Sito Storico e Blog di Giorgio Marenghi - Storia Veneta - Eversione - Opinioni su fatti politici

In un periodo in cui l’Europa dimostra di essere solo una costruzione burocratica, per non dire altro, leggere il documento che oggi vi propongo è come avvertire una ventata di aria fresca. Si tratta di un foglio trovato nell’Archivio di Stato di Vicenza, che non riporta cose gravi o importanti dal punto di vista storico, che dimostra l’esistenza nella tragedia della guerra di persone dotate di una buona dose di equilibrio e, perché no?, di buoni sentimenti.

 

 

E’ il caso del ferroviere tedesco Joseph STANCHERL, che viene citato in un documento del Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale, in data 25 ottobre 1945.

 

 

Questi gli estremi del foglio ed il suo contenuto.

 

 

Prot. N.5415    - Vicenza 25 ottobre 1945

Be/bg

Oggetto: ferroviere tedesco STANCHERL

 

Al CLN ferroviario – Vicenza

 

Dal “Giornale di Vicenza” ci viene trasmesso un articolo a firma di PICCOLI Gino (Case Ferroviarie, stradella E.Toti,6 – Vicenza) destinato alla pubblicazione, in cui si rende noto l’atto, veramente assai opportuno e simpatico, compiuto dal ferroviere tedesco Joseph STANCHERL, per cui nei giorni della Liberazione sarebbero state risparmiate dalla distruzione le attrezzature della nostra stazione.

Questo ferroviere, già impiegato come bracciante, ora sarebbe stato licenziato e d’altra parte è ovvio che non voglia ritornare in patria.

Pur non volendo sopravvalutare l’atto compiuto dallo STANCHERL, non si può tuttavia ignorare il segnalato servizio reso alla nostra città e perciò preghiamo codesto CLN Ferroviario di esaminare con benevolo interesse la situazione della persona in oggetto, per una sua eventuale sistemazione nel modo che sarà ritenuto più opportuno.

Distintamente

Il Commissario alla Stampa e Propaganda

(Prof. GINO BERTO)

 

 

 

In allegato il foglio del CLN di Vicenza riporta alcune righe del testo dell’articolo del sig. PICCOLI GINO: ………”Anche a Vicenza le attrezzature ferroviarie, le locomotive rimaste intatte dovevano essere distrutte. Ma avvenne, raro a dirsi, che l’ordine non venne eseguito. Un tedesco, un ferroviere, non eseguì l’ordine criminale dei suoi superiori. Gettò via le cariche che dovevano far saltare i tunnel, le macchine e le locomotive…”.

 

 

Da quel caos del 1945 venire ora a conoscere la storia di STANCHERL non può farci altro che bene. L’europeo (in anticipo) STANCHERL agì di coscienza, d’istinto, per salvaguardare le macchine, nei giorni in cui vedeva i suoi camerati fuggire dall’Italia. C’è da augurarsi che sentimenti simili trovino la strada anche oggi , nel momento in cui siamo chiamati a prove gravi e destabilizzanti.

 

G.M.