbassare i già deboli rapporti di forza.

 

 

Questa è la nuova forma dello Stato. Un po’ nazione, tanto azienda mondiale, spregiudicato e accentratore.

 

 

Coloro che parlano di “Nuovo Ordine Mondiale” fondato sul confronto-collaborazione di vari imperialismi-tecnologici non hanno tutti i torti.

 

 

E’ questa la strada che le “majors” vogliono battere, usando vari sistemi finanziari per bancarottare le nazioni più restìe, o usando la guerra per spazzare via confini ed élites obsolete.

 

 

Il connubio militar-industriale usa la politica, non è la politica al comando. Gli strati di vertice della società mondiale parlano oramai un linguaggio unico, quello dei propri interessi, per costruire alla fine una forma di dominio unica, anche se con diverse sfumature, buone per ingannare le “vaste masse popolari”.

 

 

Giorgio Marenghi